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Intrappolati nella rete

Bambini e internet: le regole per navigare… in acque sicure

Gio 01 Lug 2010 | di Sabrina Protano | Attualità

Al giorno d’oggi qualunque bambino conosce ed usa internet. I bambini del 2000, infatti, sono nati con il web: internet, per loro, non è una novità, ma è parte integrante della loro esperienza, allo stesso modo di radio e televisione. Per quanto esso sia un mezzo di comunicazione dalle potenzialità eccezionali, utile per le più svariate operazioni, purtroppo il rischio che i nostri figli restino vittime dei pericoli in cui possono imbattersi in rete è sempre più all’ordine del giorno. è importante, quindi, dare loro alcune indicazioni per non avere problemi.

Le regole per una navigazione prudente
Innanzitutto, come raccomandiamo ai nostri bambini di non “accettare caramelle dagli sconosciuti”, allo stesso modo dobbiamo insegnare loro a non fidarsi degli estranei che incontrano navigando in rete. In particolare, devono sapere che è necessario non dare mai dati personali, e cioè nome, indirizzo (compreso quello della scuola), numero di telefono, età. è fondamentale, quindi, non compilare mai moduli di iscrizione o profili personali; se proprio si avesse la necessità di compilare qualcosa, è opportuno leggerla sempre attentamente insieme ad un genitore o, al limite, insieme ad un altro adulto di fiducia (un nonno, un insegnante, etc.).
In secondo luogo, è importante non condividere con nessuno le proprie password, neanche con gli amici; la password è strettamente riservata, perché è uno dei pochi mezzi che abbiamo a disposizione per proteggere la nostra privacy; bisogna, inoltre, scegliere password “difficili”, che prevedano sia lettere che numeri: il giovane Luca, che sceglie come password semplicemente il proprio nome, avrà molte più probabilità di venire “smascherato” da coloro che eventualmente volessero appropriarsi dei suoi dati personali. E bisogna ricordarsi anche che la password va cambiata molto frequentemente.
Altra regola fondamentale che i bambini devono seguire è di non rispondere mai a messaggi che li facciano sentire confusi o a disagio, né rispondere a delle provocazioni eventualmente ricevute: in questi casi, l’unica cosa da fare è interrompere la comunicazione. Allo stesso modo è importante insegnare loro a non mandare mai on line messaggi volgari o dal linguaggio scurrile.
Mai scaricare programmi senza il permesso di noi genitori, o comunque senza una nostra immediata supervisione del prodotto: molti bambini, infatti, sono soliti scaricare giochi, che però possono avere, seppur a loro insaputa, un contenuto violento o uno sfondo sessuale.
Ultima regola, ma probabilmente la più importante, è la seguente: mai, per nessun motivo, accettare di incontrare persone conosciute in chat. La chat consiste in uno scambio di messaggi via internet che, a differenza di quanto previsto dalla posta elettronica, avviene in tempo reale. Alla chat possono partecipare contemporaneamente due o più persone, senza limiti di numero. Il pericolo è che, durante la conversazione on line, un malintenzionato può fingersi chiunque, anche un bambino delle scuole medie, riuscendo di conseguenza a guadagnare con più facilità la fiducia del destinatario dei suoi messaggi.
Queste le principali norme che il Moige, un’importante associazione nazionale di genitori, ha voluto dare, in collaborazione con la Polizia Postale, ai bambini delle scuole e ai rispettivi mamme e papà, sulla base di un progetto concretizzatosi nell’ultimo anno e mezzo.

Quando i consigli non bastano
C’è da dire che, purtroppo, per proteggere i nostri figli dalle insidie del web non sempre sono sufficienti i consigli e le indicazioni di noi genitori. E spesso ci tocca passare all’azione, evitando di lasciare la tecnologia incustodita nelle mani dei più piccoli. Un buon accorgimento per limitare lo “spazio di manovra” dei bambini in rete può essere quello di posizionare il computer in salotto, o comunque in una zona domestica comune: potremo così, in modo apparentemente meno diretto, controllare le attività on line dei nostri figli.
Se vogliamo stare ancora più tranquilli, possiamo far installare nel computer di casa dei sistemi di sicurezza: esistono, infatti, dei programmi specifici per la protezione dell’identità, capaci di contrastare eventuali rischi in tempo reale. E' possibile anche stabilire in anticipo i percorsi di navigazione che faranno i nostri figli: ci sono dei sistemi che bloccano l’accesso ad alcune pagine di internet, ovviamente quelle con contenuti ed immagini non appropriati alla visione dei minori.
Inoltre, si può decidere di controllare l’accesso a servizi come le chat e i forum, dove i bambini, scambiando messaggi con altre persone in tempo reale, potrebbero incontrare sconosciuti dalle cattive intenzioni.
Ovviamente quelle appena descritte sono le tecniche di difesa più “invasive”, che senza dubbio farebbero scaturire delle resistenze da parte dei nostri figli, i quali potrebbero accusarci di mancanza di fiducia nei loro confronti. E non avrebbero del tutto torto.

Creare un clima di fiducia
Preferendo quindi evitare queste azioni “di forza”, la cosa più efficace per far sì che i bambini seguano le nostre indicazioni è creare con loro un clima di fiducia. A tale scopo dovremo darci da fare in modo costruttivo, mostrandoci interessati alle loro attività on line. Una buona tecnica consiste nel parlare di queste attività con lo stesso rispetto con cui si fa riferimento a quelle svolte nella vita “reale”; oppure nel farci vedere volenterosi di entrare in contatto con le nuove tecnologie: giocare qualche volta ai videogiochi con i nostri bambini può far percepire loro le attività svolte con il computer meno “private” e più “di famiglia”. Tutto ciò contribuisce anche ad evitare quella dipendenza psicologica dal computer e da internet di cui molti bambini sono vittime per mancanza di scambio e di relazioni all’interno del nucleo familiare.

La vera difesa? Il dialogo
La conclusione, a questo punto, viene da sé: l’unica vera difesa contro i pericoli di internet, così come contro tutte le insidie della vita, è il dialogo. Parlare con i nostri figli, spiegare loro come è la realtà e come va affrontata, senza limitarci a fissare regole negative ed allarmistiche, è la più grande forma di rispetto che possiamo adottare nei loro confronti. è necessario comunicare con i bambini e spiegare loro con chiarezza, ma senza terrorizzarli, quali sono i contenuti della rete inappropriati e diseducativi, incoraggiandoli a confidarsi con noi qualora incontrino testi o immagini che li mettono a disagio, e lodandoli quando lo fanno. Bisogna insegnare loro che non siamo circondati soltanto da individui con cattive intenzioni, ma che su internet si deve fare attenzione ed essere prudenti proprio come si farebbe se un estraneo ci avvicinasse per strada. Proprio come stabiliamo delle norme di vita pratica per i nostri figli, dobbiamo stabilire delle regole simili anche per l’uso della rete, facendo capire loro che non tutto è consentito. Ricordiamoci che internet non va demonizzato in sé, perché i rischi, nella maggior parte dei casi, non sono negli strumenti che utilizziamo, bensì nel modo in cui lo facciamo.


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