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Un figlio vale meno di un’auto?

Lo Stato stanzia un fondo per i nuovi nati: una bufala. Il prestito c’è, ma è da restituire in 60 rate con un Taeg al 5,97%!

Gio 01 Lug 2010 | di Carla Giulianelli | Io Giornalista

Tra pochi giorni mia figlia darà alla luce una bambina, Carolina. Sarà la mia prima nipotina e sto vivendo con ansia la sua venuta al mondo dal corpo di mia figlia, che bruscamente si è fatta donna almeno ai miei occhi. Vivo la sua maternità come un’appendice della mia. è una sensazione stranissima, a cui ancora oggi non riesco a dare un volto reale. Questo in sintesi è il lato umano, la vita che si ripete in ogni nuova nascita. Il lato pratico è che mia figlia, quasi trentaquattrenne, insieme al suo compagno, ha deciso di mettere al mondo un bambino pur consapevoli della loro precarietà economica. Entrambi plurilaureati con 110 e lode. Lei insegnante precaria già da diversi anni, lui si destreggia nel web marketing come lavoratore autonomo, dal momento che nessuno gli propone un lavoro a reddito fisso. Vivono in affitto in un appartamento di 50 mq. Probabilmente rispecchiano la situazione di molte altre coppie coetanee, quindi nella normalità di oggi. Ascolto distrattamente per radio una pubblicità del Dipartimento delle Politiche della Famiglia sulla possibilità di ottenere un Fondo di credito per i nuovi nati. Rifletto: le spese per Carolina andranno ad incidere pesantemente sul bilancio familiare di mia figlia e mi sembra una buona idea quella di erogare un Fondo, seppur modesto fino a 5.000 euro, per affrontare i primi disagi economici. Curiosa vado a vedere di cosa si tratta su www.fondonuovinati.it. è una bufala, non credo ai miei occhi. Il prestito c’è davvero, restituibile in 60 rate con TAEG al 5,97%! Ora mi chiedo: ma la nascita di un figlio, un nuovo italiano (razza tra l’altro in via di estinzione) vale meno dell’acquisto di un’auto nuova? Cosa si inventa il nostro Governo, che non sta facendo nulla per venire incontro alle nuove famiglie, pur di compiacere gli interessi di alcune banche! In tempo di crisi posso anche “accettare” la cancellazione del bonus nuovi nati, ma la concessione di un prestito con tanto di interessi mi sembra veramente una presa per i fondelli. Soltanto una cosa mi consola: mia figlia, che non ha manie di grandezza, ha già recuperato da amiche e parenti carrozzine, lettini, corredino e quant’altro di utile per la nuova nascita, contando sul mio aiuto di nonna, perché gli asili nido costano troppo. Carolina avrà tanto amore e cure come una principessa alla barba delle banche e dei Ministri in loro potere.


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