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La grinta di Alexia

Come l’hanno cambiata la maternità e l’amore

Ven 23 Lug 2010 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Ha grinta, energia e carisma da vendere. E da quasi 20 anni ci fa cantare e ballare. Il suo nome è Alessia Aquilani, ma tutti la conosciamo come Alexia. A fine giugno è uscito un nuovo album, “Stars”, dal ritmo incalzante e con un groove tipicamente anni ’80.

Con il nuovo album cosa vuoi raccontare?
«Voglio raccontare e raccontarmi. Attraverso sfumature differenti che si muovono imprevedibilmente tra dance rock e r&b, affronto temi di attualità come il futuro dei giovani nel mondo di oggi, che si regge su un equilibrio fragilissimo e che li rende altrettanto fragili nell’affrontare il vivere nel senso completo, a partire dalla propria realizzazione professionale, come racconto nel singolo “Star”, fino ad arrivare ai rapporti con gli altri e con se stessi (“Perfect day” - ndr) e all’amore (“It’s love” - ndr): tutte emozioni vissute con diffidenza e aggressività per la sola paura di restare soli».

Da qualche anno sei cambiata radicalmente, nel look e nella tua vita.
«Il look è un aspetto molto divertente del nostro lavoro, ti consente di reinventarti e giocare con le immagini: così questa volta ho osato con labbra rosso fuoco e un look più femminile. Per quando concerne l’aspetto più musicale, la mia più grande aspirazione è quella di riuscire a trovare il giusto connubio tra due cose fondamentali: i generi musicali che amo e le liriche. In questo senso ho lavorato tantissimo, cercando di dare forza ai contenuti e carattere ad ogni passaggio, perché non devo mettere grinta solo nell’emissione vocale, ma nelle cose che dico...».

Nel tuo percorso personale ed artistico quanto è stata importante la maternità?
«Mi ha fatto diventare una persona migliore! Avere un figlio mi ha completata. è naturale che anche l’artista venga influenzata positivamente, è una reazione a catena. Certo non è facile conciliare tutto, ma è il bello della vita, no?».

Il ritmo è la chiave della tua vita musicale e personale. Qualche anno fa hai deciso di rallentare, ora vuoi tornare a correre?
«Non credo che “correre” sia il termine giusto, diciamo che ogni volta mi rimetto in pista, ma con l’esperienza di chi sa riconoscere il momento opportuno in cui fare lo scatto!».

La scelta della copertina, un televisore anni ’50, cela la tua voglia di tornare indietro?
«Ho scelto questa immagine, perché ho nostalgia di quel genere di tv che ho vissuto e visto durante la mia infanzia negli anni ’70. I programmi erano rassicuranti e leggeri, il linguaggio corretto e mai volgare. Ovviamente ero una bambina e non avevo idea di cosa succedesse in Vietnam o in Piazza Fontana (strage a Milano, nel 1969 - ndr), vivevo nei miei sogni e nelle mie fantasie. La tv di oggi la vivo da donna, moglie e madre, mi tiene compagnia negli hotel durante i tour, ma recepisco più le brutte notizie che le belle, quasi come se fossero ormai una cosa normale. La tv dovrebbe regalare anche sogni».

Pensi che i talent show possano essere dannosi per i giovani?
«Non credo siano dannosi, in fondo rappresentano anche una chance. Ciò che è dannoso è la scorretta visione di ciò che si pensa possa accadere dopo... Ma non è molto diverso da quello che accadeva qualche anno fa... Ricordo alcuni miei ex colleghi diventare famosissimi improvvisamente e non essere in grado di gestire la pressione che tale situazione aveva provocato. Hanno perso di vista l‘obiettivo e tutto si è esaurito nel giro di pochissimo...».

Se tua figlia da grande decidesse di parteciparvi?
«Premesso che è ancora presto per capire se avrà o meno un’attitudine all’arte in genere, le direi le stesse cose che dico a tutti coloro che mi chiedono dei consigli in merito: sei pronto a sudare e a soffrire? Allora è il tuo mestiere...».

Come sei cambiata rispetto al passato?
«In “Star” cerco di raccontare la mia esperienza, con uno stato d’animo più distaccato rispetto al passato, consapevole dei momenti difficili che si alternano costantemente ai momenti decisamente favorevoli, ma tutto ciò può essere impossibile da superare “se quello che conta non l’hai nella testa!”».

Se potessi tornare indietro, cosa consiglieresti ad Alexia?
«Forse avrei potuto evitare di trascinare una storia sentimentale e professionale che era logora come i jeans che indosso in questo momento (comodissimi in casa!), ma mi ha fatto capire alcuni lati del mio carattere che in fondo oggi apprezzo».

Hai venduto milioni di copie di dischi: come ti ha cambiato la popolarità?
«La popolarità mi ha aiutata molto, perché è arrivata piano piano in un momento molto difficile della mia vita, proprio quando persi mio padre. In un attimo mi trovai ad essere il capofamiglia. Fu come un segnale chiaro da parte sua: i miei sogni si stavano realizzando ed io non ero più una ragazzina. Dovevo gestire la cosa nel migliore dei modi, nonostante il mio cuore fosse devastato. Sono maturata in un colpo solo e non è stato facile, ma avevo un lavoro che mi sosteneva economicamente e psicologicamente ed era quello di cui avevo bisogno in quel momento».

Cosa non ti piace dell'essere famosa?
«Essere famosi comporta una certa responsabilità, specialmente oggi: grazie ad internet le notizie corrono, con un telefonino riprendi qualsiasi cosa durante i concerti e finisci subito su qualche sito. Oggi più che mai è per me importante avere un comportamento professionale serio, ma nello stesso tempo cordiale. Nonostante questo, a volte la gente ancora si fa un’idea sbagliata del tuo personaggio e questo è un aspetto complicato della popolarità...».

Dove ti rifugi per ritrovare te stessa?
«Una volta il mio rifugio ideale era la mia casa, oggi è nella mia testa! Ho imparato a staccare la spina e a scegliere i momenti e i luoghi più adatti per ritrovare la serenità. Con mia figlia entro in una dimensione naturalmente “umana”, è lei a riportarmi sulla terra! Poi durante il tour mi rifugio nelle letture e faccio lunghe dormite per recuperare le energie per lo show successivo». 

Cosa ti fa star bene?
«Mi far star bene il giusto equilibrio delle cose. Sono un toro, pertanto terrena e solida, non posso fare un passo falso senza sentirmi il terreno sotto i piedi scricchiolare, per cui cerco di calcolare bene le mie mosse e le conseguenze di esse. Soprattutto ho imparato a convivere con i miei stati d’animo, anticipare i momenti difficili che inevitabilmente arrivano, ponderarli e, nella fase acuta, dominarli».



ALESSIA AQUILANI
Alessia Aquilani, in arte Alexia, nasce a La Spezia il 19 maggio 1967. Nel 1993 parte per il 1° tour internazionale. A un anno di distanza, il brano “Think about the way”, da lei interpretato, entra a far parte della colonna sonora del film “Trainspotting”. Dopo il successo del singolo “Me and You”, di “Summer is crazy” e “Uh la la la”, esce il primo album,“Fan Club”. Nel 1998 arriva il secondo, “The Party”. “Happy” è il terzo capitolo della carriera. Dopo un greatest hits, nel 2001 esce un nuovo album. Nel 2002, dopo 5 milioni di dischi venduti nel mondo, 8 dischi d’oro e 2 di platino, arriva seconda al Festival di Sanremo con “Dimmi come”. Nel 2003 vince Sanremo con “Per dire di no”. Nel 2005 a Sanremo, con “Da grande”, arriva seconda. Nel 2009 torna a Sanremo, in coppia con Mario Lavezzi, con “Biancaneve”. Il 22 giugno 2010 è uscito il nuovo album “Stars”.  


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