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L’acqua è di tutti

Raccolte oltre un milione e 400mila firme per l’acqua pubblica. l'Italia contro la casta

Gio 29 Lug 2010 | di Francesco Buda | Acqua

L’esercito dell’acqua di tutti ce l’ha fatta: oltre un milione e 400mila italiani hanno messo la firma per presentare i tre referendum sull’acqua pubblica. Ne bastavano 500.000.

Un record assoluto raggiunto in soli due mesi e mezzo. Questo inarrestabile fiume di nomi e cognomi chiede che il bene più prezioso non sia trattato come una merce qualunque per fare business nelle mani di pochi, che non finisca per sempre nelle speculazioni di borsa, che resti patrimonio comune gestito da enti rappresentativi del popolo.

La casta politica e le lobby idriche insistono per privatizzarla del tutto, ma questo pacifico esercito tricolore ha sbaragliato ogni silenzio dei tg, ogni boicottaggio dei potenti. Già 406.000 italiani avevano presentato al Parlamento una legge di iniziativa popolare per evitare queste manovre, ma è rimasta nei cassetti. Fino a quando ancora istituzioni e vertici politici ignoreranno questa chiara e poderosa volontà nazionale? è una strabiliante mobilitazione, concreta e determinata, con gente di tutti i tipi in tutta Italia isole comprese, dalle parrocchie ai centri sociali, dal centrodestra al centrosinistra, militanti dei vari partiti, molti sindaci, giovanissimi e nonni, prof e studenti. Capillarmente hanno messo in piedi una macchina popolare per dare ai cittadini la possibilità di votare tre referendum: vogliono essere loro a decidere sulle risorse idriche del Paese, per oggi e per chi verrà dopo. La loro volontà è abrogare le tre piccole norme con cui la casta ha imposto di privatizzare l’oro blu svendendolo ai boss del settore, con meccanismi che convogliano ai privati gli introiti e scaricano su enti e cittadini spese e debiti, attraverso le bollette, usate come un vero spremiagrumi. Questo mentre ovunque nel mondo simili privatizzazioni – Italia compresa – hanno solo creato debiti, rincari, inefficienze e gestioni sospette o addirittura marce. Ora le firme sono al vaglio della Corte di Cassazione e poi la Corte costituzionale valuterà se i quesiti referendari sono compatibili con la Costituzione. Si voterà molto probabilmente ad aprile 2011. Intanto nel 150° dell’Unità d’Italia, c’è un Paese che si riconosce nelle cose che contano, un popolo compatto che non accetta la tracotanza e l’ignavia di chi dovrebbe tutelarlo e reagisce allo shopping internazionale sulle proprie fonti e sui propri acquedotti.

 


Firme nelle regioni

Lombardia

236.278

Lazio

146.450

Veneto

125.745

Piemonte

115.306

Toscana

114.846

Emilia Romagna

109.804

Puglia

101.498

Campania

92.488

Sicilia

74.434

Liguria

51.289

Marche

44.057

Calabria

41.622

Friuli

34.408

Trentino

29.513

Abruzzo

23.822

Sardegna

22.143

Umbria

14.766

Basilicata

13.798

Molise

8.390

Valle d'Aosta

835

Totale

1.401.492


Fonte: Comitato Referendum Acqua Pubblica


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