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Pericolo anoressia

Cresce il numero di ragazze colpite da questa malattia che forse è solo una richiesta di amore incondizionato

Gio 29 Lug 2010 | di Lucia Facchini | Io Giornalista

I casi di anoressia in Italia sono in continuo aumento e oggi 8-10 ragazze su 100 tra i 12 e i 25 anni soffrono di questa malattia: un dato preoccupante, soprattutto perché questo disturbo del comportamento alimentare può portare, nei casi più gravi, alla morte. L'anoressia è sicuramente un modo per denunciare la propria inadeguatezza, oppure una semplice richiesta di aiuto e di attenzioni che sfocia in un comportamento che può generare effetti molto gravi.

Al di là delle cause personali che influiscono nello sviluppo della malattia, ve ne sono anche alcune sociali che contribuiscono all'aumento delle ragazze anoressiche.

Ad esempio, veder sfilare sulla passerella modelle dalle taglie impossibili e proporle come un esempio da imitare e come icone di bellezza, lancia alle ragazze il messaggio che la bellezza corrisponde alla magrezza estrema; questo fa sentire inadeguate coloro che non sono magre e fa crescere in loro il desiderio di diventarlo, ricorrendo così alle diete drastiche per modificare il proprio corpo e adattarlo ai canoni richiesti. Se la società, invece di creare sportelli di ascolto quasi del tutto inutili, ridimensionasse gli standard di bellezza attuali, meno persone soffrirebbero di disturbi alimentari. Sto parlando di sportelli di ascolto "inutili" perché la maggior parte delle volte chi soffre di anoressia preferisce negarlo che ammetterlo e perché da questa malattia si guarisce solo con la volontà di farlo. Inutile costringere un'anoressica a mangiare, perché non servirà assolutamente a nulla, anzi aumenterà la sua risolutezza nel voler perdere peso. Vi sono poi un gran numero di siti internet che, addirittura, inneggiano all'anoressia, consigliando alle ragazze strategie su come perdere peso senza che i familiari se ne accorgano e venerando quella che è considerata la" divinità della magrezza", la dea "Ana"!

Chi soffre di anoressia è una persona fragile e insicura e percepisce un vuoto apparentemente incolmabile dentro di sé; purtroppo più la malattia evolve, più il vuoto diventa un solco profondo ed enorme che scava nel corpo attraverso la sofferenza e la solitudine. Spesso la vera causa del vuoto è la mancanza di affetto da parte degli altri o il senso di malessere dovuto ad un grande dolore che ha stravolto la persona.

L'unico modo per aiutare un familiare, un amico, un conoscente malato di anoressia è amarlo incondizionatamente, facendogli capire che non è solo e che chiedere aiuto agli altri in modo diretto non è sbagliato: molto spesso il dialogo è la più grande risorsa.

 


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