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In estate spegnamo la tv

Sempre più programmi su diete e chirurgia estetica che, ponendo in primo piano l’aspetto estetico, giocano con le nostre insicurezze ossessionandoci

Gio 29 Lug 2010 | di Alessandra Manni | Media
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Come si avvicina l’estate, in tv non si comincia parlare di altro: la “prova costume”! Un argomento che diventa il fulcro di molti programmi televisivi il cui intento è quello di trovare soluzioni a questo enorme problema che attanaglia specialmente le donne. Le poche volte che ultimamente ho acceso la televisione, questo è quello che ho trovato: servizi, inchieste, interviste fatti apposta per alimentare le paranoie e le insicurezze sul proprio corpo, il più delle volte accompagnati da servizi dedicati alla valletta di turno, con un corpo perfetto, insieme al ragazzo “perfetto” (e quindi “ricco”), seguìto, guarda caso, da un approfondimento sulla chirurgia estetica e le nuove scoperte nel campo. Informazione che, il più delle volte, trovavo nei telegiornali! È dura fare i conti con questa realtà, personalmente è una lotta non cadere in questi inganni, perché veniamo così martellati da una comunicazione tutta incentrata sull’immagine e sulla bellezza a tutti i costi, che è dura non venirne condizionati e riuscire a resistere, a non integrarsi. Ci vuole carattere per affidarci a quello che sentiamo sia più rispettoso per noi, invece che farsi guidare dalla realtà esterna. è dura, ma è una cosa necessaria: siamo continuamente ingannati, minimizzati, ridicolizzati, violentati da una cultura che taglia le gambe alla nostra anima, alla nostra vera bellezza.

LA TRAGICA “PROVA COSTUME”
Proprio da uno studio portato avanti dall’Agi-Codacons, "Sentinelle della salute", finalizzato a monitorare dati e notizie sulle abitudini, le conoscenze e le necessità dei cittadini in materia di salute, si delinenano i contenuti televisivi che ci vengono propinati prima e durante l’estate: diete, alimentazione sana, cura del corpo e chirurgia estetica sono tra gli argomenti salutistici maggiormente trattati. Il monitoraggio è stato svolto su un totale di 69 puntate (41 Rai e 28 Mediaset) ed è relativo alle principali trasmissioni televisive di informazione, approfondimenti e attualità, che coprono la fascia oraria 6:30 - 11:00 e 22:30 – 01:30. Quasi il 40% delle puntate televisive monitorate ha lungamente parlato di diete, alimentazione sana, benessere fisico legato agli alimenti e chirurgia estetica, come scelta per migliorare il proprio aspetto fisico. Un costante, e neanche tanto velato, invito a risolvere “tutti i nostri problemi” con la chirurgia estetica, accettandola come pratica comune e non come un intervento che può essere anche molto invasivo e stressante per il nostro corpo.

GIOCANO SULLE NOSTRE INSICUREZZE
Non che nel resto dell’anno non se ne parli, ma l’avvicinarsi delle vacanze estive vede proprio un forte incremento delle trasmissioni che dedicano spazio ai temi sopracitati.
Preoccupazioni affrontate dalle trasmissioni Rai e Mediaset, attraverso la presenza in studio di esperti che di volta in volta hanno dato consigli per perdere peso, mangiare bene e migliorare il proprio corpo. Il tutto presentato come un “aiuto” per dare soluzione alle crescenti preoccupazioni della gente in vista della “prova costume”. Da contorno a questi programmi sulla “salute”, sono stati trasmessi approfondimenti sui bambini (22% delle trasmissioni), analizzando problematiche come l’autismo, la pedofilia, i maltrattamenti, la tratta, la disabilità anche “emotiva” e, sull’onda della tragedia della marea nera, il 10% delle puntate monitorate ha parlato degli effetti dei disastri ecologici sulla salute umana.

LA FISSAZIONE NON È MAI BUONA
Ciò che mi disturba non è il parlare di queste cose, ma è il flusso continuo di questo, e solo questo, tipo di argomentazioni che è complice di una visione distorta della realtà, dove la vera importanza sta nel fuori delle persone e non nelle magnifiche forze che ognuno di noi possiede. Un’informazione irresponsabile e non rispettosa della dignità della persona non fa altro che incentivare il gioco perverso e diabolico delle nostre fissazioni, un “gioco” che non è né divertente né piacevole, perché ci fa sentire sbagliati e ci fa solo del male. L’aumento vertiginoso di casi di anoressia, bulimia, ma anche la stessa obesità sono gli effetti di cause di non accettazione di noi stessi, di quanto non ci amiamo, di quanto siamo stati e siamo tutt’ora ingannati da una cultura superficiale, dove la bellezza è tutto (vedi anche “Come manichini senza anima”). Per questo motivo, bisogna cominciare a difenderci da queste menzogne quotidiane: come? Cominciamo a spegnere la televisione, o al limite cercare un programma “più sano”, e ripartiamo dalla nostra esigenza di dignità e rispetto.


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