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Un giudice a Londra in difesa dei minori

Bisogna fare i figli per dare amore, non per colmare un vuoto

Lun 27 Set 2010 | di Angela Iantosca | Attualità

E' diventata scrittrice per dar voce a quelle storie che ha sempre vissuto in prima persona. Ma prima di tutto è un avvocato, un giudice, una donna che da più di 30 anni lotta per affermare i diritti dei più deboli. Schiva e riservata, con lei parliamo del suo lavoro da avvocato

perché ha cominciato a dedicarsi ai minori?
«Ero un avvocato della City (il quartiere dell’alta finanza di Londra, ndr) – spiega Simonetta Agnello Hornby -, mi occupavo di diritto commerciale, ma mi rendevo conto che lavorare e fare la mamma era impossibile. Non volevo lasciare i miei figli a terzi o metterli in collegio. Vidi un annuncio in cui si richiedeva un avvocato in difesa dei minori, mi presentai e fui presa. All'inizio lavoravo per il Comune di Brixton. Dopo due anni mi sono resa conto che levare i figli alle proprie famiglie faceva più male che bene… era duro. Allora, abbiamo deciso di dar vita a qualcosa di più complesso: la Hornby & Levy, il primo studio legale in Inghilterra che abbia istituito un dipartimento dedicato agli abusi intrafamiliari. Ci occupavamo di assistenza ai non abbienti, poi ci siamo resi conto che volevamo creare uno studio che desse un servizio di alta qualità a questa gente».

Che rapporto ha con i suoi clienti? 
«Mi sono occupata di casi umani terribili. Io ho avuto sempre la norma di trattarli da clienti, ma con umanità. E credo che sia una cosa fondamentale. Se li tratti con rispetto, anche i genitori violenti cambiano comportamento».

Come l’ha cambiata il lavoro?
«Il lavoro, anche se non lo porti a casa, ti cambia. Spesso mi sono accorta di quante cose materiali avessero i miei figli, mentre c'è gente che non ha niente. Non sono mai stata una spendacciona... ma questo lavoro mi ha tolto il ‘piacere’ dello spendere!».

Di cosa hanno bisogno i bambini e le famiglie di oggi? 
«I bimbi di sicurezza ed affetto. Forse la sicurezza è alla base dell'affetto. Se si vuol bene ai bambini, si danno radici. L'affetto senza sicurezza è malsano. I genitori abusanti solo quando si rispetteranno riusciranno a capire in cosa hanno sbagliato, cambiando vita e lasciando liberi i propri figli. Ho visto clienti cambiare radicalmente e diventare “umani”».

Quale è l’anello della catena incrinato: la famiglia, la scuola, la tv?
«Il concetto di famiglia di oggi è sbagliato. La gente prima si sposava ed aveva figli, ora il figlio è considerato come qualcosa che va a colmare qualcosa che non c'è. Fare un figlio è sempre stato un atto egoistico, questo è indubbio, ma ora sempre più la gente fa i figli per essere amato. Invece, bisogna capire che i figli si fanno per amare. Al giorno d'oggi, in questa solitudine, si pensa che il bambino riempia il vuoto dal quale siamo circondati».

Come si possono proteggere i bambini?
«Bisogna educare le persone a non usare la violenza per dimostrare forza. La violenza è la forza dei deboli. è importante, poi, dedicarsi all'educazione, soprattutto delle bambine: devono capire che le loro azioni sessuate possono creare negli altri delle aspettative non sane. Devono imparare a dire di no! Una cosa che si ignora, poi, è che i maschietti sono spesso molto più maltrattati».

Le capita mai di operare anche in Italia?
«Siamo avvocati anche del Consolato italiano a Londra e lavoriamo spesso in Italia. E da sempre noto una forte differenza deontologica tra gli avvocati inglesi e quelli italiani: l’avvocato inglese non può mentire al tribunale, quello italiano ha l'obbligo di mentire in tribunale se il cliente glielo dice. Se il cliente mi dice che ha dato i pugni al bambino, in Italia non lo dico, in Inghilterra lo devo dire e, per aiutare il mio cliente, devo cercare di spiegare le ragioni di quella azione. Questo influisce anche sul rapporto con il cliente. In Italia, questo modus operandi porta l'avvocato a colludere».  
 



DA PALERMO A LONDRA
Simonetta Agnello Hornby, nata a Palermo nel 1945, è stata Fulbright Scholar (vincitrice di una Borsa di Studio) alla Università del Kansas ed ha ottenuto dalla Università di Palermo la laurea in Giurisprudenza. Nel 1967 ha sposato un inglese. Nel 1974 è diventata solicitor (avvocato-notaio). Dopo essere stata avvocato nella City di Londra, ha fondato nel 1979, a Brixton, lo studio legale Hornby & Levy, che rappresenta clienti provenienti dalla comunità nera e musulmana, primo in Inghilterra a dedicare un dipartimento ai procedimenti di emergenza nel campo di violenza interfamiliare. è stata Presidente dell'Ordine degli Avvocati del sud di Londra e giudice del tribunale di Special Educational Needs and Disabilities. Dal 2002 è anche scrittrice. Suo ultimo romanzo “La monaca”.


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