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Scuola inglese tra multiculturalitÓ e tradizione

Lun 27 Set 2010 | di Serena Marchionni | Londra
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Nuovo anno scolastico da affrontare anche per gli alunni inglesi rientrati a scuola dopo le vacanze di agosto.
In Gran Bretagna le scuole prevedono due cicli di ferie estive tra giugno e luglio e tra fine luglio e inizio settembre, e anche per gli alunni inglesi l’inizio del nuovo anno scolastico coincide più o meno con quello delle scuole italiane, a differenza di altre nazioni come la Germania dove le scuole riaprono molto prima a fronte di prolungate vacanze invernali. Il sistema scolastico britannico è simile a quello italiano per quanto riguarda l’istruzione primaria. I piccoli di due anni circa hanno l’opportunità di iscriversi ai “playgroups”, letteralmente “gruppi di gioco”, privati o statali, dove possono interagire con altri bambini e seguire un percorso educativo ludico. 
Questo consente ai genitori di poter lavorare senza problemi, perché i bimbi sono seguiti per cinque giorni a settimana. Dai cinque anni in su i piccoli vengono iscritti alle scuole primarie, primary schools, private o pubbliche, vanno a scuola con lo scuola bus e indossano delle uniformi che identificano l’istituto di appartenenza grazie allo stemma ricamato sulla giacca, sui pantaloncini o gonne, e a volte sui calzini. In Inghilterra e in Galles i bambini completano le scuole primarie quando hanno 11 anni e passano così alle scuole secondarie. A questo punto vi è un’ulteriore suddivisione tra lower secondary school (scuola secondaria inferiore) e la upper secondary school (scuola secondaria superiore): per l’accesso a quest’ultima è necessario superare un esame.
Le materie studiate sono, come da noi, quelle fondamentali, le core subjetcs come matematica, inglese, scienze e poi le foundation subjects  a contorno come storia, geografia, musica. L’istruzione obbligatoria per i ragazzi termina a 16 anni, dopodiché possono scegliere alcuni corsi e a 18 anni sostenere gli A-levels, esami previsti per coloro che vogliono accedere all’università, che dura circa tre anni. Questo favorisce un ingresso molto veloce dei giovanissimi nel mondo del lavoro. Da sempre la scuola inglese conserva un’antica tradizione ed è rinomata per la completezza dei corsi, la serietà degli insegnanti, il prestigio di molte scuole e istituti privati e per l’istruzione universitaria. Tuttavia anche in questo paese il sistema sta vivendo una profonda evoluzione, che affonda le sue radici nei cambiamenti culturali e sociologici.        


Scuole sempre più multiculturali, scatta un freno
Il Regno Unito è uno dei paesi più aperti  all’immigrazione e impegnato attivamente  nel processo di integrazione degli stranieri. L’accoglienza inglese ha da sempre favorito flussi migratori massicci e questo naturalmente ha influito sulla società e le istituzioni come la scuola. Secondo le stime nazionali riportate dai maggiori quotidiani come il Daily Telegraph, in Gran Bretagna in una scuola su 30 almeno il 70% dei bambini è straniero, non parla inglese e gli alunni il cui inglese è prima lingua sono oggi in minoranza in oltre 1.300 scuole.
Le lingue parlate dai bambini sono oltre 240, a cui vanno aggiunti anche 50 dialetti. Questo influenza l’insegnamento e riduce le prestazioni degli insegnanti impegnati innanzitutto a farsi capire e a mettere ordine nelle piccole Babilonia scolastiche. Ad Oldham, per esempio, tutti gli alunni sono stranieri, in prevalenza bengalesi; a Tower Hamlets un quartiere di Londra molto popoloso, almeno il 65% delle scuole ha circa sette bambini per classe che non sono in grado di parlare inglese e non lo parlano in famiglia. L’unione degli insegnanti inglesi rileva a tal proposito che ogni singolo alunno che non parla inglese costa circa 30.000 sterline l’anno alle scuole.
Philip Parkin, il segretario generale dell’Associazione Professionale degli Insegnanti, ha commentato la situazione dicendo che l’aumento del livello degli immigrati  e la carenza di personale multilingua potrebbe seriamente compromettere lo standard dell’istruzione. I problemi da affrontare sono molteplici: ci sono bambini che non parlano la lingua, ma hanno un atteggiamento positivo e sono veloci nell’apprendimento, altri che sono rifugiati hanno anche bisogno di supporto psicologico, perché in alcuni casi sono stati testimoni di fatti orribili nei loro paesi e sono traumatizzati.
Quest’anno il nuovo governo ha stabilito per la prima volta nella storia della Gran Bretagna un tetto limite per l’ingresso degli immigrati, per poter gestire meglio la situazione esistente che risulta molto delicata anche per via della crisi economica. Nonostante ciò, la Gran Bretagna rimane il grande paese progressista e illuminato che continua a cercare nuove soluzioni e a fornire istruzione gratuita e supporto per gli immigrati, i rifugiati e tutti coloro che ne hanno bisogno, con tutte le complessità che questo comporta.


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