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La rivincita delle ‘rosce’

Dal 2005, ogni anno, in Olanda si radunano 4mila rossi

Lun 27 Set 2010 | di Roberta Giaconi - Fotografie di Bart Rouwenhorst, Benedikt Reinelt e Piero Ravenna | Attualità
Foto di 21

“Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riuscire un fior di birbone”. Con tanto di immancabile nota: “Nella tradizione popolare le persone con i capelli rossi sono considerate malvage”.
Chissà se Giovanni Verga, novelliere ottocentesco, si rendeva conto, mentre scriveva l’incipit del suo “Rosso Malpelo”, del dispetto che avrebbe fatto a generazioni e generazioni di giovani italiani dai capelli rossi.
Arrivava sempre il momento, alle scuole medie, in cui il libro di testo veniva aperto su quelle pagine. Allora c’era sempre qualcuno che rideva, indicava, faceva battute verso l’unico ragazzino con i capelli carota della classe.
“I bambini sono cattivi”, sorride l’artista Bart Rouwenhorst. Nonostante i capelli biondi è stato proprio lui a dare vita a un festival annuale dedicato alle chiome tizianesche. Tutto è iniziato nel 2005. Bart aveva bisogno di 15 modelle dai capelli rossi. Mise un annuncio sul giornale e si presentarono in 150. «C’era un’atmosfera così strana. Avevano tutte i capelli rossi, si guardavano e si studiavano tra di loro. Erano divertite e contente di trovarsi insieme».
Da allora ogni anno, il primo fine settimana di settembre, circa 4.000, tra uomini, donne e bambini, si riversano da tutto il mondo per le strade di Breda, un piccolo centro olandese. Hanno tutti i capelli rossi, la pelle chiara e le lentiggini. Si guardano ridendo, si fanno fotografie insieme, si sorridono.
«Solitamente quando cammino per una città è difficile vedere per strada persone che abbiano il mio stesso colore di capelli - racconta Hinano, una rossa milanese dal nome polinesiano -. E quando succede di solito ci guardiamo curiosi. Venendo a Breda volevo provare la sensazione di sentirmi per una volta normale, di essere circondata da persone con il mio stesso colore di capelli».
Molti rossi oltre ad un aspetto simile condividono esperienze comuni. Arrivano ad amare il loro colore di capelli soltanto da adulti, quando la differenza non è più un tabù, ma diventa un elemento di cui andare fieri.

Prima è quasi un incubo
«Quando ero piccola, mi prendevano in giro a scuola per colpa dei miei capelli. Li detestavo», racconta Sarah Macaulay, una londinese di 24 anni dai lunghi capelli ramati. «Mi davano nomignoli ed ero spesso esclusa dal gruppo - rincara la dose Sarah Klima, giovane tedesca di 23enne -. Mi sentivo diversa e da adolescente mi sono tinta i capelli di un altro colore».
Una persecuzione che in parte, secondo Rouwenhorst, sarebbe responsabile del noto carattere deciso dei rossi.
«Da giovani sono un bersaglio facile, ma crescendo si prendono la rivincita. Essere stati tormentati da piccoli spesso li fortifica ed ecco perché sono così famosi per la testardaggine e il carattere forte».
Le persone con i capelli rossi costituiscono tra l’1 e il 2% della popolazione del mondo, una delle più piccole minoranze esistenti. La maggior parte vive nel Regno Unito, specialmente in Scozia, ma anche in Irlanda e nelle antiche colonie anglosassoni, come l’Australia e gli Stati Uniti. Su di loro, storicamente, sono fiorite leggende di ogni tipo. “Le donne rosse sono violente o false e solitamente sono entrambe le cose”, sostiene un amabile proverbio francese. Si dice che le persone con i capelli ramati abbiano una resistenza maggiore al dolore, che le zanzare li perseguitino e che abbiano bisogno del 20% in più di anestesia per non rischiare di svegliarsi all’improvviso nel bel mezzo di un’operazione chirurgica. Iniziò tutto con Caino, il figlio negletto, l’assassino di Abele: all’origine dei tempi venne maledetto per aver ucciso il fratello e sulla sua testa, si narra, brillavano inconfondibili capelli rossi.
Anche Achille, l’eroe omerico noto per il caratteraccio e gli scoppi d’ira, aveva una capigliatura rosseggiante e così Maria Maddalena, la prostituta più famosa di tutti i tempi, almeno secondo i pittori che l’hanno rappresentata.
Negli anni dell’Inquisizione le persone con i capelli rossi non potevano che essere streghe e meritavano quindi di essere bruciate sul rogo. «Hanno rubato il fuoco dell’inferno, ne è rimasta traccia nei capelli», sostenevano implacabili gli spagnoli.
In Corsica, se superavi una persona con i capelli rossi, dovevi voltarti e sputare per terra. Più magnanimi in Danimarca dove avere un figlio rosso è un onore e un segno di buona fortuna, mentre in Polonia la visione di tre persone pel di carota  insieme indica sicuramente l’avvicinarsi di un evento eccezionale, come la vincita alla lotteria. Un orgoglio, quello rosso, che è tanto più forte quanto costantemente minacciato.
Il gene responsabile del colore è infatti recessivo. Anche per questo, si legge sul sito del festival, le persone con i capelli rossi potrebbero sensibilmente diminuire nei prossimi 100 anni.
«Tra un secolo un evento come quello di Breda sarà impossibile, non ci saranno più così tanti rossi - commenta tristemente Bart, organizzatore del festival in Olanda -. Quindi approfittiamo per riunirci finché è ancora possibile». 

 



QUESTIONE DI GENI

Bambini dai capelli rossi possono nascere anche a coppie con capelli di altro colore. Complice un gene recessivo che deve essere presente in entrambi i genitori e che può essere tramandato per generazioni senza mai manifestarsi. Se uno dei due genitori è rosso e l’altro è portatore del gene, le possibilità di avere un figlio con i capelli ramati sono del 50%.
 



LA ROSSA SCOZIA

II colore rosso dei capelli è in assoluto quello più raro nel mondo. La percentuale più alta si trova in Scozia, dove il 13% della popolazione è rossa, seguita dall’Irlanda con il 10%.
 



TANTI ROSSI NELLA STORIA

La storia racconta che avevano i capelli rossi Caino, Ulisse, Maria Maddalena, Nerone, Gengis Khan, Cristoforo Colombo, Elisabetta I. Un recente studio, pubblicato anche sulla rivista Science, ha rivelato che l'uomo di Neanderthal aveva pelle chiara e capelli rossi.
 


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