Tedeschi, troppi grassi
Mangiano soprattutto carni e dolci, ogni zona ha le sue specialità, ma tutte ipercaloriche
Mer 01 Apr 2009 | di Serena Marchionni - da Monaco | Germania
Ma i tedeschi mangiano sempre crauti, wuerstel e patate come il vecchio stereotipo ci insegna?
Il Re è sempre il wurstel
La Germania è una nazione davvero immensa e sarebbe impossibile fare una descrizione accurata delle abitudini gastronomiche. Per comodità e per mia esperienza possiamo suddividere l’area nazionale in quattro grosse zone: nord, est, ovest e sud, ciascuna delle quali con le sue tradizioni ed influenze internazionali. Le salsicce di maiale, i wuerst, sono una costante in tutto il territorio nazionale, anche se possono essere chiamati diversamente, secondo la zona: il Frankfurter della città di Francoforte, il Wiener Wuerst, viennese, ma diffuso dovunque soprattutto al confine con l’Austria, e ancora l’amburghese e il berlinese, Hamburger e Berliner.
Ce ne sono poi di curiosi: il curry wuerst inventato a Berlino negli anni Ottanta, una salsiccia molto lunga sulla quale viene spolverato del ketchup e del curry e servito bollente con una rosetta di pane, che di solito è minuscola. Se si tenta di infilare il wuerst nel pane, questo non basta neanche per i primi due morsi: un po' fastidioso per noi italiani abituati alle nostre belle ciabatte farcite.
E ancora abbiamo il Kaesewuerst, salsiccia farcita con carne e formaggio, il Bierwuerst, il Teewuerst, il Weisswuerst, bianco e lungo, tipico della Baviera, lo Jagdwuerst del cacciatore, il Leberkaese, specialità di Monaco di Baviera. Impossibile elencare tutti i nomi del wuerstel.
Anche i crauti, i cetriolini sotto olio e le patate, in tutte le loro varianti e manifestazioni, costituiscono una certezza per l’intera nazione. Altra costante è la rapa bianca, utilizzata per le insalate e i contorni, un prodotto quasi vitale in Germania, che noi scartiamo perché quasi insapore, ma che realizza un buon risultato per le esportazioni italiane.
Ogni zona ha le sue specialità
Nelle quattro zone, nord, sud ovest ed est troviamo poi alcune peculiarità specifiche.
Per esempio al nord si mangia molto pesce grazie allo sbocco tedesco sul Mare del Nord, quindi troviamo ricette a base di aringhe, diversi crostacei, anguille, trote, aragoste e granchi.
Tra le specialità nordiche l’Eintopf, un misto di carni bollite con patate e verdure, un piatto caldo per basse temperature. La cucina dell’Est, invece, è molto influenzata dalla vicinanza con i paesi dell’Est e dal recente passato trascorso sotto il regime comunista russo. E via al Gulasch, spezzatino di carne con salsa piccante e patate di derivazione ungherese, alle salsiccie piccanti polacche, alle carni speziate, al Bratwuerst, il wuerst grigliato alla brace, e poi la torta di cipolle, una vera botta per lo stomaco. Ma del resto i tedeschi ci danno veramente dentro con aglio e cipolle, ed è proprio il caso di dire che si sente. E ancora tra i dolci locali troviamo le famose Krapfen che mangiamo anche noi, insomma le bombe fritte. All’ Ovest troviamo le famose salsicce di Goettingen con asparagi.
La Baviera: carne di maiale e torte ipercaloriche
La zona con la cucina più tradizionale e forse secolare è il Sud, in particolare la Baviera. Qui troviamo l’antica tradizione dello stinco di maiale al forno accompagnato dai Knödel, una sorta di palla fatta con farina di patate. Oltre a questo occorre segnalare la salsiccia bianca, la Weißwurst e il Leberkaese, specialità di Monaco di Baviera che si distingue dagli altri in quanto non è una salsiccia, bensì un composto di carne e lardo di maiale che dopo essere stato infornato viene servito tagliato in tranci, nel pane oppure con patate. Molto buoni e in linea con la cucina ipercalorica sono i dolci, tra cui spicca nel Baden-Württemberg la famosa torta della Foresta Nera, la Schwarzwälder Kirschtorte, con ciliegie e cioccolato, buonissima e devastante. Infine suggerirei di assaggiare anche una sorta di pasta all’uovo tipica della Svevia, gli Spätzle e nella Franconia le salsicce fritte di Norimberga. Per provare tutto ci vorrà veramente del fegato, in tutti i sensi.
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