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La meravigliosa storia (vera) di Mama Kenya cuore d’Africa

Un libro che smuove e commuove, con la tribů Giriama in Kenya, una storia di forza, amore e coraggio

Ven 03 Dic 2010 | di Francesco Buda | Interviste Esclusive
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“Questa è la storia di tante storie messe insieme, vite di uomini, donne, bambini anziani. È il racconto quasi magico di gente che era distante, lontana fisicamente, ma che camminava verso un'unica luce, l'amore e il coraggio”. Due righe, sotto al titolo del primo capitolo “Vocazione”, da subito aprono la porta alla bellezza, issano la vela per farti seguire il vento dell'anima.

Così inizia “Mama Kenya – Cuore d'Africa”, il libro di Lorena Gagliotta. Pagine vive che esprimono un universo comune ad ognuno, attraverso le sue avventure nella tribù Giriama in Kenya, dai 27 ai 30 anni, diventando una di loro, parlando la loro lingua, restando però sempre se stessa. È questa una delle meraviglie così forti e così normali che sgorga dai suoi racconti: cercare l'essenzialità e la semplicità dell'amore con gente cosiddetta “primitiva”, incontrare ed esprimere la propria persona. È l'Africa raccontata con gli africani, la persona ritrovata e raccontata con le persone, complice la maestà della natura.
 

Ogni giorno Lorena Dama, come la chiamano nel “suo” villaggio e che vuol dire donna forte, ha annotato fatti, persone, gioie e dolori. In ogni situazione c'è un seme, che ora dona con queste pagine che sono una sinfonia di autenticità e coraggio, forza e positività. Anche in situazioni terribili. Un libro da leggere perché tutti possiamo vivere così intensamente e stiamo bene quando sperimentiamo la genuinità e le aspirazioni della nostra anima.
«Già da piccolina sentivo questa spinta verso l'Africa, raccontavo storie dell'Africa, era proprio un seguire qualcosa che mi richiamava e se non la mettevo in pratica mi sentivo male – ricorda Lorena –, avevo questa vocazione. I grandi spesso non valutano queste spinte interiori dei piccoli, gli si dice che certe cose non pagano, invece bisogna ascoltarli e aiutarli a superare i condizionamenti e ad ascoltare e riconoscere le cose che vengono da dentro che sono le più vere».
 

Non sei una scrittrice e nemmeno una religiosa, eppure hai scritto questo libro che è una bomba e parli di vocazione... Cos'è vocazione?
«È un talento personale che hai dentro ed è la parte più vera di te quando ancora non sei condizionato dagli altri. Non è facile ascoltare se stessi, ma bisogna rispettarsi per rispettare tutto e tutti. Osare sognare che una una cosa tua si realizzi è importante. Molti mi dicono che io sono fortunata perché ho realizzato il mio sogno, ma non è fortuna, è il coraggio di guardare la verità, riuscire a vederla ed affrontare ciò che comporta. E così riesci a dare il meglio di te agli altri. Si dice “aiutati che Dio t'aiuta”, ed è così! Io ho visto che se non fai venir fuori la parte più profonda è come se ti mancasse un pezzo della persona e non stai bene con te stesso».
 

E perché questo libro?
«Ci tenevo che arrivasse a tanti un messaggio d'amore e di forza e questo bisogno di essere uniti anche tra gente di Paesi diversi. Il messaggio è che siamo veramente tutti uguali. E poi vorrei che arrivasse anche il fatto che qui spesso ci nascondiamo dietro dettagli inutili per non partecipare alla solidarietà. Spesso si crede che sia impossibile aiutare l'altro, ma non è un fatto economico. Certo i soldi servono, ma non è quello che manca al mondo, e non solo nei Paesi poveri. Quello che serve veramente è il rispetto della persona, del bambino, della donna. Se abbiamo qualcuno che condivide con noi l'amore, stiamo bene, il resto viene».
 

Le storie vere che racconti parlano anche di dolore e ingiustizie. Eppure vi sboccia sempre una luce, un riscatto.
«L'Africa mi ha aiutato a tirare fuori quello che Padre Angelo Benolli, il fondatore di Italia Solidale, chiama Io Potenziale. Quando fai una cosa con amore e pulizia, spesso le cose pare che vadano aiutandoti, come se Dio ti desse una mano. E poi quando una cosa non va bene, io ci trovo il lato positivo, vuol dire che dovevo capire delle cose e maturare in altre. Per me l'Africa è stata la risposta: lì c'è proprio il fatto di vivere, non si corre, c'è il tempo di vivere e di relazionarsi. Le sofferenze dell'anima che abbiamo noi qui, in quei posti sono molto meno presenti. Sì, le donne sono sottomesse, ma hanno trovato il modo di farsi forza e aiutarsi tra loro, è fortissima la solidarietà femminile, si ride tanto tra donne, ci si confida e ci si aiuta molto. Pur in mezzo a grandi difficoltà, comunque c'è molta allegria e sempre un gran sorriso: vedono il dolore, ma hanno gioia nell'affrontarlo».
 

E i bambini?
«Il bambino è bambino con tutte le potenzialità ovunque. I bimbi sono universali».

Racconti anche del bimbo che hai perso a causa di un tumore poi sparito. Cosa serve per guarire?
«Spero che questo arrivi davvero: serve rispettare ciò che si sente, la voce interiore che ognuno ha. Se non ci ascoltiamo e non viviamo in questa verità che sentiamo dentro, anche il corpo si ammala. Guarire è trovare l'amore, viverlo e condividerlo. Perciò dico diamo tanto amore, a cominciare dai bimbi. La cosa fondamentale è amare e dare più che si può amore. La mia guarigione è stata quella di essermi ascoltata e rispettata. La mia anima non stava bene ed io lo sapevo, ma condizionata da tanti pensieri ed altre cose il mio corpo ha iniziato a darmi certi segnali. In Kenya soprattutto i bambini e le donne mi hanno dato moltissimo».

Il libro comincia con un “distacco” e termina con la gioia dell'unione, della coppia e della famiglia. Una cosa che molti desiderano.
«Non si tratta di idealizzare l'amore, che è invece un continuo scambio, confrontarsi molto ed un grandissimo lavoro di esprimersi, senza incolparsi, mai attaccandosi o cercare di voler cambiare l'altro. Mio marito è della tribù Giriama però come me anche lui è aperto ad altre culture ed ha voluto superare le leggi tribali e certe tradizioni anche rispetto a donne e bambini. Comunque o qui o lì, l'importante è che ci sia amore».

E, leggendo questo libro, sia qui che laggiù, si sostiene l'amore: il ricavato finanzierà le adozioni a distanza con Italia Solidale in Africa, nel posto dove ha vissuto Lorena Mama Kenya.

 




Un regalo speciale
Il libro racconta la storia intensissima vera di Lorena. Trasmette pura potenza di vita, risveglia la nostra bellezza interiore, la voglia di riprendere in mano la nostra vita. Le pagine scorrono veloci, al ritmo di piccole e sorprendenti storie vere. Ambientato in Kenya, dove l’autrice ha sperimentato la vita tribale, parla una lingua semplice e universale, quella dell’anima. In vendita nei negozi Acqua & Sapone, il libro finanzia i progetti di Italia Solidale per salvare i bambini più bisognosi. Puoi leggere i primi capitoli QUI


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