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Liana Orfei: Tutti vogliono sognare

La Regina del Circo racconta il cinema, la sua vita e il Golden Circus che torna al Tendastrisce di Roma

Ven 03 Dic 2010 | di Alma Pentesilea | Interviste Esclusive
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Conosciuta in tutto il mondo come la regina del circo, Liana Orfei nel suo curriculum può vantare di aver recitato per registi e attori straordinari, imponendosi al cinema, in tv ed in teatro nel corso della sua lunga carriera.

Ma cominciamo proprio dal Circo: dal 23 dicembre al 9 gennaio, come ogni anno, al Tendastrisce di Roma torna l’appuntamento con il Golden Circus.
«Sono 27 anni che osserviamo questa “tradizione” e come sempre le telecamere di RaiDue trasmetteranno i nostri numeri il 5 gennaio in prima serata. Come novità quest’anno abbiamo la rassegna "Giovani talenti" provenienti dalle più importanti scuole circensi d'Europa».

Come è cambiato il rapporto con il Circo in questi anni?
«Dipende dal soggetto che si avvicina allo spettacolo circense: c’è chi pretende di vedere il circo come era agli esordi, cioè semplice, molto romantico e solo per bambini, e chi vuole gli animali assoluti protagonisti, in contrasto con tutti quelli che "esigono" un circo senza animali! Una sola cosa negli anni è rimasta tale e quale: tutti vogliono sognare!».

Che messaggi porta con sé il Circo?
«La verità, l'onestà del rapporto tra pubblico e spettacolo. Nel circo il messaggio che un bambino e un adulto ricevono è che nulla è demandato al caso: un doppio o un triplo salto mortale è il risultato di grandi studi, sacrifici, tanta fatica. Non basta essere il figlio del Direttore per avere successo. Il circo è una grande lezione di vita dove esistono dei valori importanti, dove non esiste razzismo, dove esistono veri Superman, uomini che sfidano l'impossibile per dare spettacolo».

Hai lavorato in tutto il mondo: quale è il popolo più aperto?
«Gli anglosassoni, disponibili a farsi trasportare per mano da attori, clown, artisti per passare ore di felice intrattenimento».

Cosa manca all'Italia e agli italiani?
«Sinceramente... non lo so!  L'italiano ha tutto o quasi tutto, ma non riesce mai a raggiungere la meta. è come se avesse tutto a portata di mano, ma non riuscisse ad essere felice. Non mi intendo di politica, ma credo che molto andrebbe cercato tra quelle fittissime nebbie».

Da quest’anno avete dato il via alla Scuola Nazionale di Circo. Cosa rappresenta per te?
«è un sogno che si realizza. Come Presidente della SIACC, associazione che promuove la conoscenza delle arti del circo, mi impegno per  far conoscere questa arte che è pari al teatro, all'opera, alle arti visive. Ma voglio che si conoscano anche il carattere ludico, formativo e socializzante».

Hai lavorato con i più grandi attori e registi. Chi ti manca di più?
«Mi mancano tutti! Certo, pensando a loro mi rivedo giovane, forte, bella ed eterna! La mia vita è stata piena di grandi personaggi che hanno segnato il mio cammino come nelle belle favole. Tra di loro è stata quasi una gara per far capire a “Cenerentola Liana” che ce la poteva fare, che la sfida più grande era proprio farmi capire che recitare per Fellini, De Filippo,  Ronconi, Risi o tanti altri come Gassman, Mastroianni, Totò, Orson Welles, Tognazzi... era semplicemente "lavoro" da fare nel modo più umile e onesto possibile e così ho fatto. Certo, quello a cui sono più affezionata senza dubbio è il ricordo di Federico Fellini: per me e la mia famiglia è e sarà sempre il nostro caro celebre fratellone che ci ha regalato, assieme a Giulietta Masina, momenti indimenticabili».

Quell’età non tornerà più?
«Ahimè, mai più!  Forse verranno momenti bellissimi nel futuro, ma mai e poi  mai la magia di quegli anni potrà rivivere. Siamo troppo tecnologicamente perfetti e asettici per sentire dentro di noi quelle malie».

C'è qualcosa di indimenticabile nella tua vita a cui ritorni con la mente?
«Sì, tutta la mia vita ha qualche cosa di unico e indimenticabile. Dalla mia miracolosa guarigione da una malattia che mi aveva condannato a morte all'età di quattro anni, per passare poi, attraverso la mia carriera, a recitare accanto ai più grandi registi e attori sia nel cinema che in teatro che in televisione, sino a vincere un Bancarellino d'oro con il libro "La Grande Casa Chiamata Circo". Ed ancora, avere l'onore di essere nominata Commendatore della Repubblica Italiana per meriti artistici. Insomma quando chiudo gli occhi dovrei pensare a tutto questo, ma in realtà non è così: quando chiudo gli occhi, penso a come è bello avere vissuto ancora un giorno assieme a mia figlia Cristina, a mio nipote Riccardo, a mio marito Paolo, ai miei amici che amo e che mi amano».  
   
Sei sposata da 50 anni: pensi che la tua storia d’amore possa essere di insegnamento?
«La mia storia con Paolo non può né vuole essere d'insegnamento. Noi per puro caso ci siamo incontrati, innamorati e siamo durati nel tempo, perché tutti e due volevamo fortemente che questo esistesse. L'amore è e sarà sempre l'invenzione che ognuno di noi deve scoprire tutti i giorni senza mai pensare che è tutto scontato. Non ho mai contato i giorni e gli anni che passavano, ho solo pensato continuamente quanto fossi fortunata. Penso che ai giovani d'oggi manchi la pazienza di capire tutto questo».  
 



CIRCO, CINEMA, TEATRO E TV

Figlia di un clown e saltatore, esordì a 2 anni come clown in miniatura. Nel cinema ha lavorato accanto a registi come Orson Welles, Dino Risi, Antonio Pietrangeli e Mario Monicelli. In campo circense, fondò nel 1960 con i fratelli Nando e Rinaldo un proprio circo che si distinguerà per produzioni kolossal: Circo a tre piste e Circorama; circolo delle Mille e una notte, nato da un'idea di Federico Fellini e coreografato da Gino Landi con costumi del Premio Oscar Danilo Donati, e Circo delle amazzoni. Da 27 anni presenta il Golden Circus, in programma dal 23 dicembre al 9 gennaio presso il Tendastrisce di Roma (www.goldencircusfestival.it).
 


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