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Meravigliosa Costa Azzurra

Chi non può spendere come una celebrità può optare per località a poca distanza dalle mete del jet set

Ven 03 Dic 2010 | di Giuseppe Barbieri | Turisti non per caso
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Circa 120 anni fa Stephen Liégerard pubblicò un libro dedicato alla striscia del litorale francese compresa tra Nizza e Saint-Tropez: un tratto di costa così luminosa, così trasparente, così perfettamente carica del colore del mare e del cielo, da farlo aspirare al pantheon dei creatori di slogan immortali.
“Cote d’Azur”, definizione fortunata del luogo destinato a un futuro di ozi e di esìli dorati, di trasgressione e spensieratezza, ebbe il suo culmine nei “ruggenti” anni Venti, con l’invasione di un’umanità un po’ folle di artisti, scrittori, attrici, giocatori di “roulette”.
Nacque il “Club della cicala” fondato da Cyril Connolly, la cui ragione di vita era passare il tempo seminudi al sole. Sulla “corniche”, Isadora Duncan fu strangolata da una sciarpa che si era avviluppata alle ruote di una Bugatti. Nel 1925 Coco Chanel scelse questa località per lanciare il celeberrimo profumo N° 5. Vi transitarono o ebbero residenza Rodolfo Valentino e Mistinguett, Lawrence e Huxley, Dos Passos e Maugham. è il mondo nevrotico, sregolato e sconvolto descritto da Fitzgerald nel suo romanzo “Tenera è la notte”; il mondo dove approderanno Picasso, Matisse, Braque, Chagall, Léger. Poi, in anni più recenti, toccò a Brigitte Bardot rinnovare fasti che parevano sopiti: con appostamenti che duravano settimane, i teleobiettivi cercarono il corpo nudo di B.B. dietro i muri arcigni de La Madrague, a St. Tropez. Quando venne la moda del “topless”, roghi di reggiseni illuminarono le notti sulla spiaggia di Pampelonne. Ma la futura principessa di Monaco Grace Kelly fu quella che interpretò al cinema e nella vita un angolo di storia della Cote d’Azur. 1955: Caccia al ladro di Hitchcock, girato proprio in quei luoghi. 1956: nozze con Ranieri di Monaco. 1982: incidente mortale per Grace sulle stesse tortuose strade dov'era sfrecciata, tanti anni prima, con Cary Grant, a bordo della “spider”.


IPERBOLE DEL LUSSO
Oggi come allora, la più bella regione di Francia, l’iperbole del lusso e della ricchezza continua a proporre splendidi centri balneari con molti alberghi e ristoranti d’ogni categoria, ritrovi danzanti e svaghi d’ogni genere, su un litorale frastagliato, con spiagge di sabbia e di ghiaia, libere ed a pagamento, scogliere e marina per la nautica da diporto, fra colline ricche di pini, cipressi e mimosa, ridenti paesetti che sono anche importanti centri di artigianato.
Per chi non vuole, o più probabilmente non può, spendere come una celebrità di Hollywood per una vacanza in Costa Azzurra, ma comunque vuole godere di tutte le bellezze e le attrazione del luogo, l’ideale è fermarsi in un posto economico, ma accogliente, che sia situato a poca distanza dalle mete predilette dai divi del jet-set, ma che non sia stato ancora conquistato dalla fama internazionale.

TRA LE SORELLE MAGGIORI
Ora, considerando che le perle della Costa Azzurra sono notoriamente Cannes e Saint-Tropez, cosa c’è di meglio della deliziosa cittadina di Saint-Raphael, che si trova esattamente a metà strada tra le due “sorelle maggiori” e non ha nulla da invidiare loro? Anzi, dal punto di vista estetico, è di gran lunga migliore di entrambe, perché ha da un lato il mare che si infrange sulle scogliere, e dall’altro il selvaggio massiccio rossastro, color terra di Siena, dell’Esterel, alle cui pendici si susseguono graziose spiaggette dorate, non ancora prese di mira dal turismo di massa che invece ha colonizzato quelle ben più famose di Cannes e Saint-Tropez. Ciò fa di essa una località molto amata e frequentata, oltre che per il suo fascino, per le infinite opportunità di cultura e divertimento, sia sul lungomare che nel centro storico, pieno di boutique, bistrot e brasserie, nei quali ogni visitatore può realizzare qualsiasi suo sfizio.

12 MESI DI VACANZA
Per chi cerca il massimo della bellezza e della tranquillità, senza dover rinunciare alla mondanità, la scelta migliore è il villaggio di Cap Esterel, nella località di Agay, a cinque chilometri da Saint-Raphael, aperto tutto l’anno ed ottimo sia per vacanze estive che invernali, in cui si può comodamente fare base per tutta la durata del soggiorno.
Cap Esterel si estende su una superficie di più di 200 ettari, immerso nella natura ma dotato di tutti i comfort anche per i palati più esigenti. è un complesso residenziale, una vera e propria piccola cittadina in stile provenzale, pieno di casette color pastello che si affacciano su giardini e viali alberati, in una posizione veramente privilegiata, con la splendida baia di Agay da una parte e le rocce rosse del massiccio dell’Esterel dall’altra e insieme formano un profondo contrasto col blu del mare, ricchissimo di scogli emergenti dalle schiume bianche delle onde. Un luogo da favola in cui ci si muove solo a piedi o con un minuscolo trenino interno. Infatti, oltre al delizioso “quartiere” del Borgo, c’è un centro storico che, a partire dalla piazzetta gremita di ristoranti e bistrot affacciati su una piscina da mille e una notte, si snoda lungo una promenade piena di negozi colorati e boutique artigianali. Il residence, inoltre, offre moltissime attività sportive e ricreative per grandi e piccini, con i suoi 15 campi da tennis, il centro di equitazione, il tiro con l’arco, la scuola di circo con tanto di trapezio volante, i corsi di scherma, il centro benessere e, ciliegina sulla torta, un meraviglioso campo da golf a 9 buche.
Anche se nel villaggio si sta veramente bene, sarebbe un peccato non andarsene in giro lungo l’affascinate costa frastagliata e punteggiata da minuscole baie, a visitare tutte le altre meraviglie che la Cote d’Azur ha da offrire. Ma il panorama mozzafiato non deve far dimenticare di guidare con prudenza: questo tratto di costa è pieno di curve pericolose e ripide salite.

IL FORO DI GIULIO CESARE
Ad una manciata di chilometri da Saint-Raphael si incontra quasi subito la cittadina di Fréjus, nota nell’antichità come Forum Julii (foro di Giulio Cesare), ricca di vestigia romane, che sono tra le più antiche di Francia. Fu un importante centro navale che rivaleggiava perfino con Marsiglia, e conserva tuttora i resti di un’arena, un teatro e delle terme romane.

LA STRAVAGANTE SAINT-TROPEZ
Proseguendo per qualche chilometro verso occidente lungo un litorale costellato di graziose cittadine, finalmente si arriva a Saint-Tropez, o Saint-trop, come la chiamano gli snob, nota al mondo intero per le sue stravaganze, è un insieme di spiagge mondane, mercati, notti in discoteca, ville sontuose e aperitivi ai café del porto. Una minuscola penisola, un tempo porto di pescatori, che in luglio e agosto, normalmente frequentatissima diventa una trappola. Mentre il porto dei grandi yacht e delle barche dei pescatori è ancora mezzo assonnato, dall’alto della cinquecentesca “Cittadelle”, da cui si domina il mare, la città viene avvolta dalla luce dell’alba di un colore rosa e viola, proprio come nelle tele esposte nel piccolo museo dell’”Annonciade”.

FUORI DAL TEMPO
Alcuni angoli del quartiere della Ponche o della piazzetta dell’Ormeau conservano ancora un’atmosfera fuori del tempo, morbida e sensuale, descritta mirabilmente dalla scrittrice francese Colette nel suo libro “La nascita del giorno”. Questa è l’ora in cui le vecchie case ristrutturate e ben allineate, tra vicoli puliti e luminosi, dalle tinte rosa, giallo, blu cobalto, sprigionano il sottile fascino d’altri tempi quando era solo un villaggio di pescatori, mentre dai portali lignei intagliati e di pietra scolpita, si sprigionano i primi effluvi dei glicini e oleandri che li incorniciano.

PREGUSTANDO CANNES
Dalla parte opposta di Saint-Tropez, invece, procedendo verso oriente, lungo la splendida litoranea che attraversa cittadine con ville da sogno immerse in lussureggianti giardini e splendidi palazzi dalle terrazze fiorite a perdita d’occhio, dopo un susseguirsi di tornanti panoramici a strapiombo su spiaggette apparentemente irraggiungibili, si incominciano finalmente a pregustare i piaceri di Cannes, la città conosciuta nel mondo per il suo Festival del Cinema è ricca di storici edifici, caratteristici ristoranti, boutique e magnifici giardini. Il lungomare sabbioso ospita il porto coi panfili dei miliardari ai quali sono destinati i più lussuosi alberghi tra i quali spicca il Grand Hotel Carlton che si affaccia sulla mitica Croisette. Proprio di fronte, a qualche miglio, si erge l’isola di S. Margherita, appartenente alle isole Lerins, nella cui fortezza fu rinchiuso per anni l’anonimo prigioniero della maschera di ferro. Con le sue rampe, le sue vecchie pietre, le scale a picco, la città vecchia offre una passeggiata suggestiva attraverso un dèdalo di viuzze: percorrendo rue Saint-Antoine si giunge a la Castre, il punto culminante del Suquet; una volta giunti quassù si ha l’impressione di tornare indietro nel tempo. La chiesa e il suo vecchio campanile, le rovine di un antico castello, la torre quadrata del monte Chevalier (una delle più belle di tutta la Provenza), costruita nel 1073 per difendere la città dalle incursioni dei Saraceni. In tale quadro romantico, ogni anno, nella prima quindicina di luglio, si svolge una “quattro giorni musicale notturna” che ospita i maggiori direttori d’orchestra.

NIZZA: CASE COLORATE E BISTROT
Per chiudere in bellezza, avvicinandosi al confine con l’Italia, vale la pena di fare una escursione a Nizza, città che ha dato i natali a Garibaldi e che, fino a poco prima della spedizione dei Mille, apparteneva ancora ai Savoia.
Anche se ormai è diventata una quasi metropoli, piena di grattacieli e industrie, è ancora possibile respirare l’atmosfera tipicamente italiana dell’Ottocento nelle pittoresche viuzze della città vecchia, che con le loro botteghe artigiane e le casette colorate ricordano quelle partenopee, ed è facile trovare angoli suggestivi, tra le animatissime stradine dell’isola pedonale straripante di boutique, ristoranti, gioiellerie e una miriade di bistrot dove s’incontrano pittori e artisti di strada, tra i quali certamente si nasconde un novello Matisse. Ma la più suggestiva attrattiva è, a febbraio, il famoso Carnevale che, puntualmente, trasforma la cittadina in un paese delle fiabe con carri fantasiosi, animati da eserciti di ballerine, equilibristi, giullari, maschere ed enormi pupazzi di carta pesta, coinvolgendo i turisti europei che si sono dati appuntamento lungo i sei chilometri della Promenade des Anglais, per partecipare all’incruenta battaglia a colpi di margherite, rose e tulipani.

 


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