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Gli eroi di oggi l’eterna lotta di Davide contro Golia

Il Parlamento Europeo ogni anno premia i paladini dei diritti umani

Ven 03 Dic 2010 | di Roberta Giaconi | Attualità
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In comune hanno tutti una cosa: cercano di fare quello che per loro è giusto e si ritrovano costantemente circondati da una folla di nemici più forti di loro.
Sono quelli che potremmo definire gli eroi del nostro secolo: i combattenti senza armi, coloro che denunciano le ingiustizie e che arrivano a pagare con la vita il desiderio di un mondo migliore.
Il premio Sacharov del Parlamento europeo consente ogni anno di avere una lista di questi eroi e poco importa davvero il vincitore. I deputati europei vanno a caccia di nomi, selezionano i loro finalisti, fino alla scelta della persona più adatta per ricevere il maggiore riconoscimento concesso ai difensori della libertà di pensiero e di espressione.
Nel 2010 ad aggiudicarsi il primo premio e il conseguente assegno di 50.000 euro è stato il cubano Guillermo Fariñas che verrà premiato a metà dicembre a Strasburgo, sempre se il Governo del suo paese gli permetterà di viaggiare.
Cubano, magrissimo in tutte le foto che lo ritraggono, giornalista, ma anche psicologo, Guillermo ha 48 anni e un modo particolare
di lotta non violenta. Semplicemente smette di mangiare e attraverso i suoi scioperi della fame cerca di attirare l’attenzione della stampa internazionale sul suo paese.
L’ha fatto più volte, 23 per l’esattezza, nell’arco degli ultimi 15 anni, per protestare contro diversi aspetti della vita nella Cuba di oggi. Dalla censura su internet alle condizioni sanitarie dei prigionieri politici nelle carceri del paese. L’ultima occasione, che l’ha quasi portato alla morte, è stata la richiesta di liberazione di 26 prigionieri politici malati.
Uno di loro, Orlando Zapata, era appena morto dopo uno sciopero della fame durato appena due mesi e mezzo. Guillermo ha deciso di intervenire con un mezzo di lotta apparentemente inutile, ma che può rivelarsi efficace. I media internazionali l’hanno fotografato sempre più magro, mentre perdeva chili nella sua casa di Santa Clara.
“Non mi importa, posso anche morire”, rassicurava i giornalisti.
E il Governo cubano alla fine ha ceduto alle pressioni esterne, promettendo di liberare 52 prigionieri. Pur continuando ad accusare Guillermo di essere al servizio degli Stati Uniti e vietando alla propria stampa di parlare dell’argomento.
Ma non è solo Cuba ad aver bisogno dei suoi paladini dei diritti umani.
 



IL PRIMO FU MANDELA

È dal 1988 che il Parlamento europeo assegna il Premio Sacharov per la libertà di pensiero. L’obiettivo è premiare uomini oppure organizzazioni che abbiano dato un contributo concreto alla lotta per i diritti umani. Il primo vincitore è stato Nelson Mandela, ben prima di diventare il primo presidente nero del Sudafrica. Nel 1990 è stata la volta della leader della Birmania Aung San Suu Kyi e nel 2008 del dissidente cinese Hu Jia, nonostante l’indignazione di Pechino. La premiazione cade intorno a metà dicembre, in ricordo di quel 10 dicembre del 1948 in cui venne firmata la Dichiarazione universale dei diritti umani.
 



L’IDEATORE DEL PREMIO

Andrej Dmitrievič Sacharov, che ha dato il nome al premio, era un fisico russo, vincitore nel 1975 del premio Nobel per la pace nonostante la partecipazione nel secondo dopoguerra ai progetti sulle prime bombe termonucleari. Famosa la potentissima bomba Tsar, nome in codice Big Ivan, costruita dal suo gruppo di lavoro. Nel tempo diventò sempre più critico, fino ad opporsi apertamente agli esperimenti nucleari a scopo bellico, tentando di diffondere la consapevolezza dei pericoli legati alla corsa agli armamenti. A causa delle accuse sempre più forti all’Unione Sovietica e alle sue violazioni dei diritti umani venne bollato come dissidente e confinato a Nižnij Novgorod, in Russia.
 



UN PREMIO POLITICO

Neanche il premio per i paladini della libertà di espressione è totalmente libero da condizionamenti politici. Basti pensare che a sostenere la vittoria di Guillermo Fariñas sono stati i partiti più conservatori di destra che siedono sui seggi europei. «Premiarlo è un’opportunità per l’Unione Europea di mandare un chiaro segnale al regime cubano perché muova passi concreti sulla via della democratizzazione e del rispetto dei diritti umani», hanno dichiarato. Cuba è da sempre nel mirino dei politici di destra, persino in Europa. Non è un caso se negli ultimi otto anni sono stati scelti ben tre vincitori cubani del Sacharov. Oltre a Fariñas sono state premiate nel 2005 le "Signore in bianco", mogli e madri di dissidenti politici che chiedono la liberazione dei loro congiunti. Nel 2002 è stato invece il dissidente Oswaldo José Payá Sardiñasa a ricevere il premio più importante per la libertà di pensiero.
 



DICE LA VERITÀ E LO STATO LA CONDANNA

Un’altra bella storia è in Etiopia, dove vive Birtukan Mideksa, una giovane donna di 35 anni, a capo di uno dei partiti di opposizione del paese. È da poco uscita di prigione dopo essere stata incarcerata per aver parlato a alcuni giornalisti stranieri dei problemi del paese ed è stata selezionata tra i tre finalisti del premio Sacharov. Si parla poco dell’Etiopia. Non molti sanno che dal 1998 al 2000 è scoppiata una guerra per problemi di frontiera contro l’Eritrea che ha messo in ginocchio l’economia del paese. Birtukan era un giudice e si era accorta di come la legge e la costituzione non fossero pienamente rispettati in Etiopia. Per questo è entrata in politica, una scelta che le è costata cara: dopo le elezioni del 2005 la sua denuncia delle irregolarità che erano state commesse le ha causato una condanna all’ergastolo. È stata perdonata e rilasciata dopo lunghe negoziazioni, ma nel 2008 fino a questo ottobre è stata di nuovo rinchiusa in carcere. «Mia figlia non ha fatto niente di sbagliato - diceva ai giornalisti l’anziana mamma, andando a trovare la figlia in prigione con la nipotina di quattro anni -. Non ha armi, non ha commesso nessun crimine. Voglio che tutti sappiano che non è giusto». Anche se la giustizia non sempre è uno dei canoni che regolano l’azione degli Stati.
 


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