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Io la vedo così. E voi?

Le notizie positive non fanno notizia... dicono

Ven 03 Dic 2010 | di Angela Iantosca | Attualità

Prendo quasi tutti i giorni la metropolitana a Roma, Metro A. Salgo a Cinecittà, ad una fermata da Anagnina, quella divenuta 'famosa' per la morte dell’infermiera colpita con un pugno da un ragazzo per un diverbio da poco. Ma sulla mia strada non ho mai incontrato violenza. Eppure, sembra che nessuno lo sappia, sembra che la Metro, e quindi Roma per estensione, siano solo luoghi pericolosi di cui aver paura.
Ma io non ho paura. Perché in metro ogni giorno vedo tanti gesti di pace.
Se accendi la tv ed i tg, senti parlare solo di morte, di violenza e si ha la costante sensazione che ci si debba proteggere da qualcosa, che è fortunato chi arriva a 70 anni perché si guarda indietro e pensa: “l’ho scampata, non mi è successo niente”.
Ma non voglio che la mia vita sia così: voglio ogni giorno svegliarmi e pensare che tra quel momento e la sera ci saranno solo notizie positive.
Per questo ho deciso di raccontare una giornata qualsiasi in Metro, a Roma. E mettere nero su bianco cosa di bello possiamo vedere ogni giorno.
Salgo sulla Metro e comincio ad osservare la gente intorno a me. I gesti, i comportamenti. Ad analizzare chi vive serenamente il proprio viaggio o chi vive tentando di proteggersi da chi gli sta accanto. Mi viene da sorridere quando mi accorgo che una ragazza accanto a me tiene la borsa stretta perché pensa che anche io, con il mio maglioncino rosa e l’aria innocente, possa essere una ladra. Anzi, proprio io. Proprio per quel maglioncino e per quell’aria innocente.
E poi vedo una donna che sale e si siede accanto ad un uomo che, dal colore della pelle, potrebbe essere turco. Lui sta leggendo qualcosa. Si accosta alla ragazza e le chiede aiuto: sta cercando di imparare la nostra lingua, ha dei fogli con le coniugazioni dei verbi e fa fatica a comprendere i meccanismi. Lei non si ritrae, ma comincia a spiegargli come funziona la lingua italiana.
Dopo poco, fermata Subaugusta, salgono due ragazzi: uno alto, sorridente, con un pastrano a quadri, una borsa a tracolla. Avrà 17 anni e capisco che si chiama Paolo. Con lui un ragazzo disabile, Luigi: fa fatica a parlare, ma comincia a chiacchierare con il suo compagno di viaggio. Ascolto quello che si dicono: Luigi sa a memoria tutte le fermate della Metro. Entrambi devono scendere a Piazza del Popolo. Poi Luigi deve prendere il tram per raggiungere la sua abitazione. Mentre Paolo deve incontrare una ragazza. Il disabile vorrebbe stare con lui più a lungo. Ad un certo punto si gira e si rivolge ad una donna che gli è seduta accanto e le spiega che lui e Paolo sono compagni di scuola. Poi guarda l’amico e gli dice “ti voglio bene” e poi lo ripete ancora e ancora… La corsa continua… Loro scendono ed io rimango in Metro.
Forse una notizia positiva non fa notizia, come credono i giornalisti.
Forse è vero. Ma sicuramente dei gesti così fanno bene.
E ogni giorno noi potremmo dimostrare il contrario. Anche noi possiamo farlo, cambiando atteggiamento gli uni verso gli altri. Sin dalla mattina.
Perché allora non segnare ogni giorno qualcosa di positivo che notiamo e poi spedirlo via mail alla redazione?


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