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Quel “Sì” tatuato che suona come vita

Dedico questo articolo a mia nipote Mara perché, come è un'inguaribile idealista e a sua madre Antonella perché sa che i figli, affinché possano tornare, occorre lasciarli andare

Ven 03 Dic 2010 | di Rossella Menichetti | Io Giornalista

A dire il vero i tatuaggi non hanno mai destato in me una grande attrazione, forse perché sono un po’ miope e da lontano li vedo leggermente sfocati, o forse perché raramente li trovo artistici: se poi lo sono, mi ricordano un’arte naif soppiantata dai tempi o morbidi tappeti orientali dai colori delicati che richiamano l’impegno di una pesante manutenzione.
In realtà credo che il significato autentico di questi poster vaganti della new age non sia quello che si vede a primo acchito, ma quello che sta dentro nel magma dei sentimenti; è semplicemente un’anima che si denuda e si mostra senza remore.
Vicissitudini, avventure, emozioni, speranze, tragedie, gioie scavano solchi profondi nei nostri cuori e sono i veri artefici di quei tratti sottili che delineano oggetti stilizzati, fantasie ancestrali o altro.
Qualcuno decide di comunicare agli altri qualcosa attraverso un disegno sul proprio corpo ed allora cerca di valorizzarlo e di metterlo in bella mostra. Altri desiderano ricordare e fissare per sempre un vissuto o un amore solo per se stessi e coltivano gelosamente per sé e per pochi intimi questo magico segreto, nascondendolo agli occhi dei più. Monteluiano, siamo in Umbria, vibranti pennellate di verde si muovono incorniciando un’antica villa scrigno di storie passate e testimone di amori presenti. Si festeggia un matrimonio e nella calura afosa di fine estate un venticello leggero proveniente dalle prospicienti colline porta frescura e ristoro, accarezzando l’epidermide dei presenti.L’atmosfera si addensa di chiacchiere spensierate tempestate di latinismi arcaici, di bonarie ironie, di ricordi, di risate; in questo clima mi avvicino a mia nipote Mara. Un lungo vestito dalle tinte calde valorizza la sua snella silhouette e lascia libera la sua spalla destra evidenziando un timido e solitario tatuaggio. Cerco di mettere a fuoco l’immagine, ma non riesco ancora a vedere bene, così avanzo di un passo. Un piccolo pentagramma decora la spalla graziosamente scoperta, l’inchiostro nero riempie una nota capace di rompere il silenzio dell’egoismo e far fluire tutta la positività di chi la possiede. è la nota che hai scelto per decorare il tuo giovane corpo, è la nota del “Sì”. Suono unico e senza padroni, suono amico e disponibile che ti ha fatto compagnia insieme ad un trolley ed ai saluti della mamma che ha creduto in te e nei tuoi propositi belli. Lei non ha voluto inibire i tuoi sogni, le tue energie in favore dei bisognosi, così hai barattato rilassanti vacanze ai tropici con del volontariato coraggioso in un altro pezzo di scomodo mondo. Qui hai colorato con pennarelli e matite il grigio quotidiano di tanti bambini, ti sei garbatamente insinuata nei loro giochi e nei loro pensieri e hai fatto vibrare la bellezza della sensibilità umana. Certo sei tornata con un trolley più leggero e con uno zainetto completamente svuotato, ma teneramente riempito da mille sorrisi di piccoli scolaretti. Sai, ora che si avvicina l’autunno e le tue spalle sono coperte di morbida lana, mi accorgo che non ho bisogno di leggere la tua musica perché la melodia che percepisco è impareggiabile: è quella dell’altruismo e della solidarietà. Pur essendo profana dell’arte del tatuaggio ho scoperto che ne esistono di veramente speciali, ma il tuo è unico perché, anche quando non è visibile lo puoi sentire: basta ascoltarlo con il cuore


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