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Max Gazzč: Il moschettiere pacioccone

La musica, un musical, un film e la spontaneitŕ

Ven 03 Dic 2010 | di Boris Sollazzo | Interviste Esclusive
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Lo sguardo dolce, quel viso così particolare, i ricci incontrollati e i baffi all'antica. Sembra un moschettiere pacioccone Max Gazzè. Un musicista di grande talento, uomo piacevolissimo da ascoltare, uno che ama le sfide: ecco perché si è imbarcato nella straordinaria avventura “Basilicata coast to coast”, film rivelazione dell'ultima stagione di Rocco Papaleo, e ora è in teatro con il musical “Jesus Christ Superstar” di Massimo Romeo Piparo, nella difficile parte di Erode. E per non farsi mancar nulla, la sua nuova tournée teatrale (da cantante) è iniziata il 18 novembre e si concluderà il 31 gennaio a Genova. Siamo in una strada del centro storico romano, è appena finita la presentazione del musical che tanto fece discutere alla sua prima uscita “ma che poi fu abbracciato anche da Papa Woytila”. Appoggiàti ad un muro, si chiacchiera. Davvero di tutto.

Un'altra nuova esperienza, caro Max. E nella parte del cattivo per eccellenza.
«Sì, un musical non l'avevo mai fatto, anche se a teatro avevo già recitato. Però, confesso, fare Erode mi è piaciuto. Non giudicatemi male: il fatto è che le prove a Roma mi hanno consentito di passare tutto il pomeriggio con i miei bambini e, a livello professionale, è stato una bella sfida. Questo ruolo ha un doppio registro: quello insinuante e mellifluo di quando Erode adula Gesù Cristo, quello furioso e incontrollabile di quando pretende di saggiarne i miracoli. Lì, aiutandomi anche con l'inglese - ho avuto la fortuna di crescere a Londra -, credo di aver fatto un ottimo lavoro. E infine, parliamoci chiaro, a noi buoni piace il ruolo del cattivo, almeno nella finzione (Ride - ndr)».

è di sicuro il personaggio più versatile di quest'opera rock.
«Erode è stato gay, showman, anchorman televisivo a seconda dei paesi in cui è stato rappresentato. Noi ne abbiamo dato una versione ancora più originale e nuova. è bello, inoltre, che musicalmente sia lontano dal mio stile: anche questo mi incuriosisce e mi intriga molto. Tutto sta, in Erode, nel costruire un'identità, nell'essere un'opera d'arte. è molto motivante. Un'opera che ha 40 anni. Questa. La idearono Lloyd Webber e Rice, poi ne fece un film Norman Jewison. Molto discussa per la centralità che dà alla figura di un Giuda buono. Rovescia l'ottica e fa riflettere molto sull'impostazione del racconto “ufficiale” della vita del Messia. Si parla di un personaggio che è storicamente esistito e questo è un fatto che va al di là della fede di ognuno di noi. Il fatto è che questa visione molto particolare, a mio parere - e lo aveva capito anche Giovanni Paolo II - può avvicinarsi di più alla verità, spesso, di quanto lo faccia il dogma cristiano».

Che rapporto hai con la fede?
«Penso che credere in qualche cosa sia molto importante. Coltivare quella grande spiritualità che abbiamo tutti è fondamentale. Poi su come si possa vivere e trasferire, cambia da persona a persona. Io lo faccio in altro modo rispetto a chi va in Chiesa, ma ho grande rispetto per chi lo fa, per chi cerca conforto e crescita in una fede, in una religione. La esprimo con la mia arte, magari altri lo fanno meditando per un anno su un albero, altri ancora entrando in un luogo sacro (il cantuautore pratica il Reiki - ndr). L'importante è imparare a vivere meglio, in armonia con se stessi e con gli altri, per recepire quegli aspetti della nostra vita più nascosti e meno materiali».
 
Prima con Papaleo al cinema, ora diretto da Piparo in teatro. Ci stai prendendo gusto a recitare?
«Direi di sì, anche se sono due cose molto diverse. Teatro e cinema sono mondi distanti, faccio fatica ad avvicinare le due esperienze. “Jesus Christ Superstar” più che un musical è un'opera rock, è un concept, una suite, e forse è più vicino alla mia occupazione principale, la musica. Non ha nulla a che vedere con tempi e modi del cinema. Il film di Rocco, comunque, rimane un bel momento della mia vita e della mia carriera e mi piacerebbe ritrovare nel futuro un'avventura e un personaggio altrettanto interessanti, su cui lavorare con un regista, modellandolo insieme».
 
Erode parla moltissimo, Franco Cardillo, il tuo personaggio di “Basilicata coast to coast” è praticamente muto...
«Guarda, temevo di cadere nella macchietta con il personaggio del film “Basilicata Coast to coast”. Poi Rocco mi ha convinto: ancora me lo ricordo, eravamo dietro le quinte di un concerto, io dovevo entrare. Ci siamo messi a parlare e non smettevamo più. Son dovuti venire a prendermi di peso per trascinarmi sul palco a cantare, io volevo continuare la conversazione con lui. Quello che mi piace di Franco Cardillo, comunque, è proprio il suo mutismo. Lui comunica con la musica, con cui ha un rapporto quasi metafisico».

Dietro la tua musica c'è molta ricerca. Ossessionato dal perfezionismo?
«No! Ma non mi stanco mai di capire, cercare, trovare la musica. Ma allo stesso tempo non mi piace come ora tutti vogliano correggere gli errori, come questo finisca per diventare più importante dell'espressione stessa.
Ho imparato ad amare le imprecisioni se vogliono dire spontaneità, a privilegiare l'opera rispetto all'esecuzione ossessivamente impeccabile».
 




UNA VITA IN MUSICA
Nato a Roma nel 1967, ha vissuto l'infanzia in Belgio. Per cinque anni è bassista, arrangiatore e coautore dei 4 Play 4. Rientrato a Roma nel 1991, compone colonne sonore e inizia a collaborare con Frankie HI-NRG MC, Alex Britti, Niccolò Fabi e Daniele Silvestri. Nel 1994 e 1995 lavora alla realizzazione del primo album, "Contro un’onda del mare”, pubblicato nel gennaio 1996. Nel 1998 la sua canzone “Vento d'estate”, cantata con Niccolò Fabi, vince Un disco per l'estate. Ad ottobre 1998 esce “La favola di Adamo ed Eva”. Nel febbraio 1999 Max partecipa al Festival di Sanremo con “Una musica può fare”. Nel 2000 pubblica l’album “Max Gazzè”. Torna a Sanremo con “Il timido ubriaco”. Nell’ottobre 2001 esce “Ognuno fa quello che gli pare?”. Gazzè partecipa al 58esimo Festival di Sanremo con la canzone “Il solito sesso”. Il 29 febbraio 2008 è uscito “Tra l'aratro e la radio”. Nel 2010 recita in “Basilicata coast to coast”. Il 4 maggio esce il nuovo album di inediti intitolato “Quindi?”.


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