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Aldo, Giovanni e Giacomo: siamo una squadra

Al cinema fanno ridere senza volgarità

Mer 05 Gen 2011 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 21

(Cat)Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti sono tornati a farci ridere, dopo la prova deludente del film del 2009 “Il Cosmo sul comò”. E lo hanno fatto come sempre con leggerezza e “pulizia”.
«“La Banda dei Babbi Natale” – spiega Giacomo – è frutto di un lavoro collettivo. Lo abbiamo scritto in 6 e lo abbiamo condiviso per tutto il tempo, studiando bene come assemblarlo. Abbiamo lasciato poco spazio all’improvvisazione! Certo sul set si cominciava sempre in maniera ligia e poi alla fine prendeva il sopravvento il caos, il “cazzeggio”… Tutto materiale che poi è stato tagliato in fase di montaggio e che finirà nei contributi speciali del dvd».

Una storia semplice e divertente che si basa sugli equivoci, sui buoni sentimenti, ma anche sul politicamente scorretto: basta vedere come trattate gli animali sul set. Avete avuto problemi con gli animalisti?
«Odio gli animali (ride Giovanni che nel film veste i panni di un veterinario - ndr). Non li sopporto e cerco ogni occasione possibile per sfogarmi. Sono stato felice di lanciare il cane, che ovviamente era vero. E anche lo scimpanzé ha fatto una brutta fine… In realtà, a parte gli scherzi, credo che le reazioni negative da parte delle varie associazioni, in questi casi, vengano solo dagli sciocchi. Pensa che ebbe da ridire anche l’Unione camerieri, perché nel nostro primo film c’era una scena in cui sparavamo ad un cameriere e non gli davamo neanche la mancia! Poi hanno avuto da ridire le Associazioni in difesa dei bambini perché in “Tre uomini e una gamba” spezzavamo il braccio ad un bambino!».

Alla realizzazione dell’ultimo film ha partecipato anche Mina, con la sua voce: come avete fatto a convincerla?
«Picchiandola - spiegano ridendo -! Narra la leggenda che il produttore abbia contattato il figlio Pani per chiedere di poter utilizzare una canzone. Ma – sempre secondo la leggenda – Pani avrebbe detto al produttore che Mina sarebbe stata contenta di incidere degli inediti per noi, perché ci ama molto».

Siete usciti nel periodo natalizio in contemporanea ai cinepanettoni, ma non usando gli stessi espedienti: parolacce e donne nude. Perché avete rinunciato a questi elementi? 
«Nei nostri film le donne si rifiutano proprio di spogliarsi - confessano -! No, scherziamo: noi mettiamo nel film ciò che ci piace. Non ci piacciono le volgarità e le donne nude. A noi piace lavorare così, raccontare storie, far sorridere. Di solito, quando si costruisce un film, si pensa a cosa potrebbe attirare il pubblico. Allora si inserisce la donna nuda o la battuta volgare, che ha una facile presa su tutti. Quando noi costruiamo il film, invece, non pensiamo a cosa potrebbe attirare il pubblico. Mettiamo solo ciò che interessa a noi. E a noi quel tipo di comicità non attira, posto che ognuno è libero di fare come preferisce. Quindi nei nostri film non troverete mai niente del genere!».

“Clown puri con una straordinaria capacità di improvvisazione”: così ha detto di voi Angela Finocchiaro, vostra amica e collega. E voi come vi definireste?
«Siamo una squadra, siamo amici, lo siamo sempre stati. Siamo delle triplette o anche un triangolo equilatero».

Tutti e tre siete tifosi dell’Inter: cosa rubereste alle altre squadre per ottenere i risultati della passata stagione?
«Assolutamente niente. Di giocatori ne abbiamo abbastanza. Appena si riprendono tutti dagli infortuni, torneremo ad essere quella grande squadra che siamo stati fino a 10 minuti fa! Per quanto riguarda Benitez fa il giardiniere nel mio giardino!», ride Giovanni!

Il film dell’anno scorso non ha registrato grandi incassi e consensi: da dove siete ripartiti per ritrovare la strada della comicità?
«Da noi stessi, siamo tornati a fare gli artigiani, a curare ogni minimo particolare del film, dalla sceneggiatura al montaggio!».

E voi quali film amate?
«Il mio ultimo film preferito, in ordine di tempo, è “Per un mondo migliore”, di una regista danese: una cosa meravigliosa!», spiega Giovanni.
«Per me “Il profeta”», aggiunge Giacomo.

E per Aldo?
«Da quando Gaetano (uno dei due figli avuti da Silvana Fallisi  - ndr) è cresciuto tutto di un botto, non vedo più i cartoni animati… quindi “X Men”».

La vostra comicità da chi trae ispirazione? 
«Ci rifacciamo a modelli come Totò, Chaplin… tutti quegli attori che usano una comicità soprattutto fisica, una mimica molto marcata», afferma Giacomo.

Come cambia il vostro approccio alla comicità tra cinema, teatro e televisione? 
«Naturalmente, cambia moltissimo. Pensiamo che nel cinema non conta solo l’idea, ma soprattutto il come viene realizzata».

Parlando della vostra comicità, pensate di esservi evoluti negli anni? 
«Ripensando agli inizi – spiega Aldo -, direi che allora più di adesso avevamo l’energia. Oggi abbiamo l’esperienza. Non ci siamo allontanati molto dai personaggi originali, in effetti. Forse ora abbiamo tirato fuori dei tratti di insoddisfazione e di insofferenza nei confronti del mondo più marcati che in passato», aggiunge Giacomo. 

Cosa volete ottenere con la vostra comicità?
«Ci piace divertire, raccontando con leggerezza anche le situazioni problematiche... vogliamo far ridere pensando»

Visto che fate riflettere, divertendo, di cosa avrebbe bisogno questa Italia?
«Più verde, più biciclette, più spazio per i bambini, meno macchine e meno inquinamento!».
 



Ecco come nacque il trio
Aldo, alias Cataldo Baglio, è nato a Palermo nel 1958. Si diploma presso la scuola di Mimodramma del Teatro Arsenale di Milano insieme a Giovanni. I due comici realizzano alcuni spettacoli.
Giovanni Storti è nato a Milano, nel 1957. Prima di intraprendere la carriera artistica, insegnava acrobatica. Ha frequentato la scuola di Mimodramma del Teatro Arsenale di Milano. Nell’80 si è diplomato con Aldo, insieme al quale vince il Festival di cabaret di Loano nell’86.
Giacomo Poretti è nato a Villa Cortese (Mi), nel 1956. La passione per il cabaret l’ha affascinato sin da ragazzo quando era infermiere. Nell'84 fonda con Marina Massironi il duo di cabaret “Hansel e Strudel” e, una volta sciolto il duo, lavora come monologhista. 

Il trio
Nel 1991 nasce il trio  “Aldo, Giovanni e Giacomo”. 


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