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Checco Zalone: che bella giornata

Torna nelle sale con un nuovo film

Mer 05 Gen 2011 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 2

Cantante, attore, volto di Zelig, Luca Medici (in arte Checco Zalone) è uno dei fenomeni indiscussi degli ultimi anni. Ha vinto un Globo d’oro ed ha sbancato i botteghini con il suo primo film, “Cado dalle nubi”, incassando 14 milioni di euro a fronte di una spesa di 4 milioni. Ed ora è nelle sale con una nuova pellicola, “Ma che bella giornata”, che di milioni ne è costati 6.

Quale ruolo interpreti?
«Del protagonista, purtroppo! Purtroppo per la classe attoriale, perché non mi ritengo ancora un attore! Ci tengo a dire che questo film non è un sequel. Abbiamo scritto una storia diversa, sempre con una impronta comica, ovviamente, perché non intendo tradire il pubblico. Il mio personaggio è un aspirante uomo d’ordine: lavora nel Duomo di Milano dove conosce una ragazza che lo introduce nel mondo dell’Islam…».

Si parla di incontro tra religioni, dunque?
«Il mio film non intende affrontare il problema della integrazione, ma tiene conto di questo aspetto, dandolo come assunto. Non abbiamo come obiettivo quello di discutere di queste tematiche: vogliamo solo divertire».

Sei nato a Bari: hai mai dovuto fare i conti con le tue origini meridionali? 
«Non mi sono mai trovato in difficoltà. Sono nato al sud, vivo a Milano e devo dire che i “coglioni” esistono ovunque!».

Cosa manca al sud? E cosa non ha capito il nord del sud?
«Al sud manca l’organizzazione e la dedizione. Il nord, del sud, ha capito tutto! In realtà penso che questo sia un discorso che ha stancato tutti…».

C'è posto per la satira in Italia?
«Mah, sì! Io mi sento libero. Non sento assolutamente il problema della censura. Il problema è che la satira deve far ridere e, spesso, la si usa per portare avanti le proprie ideologie. Se un pezzo non fa ridere, ma urta gli animi, non è satira».

Hai mai ricevuto degli "stop" alle tue battute?
«Solo dagli autori… ma perché i testi che avevo scritto erano troppo volgari. Anzi, ragionandoci, sono stato io per primo ad autocensurarmi! A volte ci vuole buon senso!».

Hai fatto la parodia di tutti i maggiori cantanti italiani: si è mai offeso qualcuno?
«No, nessuno… Devo dire che Jovanotti è stato un grande. è stato al gioco tranquillamente quando ho reinterpretato “A Te”. Mi sono sentito un po’ in soggezione davanti a Laura Pausini, perché è una artista così grande… Aveva intorno a sé un gruppo di lavoro di 30 persone. Ma poi mi sono tranquillizzato: in fondo è una persona come le altre!».

Cosa pensavi di fare da giovane? 
«All’inizio il musicista. Anche se mi sono laureato in Giurisprudenza, discutendo una tesi in Diritto del Lavoro sul Trattamento di fine rapporto!».

Chi ha creduto in te per primo?
«Io! Tutti mi dicevano di fare un lavoro serio, in primis mia madre che, quando suonavo, mi diceva di smetterla e di studiare… Ora, invece, mi dice di continuare a fare quello che faccio, visto il risultato!».

Tu fotografi la realtà, sia nei film che nelle parodie dei cantanti: quanto tempo dedichi all'osservazione, allo studio dei personaggi?
«Io passo tanto tempo su youtube. Quando ho un momento di crisi, nel quale mi manca una idea, vado sulla rete e trovo subito ispirazione! Valuto se la persona che sto guardando è degna di essere “presa per il ...”. Insomma passo tanto tempo a scegliere la preda giusta!».

Hai intenzione di tornare a Zelig?
«Non da gennaio, visto che in concomitanza esce il film (il 5 gennaio nelle sale – ndr). Ma voglio tornare con qualche nuovo personaggio!». 

Cosa pensi dei talent show, visto che nel tuo primo film ne vinci uno?
«Mi annoiano!». 
 


DALLA PUGLIA A MILANO
Nato a Bari nel 1977, si è laureato in Giurisprudenza, senza mai esercitare l’attività forense. Dopo aver fatto parte di gruppi musicali pugliesi, ha debuttato nel 2004 come comico. Raggiunge la notorietà nel 2005 con Zelig Off e Zelig Circus. Nell'estate del 2006 dedica alla Nazionale italiana di calcio la canzone “Siamo una squadra fortissimi”. Il pezzo, trasmesso su Radio Deejay, riscuote un successo inaspettato. Dopo lo scandalo calciopoli, pubblica il brano “I juventini”, una satira sui tifosi della Juventus. Nel 2009 è uscito nelle sale “Cado dalle nubi”. A gennaio 2011 esce il film “Ma che bella giornata”.


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