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Ninna oh... sicura più che si può

Poche e semplici regole possono salvare i neonati dagli incidenti in culla, non di rado fatali

Ven 07 Gen 2011 | di Paola Simonetti | Salute
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Nel ritmico dondolìo delle braccia il neonato si lascia andare al sonno. La filastrocca sfuma al suo sereno abbandono. Nella culla il suo respiro è regolare, giusto il tepore della stanza, carezzevole la luce dolcemente color pastello di un lume a forma di pupazzo. Questo sembra il meglio che un genitore possa garantire al suo piccolo, dopo una giornata intensa e una poppata abbondante e prima di godere del meritato riposo. Le conoscenze popolari, le dicerie di famiglia, però, non bastano a rendere davvero sicuro il sonno dei nostri piccoli, un momento cruciale per la loro incolumità così come quello del pasto. I gesti meccanici, per quanto amorevoli, con i quali poniamo i bambini a dormire sono spesso frutto di luoghi comuni, non di rado fatali per la vita stessa del neonato. La posizione del suo corpo nel giaciglio, la temperatura della stanza, persino la sistemazione della copertina e delle lenzuola, nonché la scelta del materasso e la rinuncia ad averlo accanto ad ogni costo, sono fattori fondamentali per rendere davvero privo di rischi il suo riposo, così come è possibile apprendere nell’opuscolo che abbiamo pubblicato in queste pagine. Mai come in questo frangente occorre, dunque, la consapevolezza che “sapere” rappresenta il “saper fare”, che tradotto significa “saper salvare” la vita più preziosa. La ordinaria non conoscenza delle regole di base su questo fronte ha generato non a caso in Italia solo tra il 2005 e il 2007 circa 17mila incidenti in culla. Ad oggi si calcola un numero non inferiore a 50 per i decessi di bambini da 0 a 12 mesi che sono volati via nel sonno. La sindrome della morte improvvisa del lattante (Sids) o sindrome della morte in culla è l’incubo di ogni genitore consapevole: svegliarsi e trovare privo di vita il proprio figlio nel suo lettino, senza ragione apparente, è un’immagine di devastante ferocia. Eppure è una tragedia frequente. è accaduto per mancanza di strumenti preventivi a molte famiglie del nostro Paese e del mondo, nonostante siano state stilate linee guide internazionali che sanciscono le regole d’oro per una prevenzione sicura durante il riposo dei bambini: falsa, ad esempio, la convinzione che la posizione di lato sia la migliore. Un piccolo prima dell’anno di età, sottolineano gli esperti, nel 90% dei casi cadrà a pancia in giù, rischiando in caso di rigurgito di respirare il suo vomito e rimanere soffocato. Vietatissimo anche coprirlo troppo, innalzando eccessivamente la temperatura del suo corpo, così come farlo dormire accanto a fratellini e genitori. Ad abbattere il muro della non conoscenza ci prova una iniziativa messa in campo dalla Croce Rossa di Roma, nella persona del dottor Marco Squicciarini (da molti anni impegnato nella formazione di genitori, maestre e istruttori per le manovre di disostruzione pediatriche), in collaborazione con le associazioni Salvamamme ed Happy Family Onlus, accanto alla Cap Gemini: la campagna divulgativa “Sempre a pancia in su” si articola nella distribuzione presso tutti i reparti di neonatologia di Roma, grazie all’intervento del Comitato femminile della Cri, di un “gemellino salvabebè” con indicate, in modo semplice e chiaro, le linee guida europee per la prevenzione della “morte in culla” e le istruzioni per eventuali interventi di disostruzione del neonato nelle diverse lingue dalla scuola di lingue Berlitz. Un’operazione fondamentale per specialisti e operatori di settore: «Purtroppo i neo genitori vengono lasciati spesso soli, con poche informazioni – dichiara Grazia Passeri, presidente di Salvamamme, l’associazione che da anni assiste mamme e bambini -. I test effettuati di recente sulla reale preparazione delle neo mamme sono allarmanti. Questo progetto, insieme ai corsi che costantemente Salvamamme e Cri promuovono, permetterà di incidere e di salvare davvero la vita a tanti piccoli». Lo sforzo appare indispensabile: «Cinquanta morti in culla l’anno per Sids sono troppe, troppe considerando che sono tragedie evitabili con semplici gesti preventivi. Parzialmente oscura e ancora al vaglio dei ricercatori, la Sids non conosce farmaci per la sua risoluzione, ma solo la provvidenziale intelligenza e consapevolezza dei genitori di bimbi piccoli» spiega la professoressa Mariapia Villa Direttore della Uoc di Pediatria e del Centro di riferimento dei disturbi del sonno dell’Università La Sapienza di Roma, nonché medico specialista dell’ospedale Sant’Andrea di Roma e autrice del vademecum “Sempre a pancia in su”. Un vademecum, quello del sonno sicuro in culla, che si sposa bene con quello operativo, di pronto intervento, legato all’eventualità di ostruzione dell’esofago dei bambini a causa di cibo voluminoso o oggetti di varia natura. «Sono contento di questa nuova iniziativa sul sonno dei piccoli, perché è un tassello in più nella divulgazione cruciale dei cittadini che da tempo sostengo – dichiara il dottor Squicciarini -, formando gratuitamente genitori, istruttori e maestre nella manovre di pronto intervento per disostruire un piccolo. Sul sito che ho messo in piedi, www.manovredisostruzionepediatriche.it, ricevo 200mila visite l’anno e decine di lettere di mamme e genitori da ogni parte d’Italia, che mi ringraziano per essere stati messi in grado di salvare la vita al proprio figlio». Qualche ora del proprio tempo spesa per imparare getta radici cariche di frutti: il pianto potente, a pieni polmoni dei nostri figli al risveglio che reclamano la mammella per la loro poppata, il loro sorriso lucente che rischiara il futuro.

 









CHE BELLO DORMIRE BENE...
La SIDS (Sudden Infant Death Sindrome), conosciuta come “morte in culla” (…) è il nome dato alla morte
improvvisa ed inaspettata di un lattante apparentemente sano, che rimane inspiegata anche dopo l’esecuzione di un’indagine post-mortem completa (..). Ha un'incidenza stimata che oscilla tra 0,7 e 1 per mille, ma non esistono attualmente dati statistici precisi in Italia. La sindrome colpisce i bambini nel primo anno di vita. È più frequente tra i 2 e 4 mesi di vita e, dei bambini che muoiono, circa il 60% sono di sesso maschile. È una morte che si verifica rapidamente, durante il sonno, sia di giorno che di notte, sia in culla che nel passeggino, sia nel seggiolino della macchina che in braccio ai genitori, senza segni di sofferenza. Per definizione le cause della SIDS non sono note. I tentativi di spiegare adeguatamente la morte improvvisa ed inaspettata di questi bambini sono risultati difficili fin dall’inizio. Negli ultimi anni l’interesse della comunità scientifica internazionale si è principalmente focalizzato sulle aree tematiche relative ai meccanismi di controllo cardiorespiratorio durante il sonno, allo sviluppo ed alla funzione del sistema nervoso autonomo, alle norme di accudimento ed alla sicurezza durante il sonno dei bambini nei primi mesi di vita, alla genetica ed all’interazione dei fattori di rischio genetici con i fattori di rischio ambientali. (Fonte: manuale educazionale “Che bello dormire bene”, a cura di Prof.ssa Maria Pia Villa e Dott.ssa Silvia Miano)
 



17.000 INCIDENTI IN CULLA L’ANNO
Tra il 2005 e il 2007, secondo una ricerca della European Injury database, sono stati 17mila gli incidenti a danno dei bambini da 0 a 4 anni nel lettino. Proprio durante il sonno, bambini e neonati, che nei primi cinque anni di vita trascorrono almeno la metà della giornata a contatto con prodotti per il sonno, sono spesso lasciati soli senza sorveglianza per periodi prolungati. Uno studio condotto dalla Commissione Europea, ha identificato i prodotti per l'infanzia più pericolosi in relazione ai quali non vi sono norme di sicurezza o, se ve ne fossero, non coprono tutti i rischi: materassi per lettino, paracolpi per lettino, amache per bambini piccoli, piumini da letto per bambini e sacchi-nanna che comportano rischi per la vita dei piccoli che vanno dall'intrappolamento all'infiammabilità e soffocamento. Le nuove norme decise dalla Commissione Europea il 2 luglio 2010 hanno l'obiettivo di ridurre il rischio di incidenti dovuti, ad esempio, al soffocamento causato da parti che si staccano, all'intrappolamento di un bambino dovuto a una concezione carente del materasso o all'asfissia causata da cordini o asole.

 


INFO UTILI
Tutti i materiali divulgativi, scritti e in video, sul sonno sicuro ma anche sull’interventistica nell’ambito della disostruzione pediatrica, possono essere reperiti sui seguenti siti: 
www.salvabebe.org
www.manovredisostruzionepediatriche.com


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