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La casa che verrā

Living Tomorrow č un museo permanente di Bruxelles per immaginare la vita nella casa del futuro

Ven 07 Gen 2011 | di Roberta Giaconi | Casa
Foto di 11

È ancora tutta una questione di immaginazione. Pensa se il tuo frigorifero ogni giorno alle cinque in punto ti mandasse la lista della spesa via mail, ricordandoti che il latte sta quasi per finire. Se la tua lampada ti rimproverasse cambiando colore per aver dimenticato di assumere un farmaco. Se non ci fosse più bisogno di aspettare alla cassa del supermercato neanche il sabato, nonostante la folla di clienti con i carrelli pieni...
Sarà questo il mondo di domani? Probabilmente, sostengono gli addetti ai lavori, impegnati nello studio di come gli oggetti reali possano sempre più interagire con la tecnologia. Fino a quando forse non saremo noi a dire ai computer cosa fare, ma saranno loro a darci consigli e a dirci come vivere nel modo migliore. Una guida fiamminga, Micaela, mi accoglie all’entrata di “Living Tomorrow”. È un grande palazzo futuristico nella periferia di Bruxelles. Ma specialmente è un’idea e un desiderio: quello di mostrare alla gente come potrebbe essere il nostro domani.
C’è una grande cucina, un salotto, la camera dei bambini, il bagno. In ogni stanza i computer touch screen appesi al muro diventano protagonisti assoluti.
«Questa casa è come una grande esposizione che ogni cinque anni viene nuovamente allestita - racconta Micaela -. La prima è stata fatta nel 1995. Avevamo messo un computer nella stanza dei bambini. La gente che veniva a visitarci restava a bocca aperta, ci diceva che era una cosa impossibile. E adesso la maggior parte dei bambini ha un computer in camera».
Con la tecnologia che va sempre più veloce, il futuro potrebbe diventare il nostro presente prima di quanto ci aspettiamo. «L’80% delle tecnologie presenti nella casa sono già in commercio, mentre il 20% arriverà nel nostro futuro», sostiene Micaela. «Ad oggi si dice che ci vorranno 20 anni prima che queste tecnologie vengano rese disponibili al grande pubblico, ma non è detto. In questo campo gli sviluppi sono sempre più veloci».
È l’“Internet delle cose” il vero concetto rivoluzionario che dovrebbe cambiare il nostro futuro. È quella tecnologia che cerca di chiudere il cerchio tra mondo fisico e mondo digitale, attraverso l’uso dei sensori. Degli strumenti piccolissimi, capaci però di misurare parametri fisici come la temperatura o l’umidità e di riferirli al computer.
«Se ci fossero i sensori sui prodotti del supermercato, non ci sarebbe più bisogno di passare dalla cassa, per esempio». A parlare è Walter Colitti, ingegnere elettronico di 34 anni e fondatore di una società, la Inxition, che si occupa proprio delle tecnologie dell'internet che verrà. «All’uscita ci sarebbe un lettore capace in pochi secondi di fare la lista di quello che c’è nel carrello e magari di caricarlo automaticamente sulla carta di credito».
Con questi sensori, inoltre, il frigorifero stesso potrebbe mandare la lista della spesa, indicandoci gli alimenti che stanno per finire, oppure potrebbe permettere di collegarsi dall’ufficio per vedere al suo interno e sapere cosa comprare prima di rientrare a casa.
Sembra fantascienza, ma non lo è. «Qualche tempo fa dei ragazzi hanno messo in piedi un progetto - racconta Walter -. Hanno aperto un profilo twitter a una pianta dotata di sensore. Grazie a quest’ultimo la pianta poteva dire da sola quando aveva bisogno di acqua, mandando direttamente un messaggio su twitter al suo proprietario». In generale si è iniziato a parlare di case intelligenti circa 15 anni fa, ma ancora non si capiva quale fosse il potenziale. Poi nel tempo sono stati inventati sensori sempre più piccoli ed economici. E ora sono in molti a pensare che possa davvero nascere un mercato di utensili intelligenti anche se non è ancora possibile un uso diffuso dei sensori a livello quotidiano.
«Un sensore RFID, cioè che usa l’identificazione a radio frequenza, costa oggi 2 euro e non può quindi essere messo sul cartone del latte. Ma non ci vorrà molto prima che si abbattano i costi», spiega Walter. «Allo stadio sperimentale queste tecnologie sono già una realtà. Tra un decennio ci sarà anche un mercato». E ricordiamoci che, fino a pochi anni fa, i telefonini quasi non esistevano. Oggi ne abbiamo anche 2 a testa. In realtà c’è ancora una certa resistenza della gente a comunicare con l’ambiente circostante, ma è verosimile che, appena le società si accorgeranno che le persone sono pronte a comprare, inizi la corsa verso questo tipo di produzioni.
Ma come sarà la nostra vita in futuro? Walter è sicuro: «Le case saranno piene di sensori. Ci saranno schermi appesi alle pareti al posto dei quadri e sarà possibile comunicare con loro. In bagno, la mattina, potremo sentire dallo specchio le notizie del giorno mentre ci laviamo la faccia». Ci vorrà tempo, perché i costi non sono ancora accessibili, ma non bisogna dimenticare che la tecnologia è velocissima e che gli strumenti dopo poco tempo invecchiano e costano meno.
La vita del futuro sarà quindi sicuramente più facile e comoda: ma non c’è il rischio di diventare noi più stupidi se i computer aumentano la loro intelligenza?

 


CUCINARE CON LO CHEF
Camminando nelle stanze di Living Tomorrow, la casa del domani, attraversiamo le possibili camere del nostro futuro. C’è la cucina dove tutto è controllato da uno schermo touch screen alla parete, una specie di gigantesco iPhone murale. «Purtroppo i computer non cucineranno al nostro posto, ma quasi... - sorride Micaela, la guida dell’esposizione -. Mettiamo, per esempio, che io voglia preparare un bell’arrosto». Basta muovere un attimo le mani sullo schermo ed ecco che all’improvviso si accende la televisione nell’angolo e parte il video di un cuoco che mostra come eseguire al meglio la ricetta. Vicino c’è la telecamera, per controllare cosa fanno i bambini nella loro camera da letto, provvista di letto spaziale che al suo interno attenua il rumore. Poi un dubbio: e se il pesce che voglio preparare è scaduto? Basterà passare la sua custodia dotata di sensore sullo schermo e il computer decreterà se l’alimento è ancora commestibile.
 



IL SALOTTO CALDO
Nel salotto la pittura è sensibile al calore e si trasforma in un colore più caldo mano a mano che la stanza viene riscaldata da un termosifone arzigogolato, appeso alla parete. Un monitor controlla la chiusura o l’apertura delle finestre, la potenza delle luci, l’accensione della televisione...

 


IL METEO NELLO SPECCHIO
Nel bagno, dopo una bella doccia a pioggia per limitare il consumo di acqua, si potrà procedere un giorno con una doccia di sole. La lampada può far stare meglio, specialmente nei Paesi nordici, dove fa più freddo. Poi ci accostiamo al lavandino, ci guardiamo allo specchio e scopriamo davanti a noi di avere in realtà un altro schermo vicino al nostro volto riflesso. Vuoi ascoltare il telegiornale o la rassegna stampa sugli argomenti che ti interessano? Oppure vuoi monitorare la temperatura all’esterno per decidere come vestirti? Basta un clic.

 


PILLOLE CHE FANNO LA SPIA
Un’attenzione particolare agli anziani, i veri destinatari di molti degli studi della casa del futuro. «Dal 2020 in Europa oltre il 50% della popolazione avrà più di 50 anni - sostiene la guida Micaela -. Si stima inoltre che grazie allo studio del Dna le cure possano diventare personalizzate e che le analisi siano in grado di vedere le malattie prima che compaiano i primi sintomi». I nostri figli diventeranno quindi nonni più longevi e la loro capacità di usare il computer potrà aiutarli. Nella casa c’è una stanza particolare dedicata agli anziani. Qui, oltre al forno intelligente, che si spegne appena il pollo è cotto a perfezione, e alle piastre elettriche, che si raffreddano quando sentono odore di bruciato, la vera novità futuristica riguarda la salute.
«In un domani potrebbero esserci dei sensori biodegradabili in ogni pasticca che il nonno deve prendere -, spiega Micaela -. Se non viene ingerita, il computer lo viene a sapere e manda un avvertimento al medico». Quest’ultimo avrebbe anche la possibilità di monitorare la salute degli anziani a distanza e di convocarli in ospedale appena il computer che li segue a casa segnala delle anomalie.


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