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Garanzia... garantita!

Prodotto difettoso? Ecco come ottenere la sua sostituzione senza problemi

Ven 07 Gen 2011 | di Sabrina Protano | Soldi
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La macchina per l’espresso appena comprata fa una bevanda terrificante? Niente panico. C’è la garanzia, prevista dalla legge, a tutelarci. Peccato che, a volte, alcuni negozianti scorretti ce la mettano davvero tutta per confonderci e farci perdere la strada, dicendoci che avremmo dovuto conservare la scatola, o che dobbiamo rivolgerci al centro di assistenza tecnico della casa produttrice. Ma noi dobbiamo essere pronti a rispondere a tono, facendo valere i nostri diritti. Ecco come.

GARANZIA LEGALE DEL VENDITORE
Ancora non tutti sanno che chi vende un prodotto di consumo è obbligato per legge a fornire, a sue spese, una garanzia di due anni. Infatti, se il bene acquistato ha qualche difetto, il consumatore può pretendere la riparazione, la sostituzione o eventualmente la riduzione del prezzo. Addirittura, se nessuna di queste soluzioni è possibile, ha diritto a restituire il prodotto e riavere indietro quanto ha pagato. Quindi, bisogna innanzitutto tenere presente che, per legge, chi è tenuto a fornire la garanzia è il venditore e non il produttore. Non tutti hanno ben chiara questa cosa, perché fino al 2002 la sola garanzia che concretamente tutelava il cliente era quella fornita dal produttore, mentre il venditore poteva essere coinvolto solo per gravi difetti del prodotto. Oggi non è più così: le posizioni si sono invertite e a noi consumatori conviene di più ricorrere alla garanzia del negoziante. La garanzia in questione si chiama “Garanzia europea di conformità sui prodotti” o garanzia legale. In base ad essa i beni venduti devono non soltanto funzionare, ma anche avere tutte le qualità indicate dal venditore, o segnalate nell’etichetta, o decantate nello spot pubblicitario: altrimenti sono da considerare “non conformi”.

GARANZIA COMMERCIALE DEL PRODUTTORE
Anche il produttore può fornire, a sua discrezione, una garanzia, che si aggiunge ma non si sostituisce alla garanzia legale che ci spetta di diritto. Un esempio: a un televisore che costa 350 euro è abbinabile una garanzia di 5 anni al costo di 70 euro. Oppure, a volte questa garanzia è descritta in quel tagliando che accompagna il libretto delle istruzioni ed è necessario spedire il tagliando al produttore per attivarla (sempre a pagamento). Sicuramente questo tipo di garanzia, che sta prendendo sempre più piede, può fare comodo, anche perché il più delle volte è più a lungo termine rispetto a quella prevista dalla legge. Ma vale davvero la pena spendere, diciamo, un quinto in più del prezzo base? Non tanto, per una serie di motivi. Innanzitutto, se è vero che i produttori si impegnano a intervenire oltre il periodo imposto dalla legge, non ci dimentichiamo che le condizioni le stabiliscono loro: spesso c’è una franchigia, oppure può succedere che la garanzia da loro fornita escluda alcune parti dell’oggetto acquistato (come le manopole, nel caso degli elettrodomestici!). Considerando poi che nel campo degli elettrodomestici, e dell’elettronica in particolare, l’obsolescenza è la regola, e che ormai la garanzia legale copre ogni genere di difformità del prodotto, un contratto del genere può essere davvero utile solo nel caso di beni molto costosi.

PIANO D’ATTACCO
Torniamo alla macchina per fare l’espresso che produce delle bevande buone solo per innaffiare le piante in balcone. Ci armiamo di santa pazienza, ci rechiamo dal negoziante e gli chiediamo la riparazione o la sostituzione della macchina. Può capitare che questi due rimedi siano difficilmente attuabili o comunque lo siano in tempi troppo lunghi (e quindi “non congrui”). Non perdiamo le staffe e ricordiamoci che abbiamo il diritto di chiedere addirittura la risoluzione del contratto, cioè la restituzione dei soldi. Oppure una riduzione del prezzo, se il prodotto ha un difetto che non influisce eccessivamente sul suo corretto funzionamento.

NON FACCIAMOCI CONFONDERE
Ora che sappiamo questo, siamo già a buon punto per evitare che qualcuno ci confonda. A tal proposito, sembra che i “comportamenti commercialmente scorretti tali da confondere la clientela” non siano poi tanto sporadici. Molte, infatti, sono le denunce fioccate nei mesi scorsi da parte dei consumatori: le accuse nei confronti dei venditori riguardavano le poche informazioni sulla garanzia o sulle differenze tra garanzia legale e commerciale, oppure il fatto di avere dovuto attendere tempi davvero troppo lunghi per la riparazione, o addirittura di aver dovuto pagare tale riparazione nonostante il prodotto fosse ancora in garanzia. E così si è reso necessario l’intervento dell’Antitrust, il garante della concorrenza e del mercato, che nel corso del 2010 ha avviato e poi chiuso con successo diverse istruttorie, attraverso cui alcune importanti catene di negozi di elettronica ed elettrodomestici si sono impegnate in una serie di misure a favore dei clienti, che rendono più chiare le informazioni date a noi consumatori e più semplici e snelle le operazioni di riparazione o sostituzione dei prodotti difettosi.

I MITI DA SFATARE PER FARCI VALERE
Purtroppo l’Antitrust non è accanto a noi nel preciso momento in cui ci presentiamo nel punto vendita con il prodotto difettoso. Quindi dobbiamo essere preparati riguardo ad una serie di situazioni in cui potremmo trovarci con il negoziante.
Il negoziante dice che dobbiamo rivolgerci al centro di assistenza tecnico del produttore. Falso: se siamo entro i 2 anni dal momento dell’acquisto, il venditore è obbligato per legge a fornire la garanzia.
Il negoziante dice che, visto che abbiamo attivato anche la garanzia del produttore, dobbiamo rivolgerci a lui. Falso: la garanzia commerciale del produttore si aggiunge, ma non si sostituisce a quella prevista dalla legge da parte del negoziante (sempre entro i 2 anni).
Il negoziante dice che senza la scatola in cui era confezionato il prodotto non può fare nulla per aiutarci. Falso: non è obbligatorio conservare la scatola; essa costituisce solo una possibilità in più per il venditore per farsi sostituire il bene dal produttore, dimostrando che il prodotto era non funzionante appena tolto dalla confezione. Sicuramente è meglio tenerla per qualche giorno (1 settimana), magari per accelerare le operazioni del negoziante, ma il non averla non ci penalizza in alcun modo.
Il negoziante dice che sulla garanzia non è stato apposto il timbro al momento della vendita e quindi non è valida. Falso: la garanzia vale comunque, anche se quello spazio resta vuoto.
Il negoziante dice che i costi della spedizione, o dei materiali, o della manodopera li dobbiamo pagare noi. Falso: questi costi sono a carico del venditore, compresi nella garanzia che fornisce.

UN MITO CHE NON TRAMONTA MAI...
Quello dello scontrino, che va conservato sempre, nei secoli dei secoli. Magari fotocopiato, visto che l’inchiostro con cui è fatto tende a “sparire” nel tempo. Non c’è niente da fare: lo scontrino è l’arma più efficace per provare sia in quale negozio è stato acquistato il bene, sia per individuare in maniera certa la data. Sarà pure un’operazione noiosa (e anche “ingombrante” nelle nostre case da 60 metri quadri), ma allegare lo scontrino al manuale delle istruzioni di un elettrodomestico si rivela sempre la carta vincente, anche perché spesso è proprio lo scontrino a fungere da garanzia. Attenzione però, perché diversa cosa è la fattura. Sempre in grado di provare luogo e data dell’acquisto, la fattura, dal canto suo, riduce la garanzia a 1 anno (invece dei 2 previsti per legge), perché in questo caso va a tutelare non i consumatori, ma coloro che utilizzano il prodotto per lo svolgimento di attività lavorative: aver acquistato il bene con rilascio della fattura commerciale, anziché del normale scontrino, identifica, appunto, la finalità professionale e non privata dell’uso.

 


DA PORTARE SEMPRE IN BORSA
L’Antitrust ha redatto una breve guida che ci può venire in aiuto per far valere i nostri diritti spesso calpestati da un’ignoranza in materia. Si può scaricare dal sito www.agcm.it. Inoltre, per qualsiasi dubbio o problema, è possibile contattare l’Antitrust al numero verde 800.166661.


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