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Parentopoli? Allora aboliamo i concorsi

Sepolti da una valanga di assunzioni scandalo, mentre i vincitori delle selezioni non entrano mai in servizio. Basta con questa presa in giro

Ven 07 Gen 2011 | di Armando Marino | Attualità

I l figlio del caposcorta del sindaco di Roma Alemanno assunto all’Atac? La destra risponde che venne assunto anche quello di Veltroni, dalla stessa azienda municipalizzata dei trasporti. Una risposta che, più dello scandalo “parentopoli” scoppiato sul finire del 2010, riassume quale sia la mentalità di molte persone che in questo Paese sono chiamate a gestire la cosa pubblica. “Così fan tutte” e tutti, come da titolo dell’opera lirica di Mozart. Ma nella realtà delle assunzioni clientelari non c’è nulla. Nello scandalo denunciato dal Corriere della Sera si parla di 850 assunzioni a chiamata diretta all’Atac e di altre centinaia all’Ama, la ditta della nettezza urbana. Membri dello staff dell’assessore alla mobilità di Roma finiti a lavorare per la compagnia di trasporti che l’assessore dovrebbe controllare, compagni di partito, simpatizzanti, portatori di voto premiati con uno stipendio fisso. Roba da far impallidire anche il contrattino a tempo determinato concesso al figlio della compagna del ministro Bondi. E pure sulle centinaia di assunzioni alla Protezione Civile si stanno levando ombre. Tra i fortunati entrati in servizio ci sono anche i figli di alcun imagistrati della Corte dei Conti, cioè le persone che poi dovrebbero controllare i bilanci della Protezione Civile stessa. Probabilmente tutta gente che lo meritava quel posto, come si fa a dubitarlo in assenza di esami e di curriculum? Non manca pure la cubista assunta da una municipalizzata romana. Niente di male nel fatto che ballasse in discoteca e chi si scandalizza è un bacchettone. Però la stessa ragazza dice di non ricordarsi quando e con chi ha superato la selezione. Beata lei. 
La gente che conosco io aspira con tale desiderio a un posto di lavoro che il momento dell’assunzione se lo ricorda per sempre. Sarà la magistratura a valutare se ci sia qualcosa di illegale in queste vicende. Di sicuro, certi intrecci hanno un costo elevato per il funzionamento della nostra società. Creano conflitti di interesse, sono ben lontani dal perseguire la meritocrazia con cui tutti si riempiono la bocca di recente. E in più diffondono l’idea che il miglior modo per andare avanti sia la spintarella del potente.
Tutto questo non è gratis per il Paese: si paga con la fiacca competitività di tutto il sistema Italia. Dunque, come primo provvedimento, vorremmo che ci fosse almeno risparmiata la presa in giro. Sostiene il Codacons che, mentre avvenivano migliaia di assunzioni a chiamata diretta, i 139 autisti selezionati e ritenuti idonei per l’Atac non sono mai entrati in azienda. E di fatto, in vari settori della pubblica amministrazione, ci sono tanti concorsi i cui vincitori attendono da tempo di entrare in servizio. Ecco, risparmiateci almeno la beffa dei concorsi. Organizzarli è costoso, studiare per superarli pure, in più sono quasi sempre accompagnati da ricorsi al Tar.
A questo punto lasciamo a chi comanda libertà di assumere, sulla base di curriculum. Ma al nome dell’assunto rimanga per sempre collegata la responsabilità di chi lo ha scelto. Se non rende, a pagare deve essere anche chi gli ha regalato un posto di lavoro che non meritava. Sarà sempre meglio della farsa dei concorsi.


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