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Maria Grazia Cucinotta: Una donna per le donne

L’impegno verso i giovani, il desiderio di un altro figlio, la famiglia al tempo della crisi economica

Gio 27 Gen 2011 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Lo sguardo ha la forza della sua terra; l'incedere una grazia antica; la voce una eleganza innata. Maria Grazia Cucinotta è una donna per le donne che, a 42 anni, sogna un altro figlio, sostiene i giovani e non pensa che la parità tra i sessi abbia fatto così bene.

Cominciamo dal tuo ultimo film: “Un giorno della vita”.
«è tutto iniziato con una telefonata. Mi chiamò Ernesto Maiè, attore che stimo moltissimo, che mi parlò di questo nuovo progetto del regista emergente Giuseppe Papasso, il film “Un giorno della vita” (Nelle sale da metà gennaio - ndr). Mi fido ciecamente di Ernesto e avrei accettato anche a scatola chiusa. Quando poi ho letto la sceneggiatura, ho trovato la storia meravigliosa! Sono stata felicissima di girarlo e di vedere che il film era ancora più bello della sceneggiatura! Si tratta di un progetto low budget, fatto con pochissimi mezzi: non avevamo camerini, non avevamo roulotte e tutti gli attori (Alessandro Haber, Pascal Zullino, Ernesto Mahieux, Mia Benedetta, Domenico Fortunato, Daniele Russo, Nando Irene, Massimo Sorrentino, Matteo Basso, Francesca D'Amico - ndr) sono stati retribuiti con paga sindacale. Eppure è stato bellissimo. Lo abbiamo girato a Melfi (Potenza - ndr) e tutto il paese si è messo a disposizione della produzione. Si è creata una grande famiglia... anzi sembrava proprio di essere a casa!».

Ultimamente hai affermato che i cachet degli attori a volte sono troppo alti. La politica del ridimensionamento è anche la tua politica?
«Penso che, se accetti di lavorare per un regista esordiente che non ha budget, non puoi pretendere di avere un eccezionale riscontro economico. Lo fai proprio perché ti vuoi mettere a disposizione, perché attraverso la tua popolarità e credibilità puoi richiamare anche altri sponsor».

Sostieni quindi sempre i giovani, anche con la tua Casa di Produzione, la Seven Dreams Productions?
«Lo faccio sempre perché i giovani ti permettono, grazie al loro entusiasmo e alle loro idee creative, di far parte dei loro sogni!».

Che progetti hai con la Casa di Produzione?
«Stiamo producendo delle commedie e stiamo lavorando ad altri progetti in coproduzione con il Brasile e la Cina. Per quanto mi riguarda, invece, a marzo esce un film con Anthony Hopkins, “The rite”, nel quale ho una piccola parte e a breve uscirà un film che ho girato in Spagna, “Transgression”, con Carlos Bardem e Michael Ironside».

Hai affermato che il tuo ultimo film “ti fa vedere il mondo con gli occhi di un bambino”: come è lo sguardo di un bambino?
«è uno sguardo entusiasta. Non hanno pregiudizi verso la vita e verso tutte le sue opportunità. Vedono cose che noi non siamo più in grado di cogliere, perché assuefatti alla quotidianità. Grazie a loro possiamo tornare a vedere».

Hai una figlia, Giulia: che tipo di mamma sei?
«Normalissima! Una mamma che è pazza d'amore!».

Vorreste avere un altro figlio: ma quali prospettive possono esserci in questi anni di crisi?
«Noi siamo nati con la crisi. Oggi che ho 40 anni si parla ancora di crisi! Eppure siamo sempre andati avanti e abbiamo superato ogni difficoltà. La vita non è facile, nessuno lo può negare, ma non per questo non bisogna fare figli. Anzi, farli è il regalo più bello che una persona possa farsi!».

Se un giorno tua figlia ti chiedesse di intraprendere il mondo dello spettacolo e di fare la valletta in un programma tv?
«Mia figlia è ancora piccola... Magari tra 10 anni le Veline non esisteranno più e saranno sostituite da ologrammi!».

Come ti ha cambiata la maternità?
«Mi ha migliorata, mi ha fatto cambiare le priorità. Sono diventata meno egocentrica, il mio ego è stato frantumato e trasferito completamente su di lei. È lei al primo posto».

Guardandoti intorno, cosa pensi che manca alle famiglie di oggi in Italia?
«La famiglia! E non è un problema italiano, anzi, l'Italia si “salva” ancora. Viaggiando, vedo in giro delle situazioni disastrose...».

Quanto è duro conciliare il lavoro con l'impegno in casa?
«è durissimo! Perché la parità, se ha migliorato la nostra vita, facendoci sentire realizzate anche al di fuori del nucleo familiare, ci ha portato a doverci strappare in 1.000 parti e a non far mancare nulla a nessuna di queste parti. Abbiamo guadagnato rispetto, ma non al 100% come si pensa. C'è una battuta nel film, “Tu stai zitta perché sei femmina e non capisci niente", che potrebbe sembrare dura, ma a volte credo che sia molto più rispettosa verso una donna questa frase di tanti atteggiamenti, di tante umiliazioni mascherate da parità che ci troviamo a vivere. Basta pensare a ciò che si domanda alle donne ad un colloquio di lavoro - se si è sposate o fidanzate o se si sogna una famiglia -  o cosa succede quando si comunica al capo che si è incinta...».

Sei in prima linea nel sollecitare le donne ad una maggiore attenzione verso la prevenzione dal cancro al seno.
«Porto avanti da anni questa lotta di prevenzione. Ora stiamo lavorando alla prossima Race for the cure, in programma a maggio a Roma. Ma il mio impegno, in generale, è per la difesa di ogni diritto: il diritto alla democrazia, alla parità, i diritti dei bambini, i diritti degli omosessuali. Mi batto anche contro la violenza sulle donne. Ogni giorno è un giorno buono per impegnarsi nel sociale».

Cosa ti aspetti da questa Italia?
«Delle cose fantastiche! A volte ci concentriamo su dei particolari o su un certo gruppo di persone che rappresentano l'Italia ma che non sono l'Italia. L'Italia è fatta da milioni di persone che ogni giorno fanno silenziosamente il proprio dovere e portano avanti questo Paese».  -



INTERNAZIONALE
Nata a Messina il 27 luglio del 1968, partecipa a Miss Italia nel 1987 arrivando terza. Esordisce in “Vacanze di Natale ’90”. Viene scelta da Troisi per il film “Il postino”, che la lancia in Italia e nel mondo. Nel 1995 interpreta “I laureati” di Pieraccioni. Nel 1997 interpreta la fiction “Il quarto re”, con Raoul Bova. Protagonista de “L’avvocato Porta” con Gigi Proietti, nel 1999 è protagonista della serie
“I Soprano” e ha anche una parte nel film “007 - Il mondo non basta”. Partecipa al film “Ho solo fatto a pezzi mia moglie”, con Woody Allen e Sharon Stone e l’anno seguente è la volta di “Stregati dalla luna”. Segue la serie tv “Il bello delle donne 2”. Nel 2004 ottiene un ottimo riscontro con “Vaniglia e cioccolato”. Nel 2005 comincia l’attività di produttrice con il film “All the Invisible Children”. Ha doppiato un personaggio del cartone animato “I Simpsons”. Nel 2007 ha girato “Last Minute Marocco”. A gennaio 2011 è uscito nelle sale “Un giorno della vita” di Giuseppe Papasso.

 


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