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Alla ricerca dell’oro neroAccanita corsa al petrolio in Italia. Intanto in Sardegna un fiume di greggio si riversa in mareGio 27 Gen 2011 | di Elisabetta Scacchi | Ambiente
Il mare si è colorato di nero all’improvviso lo scorso 11 gennaio. Da Porto Torres la Louisiana è lontana e la marea nera che ha devastato il Golfo del Messico non è nemmeno lontanamente paragonabile quanto a gravità. Il liquido fuoruscito dal pozzo sottomarino della Bp si è sparso su un’area grande come la Sicilia. Il guasto al deposito della Eon in Sardegna, avvenuto a inizio 2011 di sicuro ha una portata più ridotta. Ma è comunque abbastanza serio da preoccupare gli ambientalisti. A un passo c’è l’area di Platamona, un’oasi lagunare del Wwf riconosciuta di importanza comunitaria dall’Unione Europea. E, a quanto pare, le autorità locali inizialmente avevano sottostimato la perdita, parlando di diecimila litri di petrolio persi in mare dal cargo Esmeralda, a causa di “un guasto imprevedibile”, come recitava il comunicato del colosso tedesco dell’energia Eon. Altra situazione bollente è in Sicilia. Già nel 2005 esplose il caso delle trivelle nella Val di Noto. La Regione, allora guidata da Totò Cuffaro, aveva concesso dei permessi di esplorazione alla Panther Oil Company nella bellissima valle della Sicilia orientale e tra i residenti era scoppiata la rivolta. Oggi è soprattutto il Canale di Sicilia a essere interessato da una valanga di progetti di perforazione e richieste da parte di compagnie. Ne sono un esempio le piattaforme installate dalla Northern Petroleum a 13 miglia dalle coste di Pantelleria. In Italia, dunque, è in atto un’insospettabile corsa all’oro nero. Il problema dell’indipendenza energetica del Paese esiste, ma è davvero curioso che il dibattito si sia concentrato tutto sul ritorno al nucleare prossimo venturo, mentre del presente petrolifero dell’Italia si parla poco e niente. Dopo il caso della marea nera e la partenza dei pozzi nel golfo della Sirte, a Bruxelles è nato un dibattito sulla moratoria alle trivellazioni nel Mediterraneo, dove un incidente tipo quello della “Deepwater Horizon” negli Usa avrebbe effetti ancora più devastanti. Il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo si è schierata a favore e il commissario europeo all’Energia Gunther Oettinger ha lanciato un appello in questo senso. Ma per ora non si è andati oltre le buone intenzioni. |
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