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Quando la scienza ignora

Crediamo che ormai tutto sia spiegabile scientificamente, ma, dall'universo al Dna, l'ignoranza dei ricercatori rimane immensa

Gio 27 Gen 2011 | di Alberico Cecchini | Attualità
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Recentemente gli astronomi hanno “corretto” il numero delle stelle che compongono l'universo. La stima è stata triplicata: in totale le stelle dovrebbero essere 300 mila miliardi di miliardi.  è davvero bello sapere che ci sono tante stelle, in cifre si scrive con 23 zeri. Il mistero però aumenta anziché diminuire in quanto tutta questa materia è solo il 4% di quella che gli scienziati misurano. In poche parole il 96% della materia che compone l'universo è assolutamente introvabile! La chiamano materia o energia 'oscura'. Giustamente qualcuno ha detto che il 96% forse è proprio la misura della nostra ignoranza.

L’ignoranza è ancora più grande: infatti è emersa anche nella ricerca  genetica, dove con la lettura integrale del DNA credevamo di aver scoperto i segreti della vita, invece oltre il 98,5% di questo codice sembra inutile. Invece di dire che ignorano a cosa serve, molti ricercatori dicono che si tratta di 'DNA spazzatura'. è lo stesso atteggiamento di chiusura avuto dalla Chiesa nei confronti di Galileo. Solo che stavolta appare ribaltato: infatti sono soprattutto gli scienziati che non credono in un creatore ad avere questo atteggiamento antiscientifico e presuntuoso. è preoccupante. 
Ma, se gli scienziati rimangono ignoranti e talvolta anche presuntuosi, perché nella nostra cultura attuale abbiamo elevato la scienza a speranza di soluzione per quasi tutti i mali? Quasi una nuova religione, l'unica che ci permette di sognare tutto quello che vogliamo. E permette a qualcuno di speculare. Quando parliamo di nucleare, di ricerca genetica sugli embrioni, di clonazione, di ogm, dobbiamo affidarci agli scienziati e sperare che faranno del loro meglio. Se però queste ricerche sono dominate dalla speculazione, dalla finanza e da lobby varie come quelle  farmaceutiche o degli armamenti, è necessario preoccuparsi, anziché credere ciecamente allo scontato prevalere del benessere comune e della moralità. Io ho serie difficoltà a credere a Dio, non so come si possa credere a persone così economicamente coinvolte.

Certo la ricerca deve andare avanti, ma dovrebbe essere al servizio di tutti prima che degli investitori. Ma non solo i condizionamenti economici e di prestigio influiscono, ma anche quelli culturali ed inconsci. Perché per esempio molti scienziati si rifiutano di indagare certi fatti di fede? Ignorare la realtà ovviamente non aiuta a comprenderla. Posso non credere che la Madonna sia apparsa ad una bambina di Lourdes, ma non posso dirmi libero se neanche mi confronto con quei fatti. Se fossi uno scienziato, indagherei molto su questo tipo di fatti per capirli di più. Per smascherarli qualora ci fossero inganni. Forse proprio in questi misteri ci sono molte risposte. Magari non il numero esatto delle stelle. Se però ogni bimbo, ogni persona è infinitamente più complesso di una stella, forse è proprio perché è molto più importante di quello che crediamo. “Avreste voi la gentilezza di venire qui alla grotta...” avrebbe detto la Madonna a Bernadette, con un rispetto ed una considerazione così grande verso la più povera e ignorante ragazzina di un paesetto di provincia che, se fosse veramente accaduto, farebbe molto pensare. Ribalterebbe tutto in noi. Forse ci vuole più fede a credere in una scienza che non ammette neanche la possibilità di un creatore pieno di amore che non in una Mamma che ci ama così rispettosamente.

È un fatto certo che Bernadette all'età di 22 anni si trasferì presso le Suore della Carità di Nevers, dove morì all'età di 35 anni il 16 aprile 1879. Il corpo venne esumato 30 anni dopo la sepoltura e apparve inspiegabilmente incorrotto. Perché? Un trattamento imbalsamante segreto, un trucco, una manipolazione delle suore? Dalla relazione giurata dei due medici si legge: “Si aprì la bara. Non percepimmo alcun odore. Il corpo era rivestito dagli abiti dell'Ordine, assai umidi. (…) Il viso era di un bianco opaco. (…) La pelle, aderente ai muscoli, e i muscoli incollati alle ossa. Le palpebre incavate coprivano gli occhi. Le mani, incrociate sul petto e perfettamente conservate insieme alle unghie, stringevano un rosario consumato dalla ruggine. Sugli avambracci si poteva vedere il rilievo delle vene”. Altre riesumazioni avvennero nel 1919 e nel 1925. Tutti i medici presenti alle 3 esumazioni giudicarono il fenomeno “non naturale”. Come non naturale è il non indagare degli scienziati senza Dio su questi fatti.     

 



Il mistero del corpo di Bernadette
Dopo la riesumazione del corpo di Bernadette del 1925 il dottor Comte dichiarava su una rivista scientifica: “Ciò che mi ha davvero colpito in questo esame è la conservazione perfetta dello scheletro, dei legamenti, della pelle, oltre che l'elasticità e la tonicità dei muscoli, ma soprattutto lo stato del fegato, assolutamente inatteso dopo 46 anni dalla morte. Quest'organo essenzialmente friabile e molle si sarebbe dovuto decomporre rapidamente, oppure si sarebbe potuto calcificare e divenire duro… tagliandolo per il prelievo delle relique, l'ho trovato di una consistenza elastica, quasi normale”. 


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