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04) Negli occhi dell’altro

La forza di una madre e l’amore di una figlia

Ven 28 Gen 2011 | di Laura Conti | concorso iPad

Quando qualcuno si ammala di cancro nella tua famiglia, tutto si ferma, ogni parola diventa superflua. Quando mia madre ha scoperto la sua malattia, avevo quindici anni e fin da subito ha deciso di lottare con forza e caparbietà. Ma forse l’ha fatto più per noi che le stavamo accanto che non per se stessa. Perché dentro i suoi occhi leggevo solo la voglia di starsene da sola e sfuggire gli sguardi impietosi della gente. Io dal canto mio me ne sono sempre restata un po’ in disparte, perché non c’è altro che si possa fare di fronte ad un verdetto così. Di nascosto vedevo il suo aspetto cambiare, mentre si guardava allo specchio mi rendevo perfettamente conto che non era più quella che fino a poco tempo prima mi sgridava se non riordinavo la mia cameretta o se non lavavo i piatti. I suoi capelli cadevano come foglie, inesorabili. Così mi chiudevo nei miei lunghi e profondi silenzi, interrogandomi su cosa potessi fare per aiutarla, ma era un’inutile domanda, perché sapevo bene che un esserino piccolo come me non poteva niente contro una cosa miliardi di volte più grande di lei. Così asciugavo velocemente una lacrima che furtiva mi rigava le guance e correvo di là in cucina ad abbracciarla per farle sapere che le ero vicina e che ci sarei stata sempre e comunque. Ma c’è una cosa che non ho mai fatto in quei mesi, perché non ne ho avuto il coraggio: ringraziarla per aver scelto di andare avanti lo stesso, di lottare contro il male, di non essersi arresa, perché, se solo in nome del fantomatico libero arbitrio lei avesse intrapreso un’altra strada, probabilmente ora una persona da chiamare MAMMA io non ce l’avrei più. Quando una persona si ammala, due cose assumono un sapore diverso: la parola TUMORE non viene più pronunciata perché vuol dire morte, e allo stesso modo il TI VOGLIO BENE sembra un addio. Quando qualcuno si ammala, tutti muoiono un po’ ogni giorno e ogni giorno riscoprono la speranza negli occhi dell’altro.

 
 
 
 

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