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Ivana Spagna: quasi una confessione...

L’incontro con Giovanni Paolo II, la Fede, l’amore per la musica e la vita

Lun 28 Feb 2011 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Nella sua carriera ha venduto 10 milioni di dischi in tutto il mondo, è stata considerata dalla stampa americana una possibile rivale di Madonna, è stata scelta da Elton John per interpretare in italiano la colonna sonora del film della Walt Disney "Il Re leone". Oggi, Ivana Spagna ha deciso di raccontarsi in una autobiografia, "Quasi una confessione! ... tutto quello che non ho mai detto", in cui racconta la sua vita, cominciata in una casa di Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, 55 anni fa.

Perché ha scritto una autobiografia?
«Perché avevo voglia di liberarmi di cose che avevo dentro, di cose di cui mi vergognavo. Ma per farlo dovevo affrontare cose che non avevo mai affrontato, mi sono domandata se ho fatto mai del male a qualcuno, arrivando a capire che nella vita ne ho fatto tanto a me stessa».

Che rapporto aveva con i suoi genitori?
«Loro sono il più bel dono che Dio mi abbia potuto fare. Purtroppo non ci sono più da tanti anni. Ma mi hanno sempre aiutata e amata in modo incredibile: hanno creduto nei miei sogni, mi hanno supportata di fronte ai miei fallimenti. Mentre scrivevo, ho "scoperto" che mio padre non mi ha mai rimproverata. Bastava un suo sguardo silenzioso ed io sapevo che lui comprendeva la mia sofferenza e i miei errori. Ma non mi hanno mai fatto ritornare sui miei passi. Pensa che, quando non c'erano soldi, era pronto a firmar cambiali pur di vedere realizzati i miei sogni! Ricordo che lo fece anche quando io e mio fratello mettemmo su il nostro primo gruppo: io non lo sapevo gestire e fu un fallimento totale. Ma lui ci è stato accanto, anche se i soldi servivano per mandarci a scuola e non erano sufficienti per altro».

Cosa voleva fare da piccola?
«La ballerina classica. Ma non c'erano soldi in casa e allora mi mettevo in punta di piedi con delle ciabattine di pezza. Mi esercitavo tutta la sera: ero l'étoile e continuavo ad esercitarmi in attesa del giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre, quando mi sarebbero state portate in dono le scarpine vere... Quel giorno non è mai arrivato».

Quando ha rinunciato a quel sogno?
«è stato naturale e non ho sofferto. Ho semplicemente capito che non era possibile. E poi a 10 anni e mezzo ho scoperto che amavo cantare!».

Da come mi parla di quel periodo si intuisce che era felice...
«è stato il più bel periodo della mia vita. Ed è per questo che per anni non sono riuscita a tornare nel mio paesino e nella mia casa, perché ogni angolo mi ricordava qualcosa che non c'era più. Mi capitava di entrare in casa e di trovarmi a piangere! Andavo nei cassetti, cercavo, trovavo, ogni fazzoletto mi ricordava qualcosa. Proprio la bellezza della mia famiglia, del rapporto tra i miei genitori mi ha penalizzata nella vita privata, perché non sono mai riuscita a trovare quel calore. Per tutta la vita ho cercato di riprodurre quella situazione senza riuscirci. Loro e il loro rapporto d'amore, di rispetto, di fiducia sono sempre stati il mio punto di riferimento...».

Ho letto del suo incontro con il Dalai Lama. Cosa le ha lasciato?
«Abbracciarlo è stato come abbracciare la saggezza. In lui ci sono un'umiltà ed una determinazione incredibile. Stare con lui ti mette addosso un senso di pace. Sembra quasi irreale sentire un uomo, che ha subìto violenza nella vita, parlare di non violenza. C’erano momenti in cui mi sentivo a disagio, talmente è lontano il suo modo di essere da quello dell'umanità. Ma l'emozione più grande l'ho provata incontrando Papa Giovanni Paolo II. Lo incontrai durante una udienza a cui partecipavano altre persone del mondo dello spettacolo. In fila davanti a me c'era Raoul Bova. Quando arrivò il Papa, mi sembrò di vedere Cristo nel suo Calvario, Cristo in terra che portava una croce per comunicare il suo messaggio di fede e di amore. Ma appena lo vidi, cominciai a piangere. Allora dissi a Raoul di non spostarsi, così da potermi nascondere dietro di lui».

Quanto è importante per lei la fede?
«è importantissima, anche se più di una volta mi sono trovata a combattere contro di essa, contro Dio. Quando vedi soffrire le persone, quando soffri per la scomparsa di persone care, ti senti come tradita o punita dal Dio che ami e che preghi. Sono arrivata all'idea di chiudere la mia vita: ma non bisogna pensarla così... Bisogna trasformare questa rabbia. Ora ne parlo, senza vergognarmi, perché sono serena e nella preghiera ho trovato la forza».

Quanto è difficile gestire il successo?
«è difficile raggiungerlo, ma ancora di più mantenerlo. Una sola cosa ti può aiutare nel percorso, la sincerità: se usi sempre il cuore, ce la farai. Se usi le strategie, fallirai!».

Guardandosi indietro, cosa cambierebbe?
«Eviterei gli errori sentimentali».

Prossimi suoi impegni musicali?
«Entro il 2011 uscirà un album in inglese».

Torna al primo amore?
«Ho deciso di fare sempre più ciò che desidero! Per questo mi sto dedicando ad un'altra passione: gli animali. Nel 2010, per gioco, ho iniziato a disegnare vestitini per cani. La linea si chiama "Bellimonelli"!».

A cosa non rinuncerebbe mai?
«Alla mia libertà. Voglio star vicina a chi amo, voglio amare chi desidero, voglio occuparmi di chi ha bisogno. E anche se incontrassi Brad Pitt, anzi no, George Clooney, che mi piace di più, e mi chiedesse di seguirlo, in cambio della mia libertà, gli direi di no!».

 


TUTTO QUELLO CHE NON HO MAI DETTO
Ivana Spagna è nata il 16 dicembre del 1956 a Valeggio sul Mincio (Vr). Artista di livello internazionale, i suoi album sono stati pubblicati e sono entrati in classifica in numerosi Paesi, tra cui Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Australia, Giappone e Usa. Con oltre 10 milioni di dischi venduti, traguardo per il quale nel 2006 le è stato consegnato dalla FMI il Disco d'Oro alla carriera, l'8 marzo pubblica l'autobiografia "Quasi una confessione! ... tutto quello che non ho mai detto", scritto da Ivana Spagna e curato da Maurizio Scandurra. Tra i suoi progetti la pubblicazione di un nuovo album entro il 2011.


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