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Il potere delle celebritā negli USA

A sostenerlo governi, ong e organizzazioni internazionali

Lun 28 Feb 2011 | di Manuela Senatore | New York

Qualche settimana fa tutti i telegiornali americani parlavano del referendum sull’autodeterminazione e indipendenza del Sudan del Sud. Niente di strano, tranne che a parlare delle questioni legate a questo voto non c’era un diplomatico o un inviato del Dipartimento di Stato, ma l’attore George Clooney. Da tempo la star di Hollywood ha fatto del Sudan la sua causa, non solo con i milioni donati (insieme ai colleghi di “Ocean’s 13”) a un’organizzazione umanitaria per il Darfur, ma soprattutto incontrando i rifugiati nei campi profughi, avvertendo sui rischi di genocidio alla vigilia del referendum, affittando un sistema satellitare per controllare i movimenti di truppe lungo il confine tra il nord e il sud, e infine monitorando il voto di persona.

Attivismo internazionale
Commentando queste attività, Clooney ha affermato: «Se la mia fama è una carta di credito, voglio usarla per attirare l’attenzione su questa situazione». Alcuni opinionisti hanno criticato questi sforzi, ma altri hanno notato che, se non fosse stato per Clooney, i notiziari nazionali non avrebbero dato rilievo a questo evento storico per il Sudan. Clooney non è l’unica star protagonista sul piano internazionale. In America, siamo di fronte a un vero fenomeno definito come attivismo delle celebrità (celebrity activism): Angelina Jolie gira il mondo come ambasciatrice di “buona volontà” per le Nazioni Unite; Ben Affleck si adopera per aiutare la Repubblica Democratica del Congo ancora tormentata dalla guerra civile; l’ambientalista Di Caprio partecipa ai summit mondiali e scrive editoriali per la protezione delle tigri; Sean Penn si è praticamente trasferito ad Haiti dopo il terremoto e dirige un campo che accoglie migliaia di rifugiati.

Al di là di isolate critiche, i governi, le organizzazioni internazionali e quelle non governative incoraggiano simili operazioni, perché la fama mondiale di questi personaggi riesce a convogliare attenzione, e quindi denaro, su qualsiasi causa.

 

IMPEGNO POLITICO NAZIONALE
Il potere delle star non si limita alla scena internazionale. Non a caso Hollywood ha prodotto uno dei presidenti più amati d’America (Ronald Reagan) e l’ex governatore della California (Arnold Schwarzenegger). Così non stupisce, di recente, vedere Alec Baldwin che manifesta sulla CNN grande interesse a candidarsi ad un ruolo politico, convinto di poter rappresentare gli interessi della classe media molto meglio delle attuali élite uscite da Harvard e Yale. Anche quando non si candidano in prima persona, molti personaggi famosi dichiarano pubblicamente il proprio sostegno per un partito o per l’altro durante le elezioni, oltre a raccogliere voti e fondi per il candidato che difendono. Altre celebrità assumono un ruolo attivo sul fronte legislativo, testimoniando di fronte al Congresso, come fece Dennis Quaid sul tema degli errori medici (errori che quasi uccisero i suoi gemelli neonati) o come Billy Corgan, cantante e leader degli Smashing Pumpkins, che testimoniò a sostegno di una proposta di legge sui diritti d’autore delle canzoni trasmesse per radio. Grazie ai network sociali, le celebrità riescono ad avere un’influenza ancora maggiore sul loro pubblico: personaggi come Lady Gaga, l’adolescente Justin Bieber e Britney Spears hanno milioni di seguaci su Twitter (più del Presidente Obama). Le star adorano questo tipo di comunicazione immediata, perché, grazie agli aggiornamenti giornalieri, riescono a restare al centro dell’attenzione e a capire quello che i fan vogliono e pensano. Per non parlare dei comportamenti che riescono a influenzare: il rapper 50 Cent ha da poco guadagnato oltre 8 milioni di dollari usando Twitter per spingere al rialzo un titolo di borsa del quale deteneva un’importante quota. Dopo aver suggerito ai suoi quasi 4 milioni di seguaci di comprare queste azioni, il titolo è passato da 10 a 39 centesimi in un giorno.

 

IL POTERE DEL MARCHIO PERSONALE
Negli USA il culto delle celebrità parte da Hollywood, passa per la televisione e continua sulle riviste di gossip come People, Us e Star. Secondo gli scienziati sociali il potere crescente dei personaggi famosi deve molto all’eccesso d’informazione. Nuovi media si sono aggiunti al cinema e alla TV e l’attenzione del pubblico diventa una risorsa sempre più importante e limitata per il successo di merci come la musica, i film e i programmi televisivi. Poiché le star offrono la garanzia di catturare il pubblico, sono più importanti e celebrate che mai. Un’altra funzione dei famosi è fornire argomenti di conversazione per un Paese dove prevalgono diversità etnica e interessi personali ultraspecialistici. Una delle ragioni per cui la gente segue in TV personaggi come Oprah Winfrey è che tantissimi altri la guardano e ne parleranno l’indomani.

 

I NUOVI FAMOSI DA TV E INTERNET
Le caratteristiche e la natura della fama stanno cambiando in America: con la moltiplicazione dei media e la frammentazione delle forme d’intrattenimento emergono nuovi tipi di personaggi. Ai soliti attori, pop star e atleti fuoriclasse si affiancano i protagonisti dei programmi televisivi che insegnano a ridecorare la casa, ad istruire gli animali domestici o a rinnovare il guardaroba.
A questi si aggiungono tutti gli ospiti, giudici e partecipanti dei reality show. Poi ci sono scrittori di blogger con il loro seguito di lettori e i leader delle community come Jim Wales, fondatore di Wikipedia. Questo proliferare giustifica la distinzione tra celebrità di serie A (le star del cinema come Brad Pitt) e quelle di serie B (quelle della TV come Kim Kardashian): per ora, solo quelle di serie A hanno il potere di dialogare con i capi di Stato e di sposare cause internazionali.


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