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Facebook mania

In Gran Bretagna sociologi e scienziati in allarme

Lun 28 Feb 2011 | di Serena Marchionni | Londra
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Facebook, il noto social network, nel Regno Unito sembra essere diventato uno strumento essenziale nella vita di ogni cittadino, capace di determinare l’evolversi di un’amicizia, di un matrimonio, ma capace anche di essere veicolo di criminali e spioni, di hacker e malintenzionati. Secondo le statistiche del social network inventato da Zuckerberg, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti sono i due Paesi con il maggior numero di utenti attivi che passano anche giornate intere sulla “bacheca”. Facebook, in Gran Bretagna, viene utilizzato da teenagers e adulti e sempre più dalle ultime generazioni di anziani. E, naturalmente, anche la Regina Elisabetta ha un suo profilo ufficiale! Gli scienziati e sociologi stanno osservando gli effetti sulla popolazione britannica e alcuni recenti studi stanno dimostrando sempre più l’influenza di Facebook su alcuni fenomeni sociali.

LA RESPONSABILITÀ È DI INTERNET?
Molte le accuse che stanno bersagliando il social network americano negli ultimi tempi. Il quotidiano Daily Telegraph ha riportato recentemente la denuncia del professor Peter Kelly, dirigente del dipartimento della Sanità pubblica della contea di Teeside, nord-est Inghilterra: nelle aree di sua competenza il numero di persone affette da sifilide è quadruplicato perché attraverso Facebook, molto diffuso nel territorio, aumenta il contatto tra persone che in molti casi diventano partner occasionali. In particolare, lo staff dell’ospedale di Teeside sarebbe riuscito a trovare un effettivo legame tra giovani contagiate da sifilide particolarmente avvezze all’uso di Facebook. Secondo Kelly «l’aumento dei casi di contagio della brutta malattia ha colpito soprattutto ragazze tra i 20 e i 24 anni e uomini tra i 25 e i 30 e molti di loro hanno dichiarato di aver incontrato i partners attraverso il social network». Ma non è solo questo a preoccupare i medici. Infatti, negli ultimi anni, con l’avvento massiccio dei computer, delle console di gioco e poi con i social networks, Facebook in prima battuta, l’aumento dell’obesità in Gran Bretagna sta diventando un fenomeno preoccupante, per non parlare del rachitismo nei bambini.

Secondo il British Medical Journal, l’uso dei social network e i videogiochi da casa hanno favorito l’insorgere di questa malattia che viene causata dalla carenza di vitamina D indotta dalla mancanza di luce naturale e da una dieta alimentare sbagliata. Sempre più adolescenti e bambini sono rinchiusi in casa rifiutando persino di giocare in giardino per rimanere davanti al pc. E ancora, la Mintel, società di ricerche di mercato, ha pubblicato recentemente i dati di uno studio condotto tra i cittadini di Sua Maestà che ammettono di passare più tempo a chattare che con gli amici in carne ed ossa o in famiglia. Secondo Vincent Nichols, il capo della Chiesa Cattolica di Inghilterra e Galles, il social network di Zuckerberg favorisce false amicizie e diffonde cattivi valori tra gli adolescenti. Per non parlare dei divorzi. L’ordine degli avvocati inglesi dichiara che infatti un quinto delle cause di separazione è ormai innescato da Facebook o altri social network. Questo perché l’esposizione continua verso moltissimi contatti e foto aumenta le tentazioni e spesso innesca liti o tradimenti.
 


CRIMINI E INDAGINI PASSANO QUI
Aumentano in Gran Bretagna anche le denunce di crimini che sono in qualche modo legati al social network. Anche se i controlli di Zuckerberg, il fondatore di Facebook, sono sempre più serrati, non mancano furti d’identità, stalking, violenze. Nello stesso tempo le forze dell’ordine inglesi sono sempre più attente ai fenomeni della rete e molte indagini passano attraverso Facebook. Si creano anche delle comunità virtuali che aiutano a cercare persone scomparse o testimoni di reati.


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