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Giusy Ferreri: canto grazie a mio papā

“Ero un maschiaccio che ha imparato la ‘disciplina’ lavorando come commessa”

Mar 29 Mar 2011 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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È nata a Palermo e si chiama Giuseppa Gaetana Ferreri, ma tutti la conosciamo come Giusy, la cantante dalla voce inconfondibile per il timbro, la forza e la personalità.

Un milione di copie vendute con due album. Hai da poco pubblicato "Il mio Universo" e dal 7 aprile, con il concerto di Roma all'Auditorium, darai vita al tour nei teatri.
«Si tratta di 7 tappe importanti: è uno spettacolo di un paio di ore in cui presento il nuovo album e i successi di "Gaetana" e "Fotografie", l'album di cover. Per la realizzazione di questo nuovo progetto ci siamo concentrati molto sulla musica e i testi. Avevo bisogno di dare una idea ben precisa del mio percorso artistico, della mia identità musicale e sonora. In questi due anni e mezzo credo che un po’ si sia perso, soprattutto a "causa" dell'album di cover. Avevo bisogno di un album che chiarisse la mia identità».

Quale è la tua identità?
«è molto variegata, è propria di una persona che ama l'arte a 360°, la lettura, la pittura, tutti elementi necessari ad ispirarmi. In questo album sono tornata alle sonorità più rock, le stesse con le quali ho cominciato il mio rapporto con la musica e che mi fanno sentire a mio agio».

Come sono le tue giornate?
«In questo periodo molto impegnative e stimolanti: dopo Sanremo sono stata presa dalla promozione e da un forte entusiasmo. Le cover le avevo un po’ "sofferte" perché temevo che il pubblico perdesse interesse per i miei inediti. Invece ho visto che comunque hanno portato pubblico nelle piazze. Poi quest'anno abbiamo deciso di "sfruttare" Sanremo come se fosse un punto di partenza della mia carriera e sono davvero contenta».

Come nascono le tue canzoni?
«In tre modi: o attraverso la chitarra o il pianoforte - pur non essendo una bravissima musicista -, quindi cominciando dalla melodia, o cominciando dalla scrittura o collaborando con altre persone. In realtà io sono molto prolissa, quindi devo tagliare sempre i miei testi!».

Quando hai scoperto di avere questa voce incredibile?
«La mia timbrica è stata sempre molto forte, così come l’intonazione è un dono. A trasmettermi la passione, tuttavia, sia a me che a mio fratello, diventato un bravissimo pianista, è stato papà. Io, pur avendo studiato pianoforte e chitarra, ho prediletto il canto e fin da subito è nata in me la voglia di salire sul palco e di condividere con il pubblico questa passione. Forse un po' dipende dal mio spirito di esibizionismo, che mi ha accompagnato per tutta la adolescenza. Comunque, fin da bambina, nei contesti canori, a scuola, quando facevamo le esibizioni, io alzavo sempre la mia mano e chiedevo di presentarmi da solista, oppure venivo messa davanti al microfono per potenza vocale e intonazione. Dalle scuole medie in poi il palco è sempre stato il mio territorio preferito!».

Tu sei nata in Sicilia: quanto sud c'è in te?
«Sono venuta via dalla Sicilia in fasce. I miei avevano deciso di stare lì, in famiglia, solo per mettermi al mondo. Dopo due settimane, siamo tornati al nord. Ma in me c'è tanto del sud: i colori, l’essere solare, impulsiva e sanguigna…».

Ti abbiamo sempre visto come la ragazza della porta accanto che raggiunge l'obiettivo, forse anche grazie al fatto che hai continuato a fare la commessa part-time, pur essendo diventata la Ferreri. Hai nostalgia di quei tempi?
«Nostalgia di quei tempi? Con tutta sincerità è stato fondamentale per me avere una indipendenza, una autonomia, ma la scelta di lavorare part time era proprio per poter coltivare la mia passione. L’esperienza lavorativa mi ha migliorato come persona. Da adolescente ero molto ribelle ed ero un disastro. Quando ho cominciato a lavorare in modo serio, anche se solo 3 giorni a settimana, sono maturata, mi sono confrontata con altre persone e questa cosa mi ha obbligato a seguire delle regole e ad apprendere un metodo di lavoro. Ma ad oggi sono contenta di potermi dedicare solo alla musica, tutto il giorno e la sera, quando vado a letto, sono< serena!».

I tuoi genitori come ti hanno supportata in questo cammino?
«Mi hanno sostenuta tantissimo! Anche perché la passione è nata proprio in casa, dove non mancavano la chitarra acustica, la chitarra elettrica, l’organo e il pianoforte. La musica rappresentava per noi un momento di aggregazione, si stava in compagnia e si cantava: era il momento più intimo per la nostra famiglia! Mi hanno sostenuta molto. Poi, mio papà, quando ha visto che a 15 anni stavo intraprendendo una strada troppo mascolina, perché ero sempre con i ragazzi, mi ha iscritta a scuola di canto, perché ero troppo maschiaccio, anche quando cantavo!».

Tu sei un "prodotto" di un talent: cosa pensi di questi programmi?
«Credo che la fortuna baci uno, al massimo due, artisti per edizione. Io sono favorevole perché a me ha portato fortuna, dopo tanti tentativi in cui mi son sentita dire "no"! è stata l’occasione che mi ha permesso di mettermi in gioco. Mi ha gratificato soprattutto perché l'approvazione è arrivata dal pubblico. Nello stesso tempo credo che i talent bisognerebbe frequentarli quando si è abbastanza maturi, non da giovanissimi: se non hai una personalità, può essere rischioso».

Un luogo in cui ami rifugiarti?
«Le mura di casa! Per me lo stimolo della creatività arriva dal luogo in cui mi sento a mio agio».

 

IN TOUR
Nata a Palermo il 17 aprile del 1979, Giusy Ferreri, dopo il successo di XFactor e due album (”Gaetana” e “Fotografie”), pubblica “Il Mio Universo”.

Ad aprile è in tour nei teatri italiani.

LE DATE

07 Roma Auditorium Parco Della Musica

08 Firenze Saschall

13 Torino Teatro Della Concordia

17 Genova Teatro Politeama Genovese

19 Bologna Teatro Delle Celebrazioni

20 Milano Teatro Nuovo

29 Catania Teatro Metropolitan   


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