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Giovanni Vernia: «Essiamonoi»

C’era una volta un ingegnere. Oggi c’è un comico che “spacca”... Ma che fatica licenziarsi!

Mar 29 Mar 2011 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Basta una parola "Essiamonoi" per capire di chi stiamo parlando: di quel ragazzo genovese, laureato in ingegneria, manager di una importante azienda che, ad un certo punto della sua vita, ha deciso di dare spazio alla sua voglia di far ridere, alla sua visione del mondo, alla sua ironia e a quel suo alter ego irresistibile: Jonny Groove.

Che ragazzo era Giovanni Vernia prima di diventare popolare?
«Io sono un ragazzo molto normale, non sono come Jonny. Ho fatto i miei studi classici da ingegnere a Genova, poi mi sono laureato. Mi sono dedicato allo spettacolo dopo 11 anni di vita aziendale. Ero diventato country manager per una società americana molto importante. Ma la sera mi piaceva far ridere i miei amici».

Quanto coraggio ci vuole per mollare un lavoro così?
«Tantissimo! Per questo c’ho messo un anno e mezzo prima di decidermi e ora non tornerei più indietro».

C’è qualcuno che ti ha ostacolato in questa scelta difficile?
«Io! Mentre gli amici mi dicevano di mollare tutto. Ma io sono uno che sta con i piedi piantati per terra, in fondo sono un ingegnere!».

Tu, per un certo periodo, hai calcato il palco di Zelig mentre continuavi il tuo lavoro di manager: cosa dicevano i tuoi colleghi e i tuoi capi?
«I miei capi erano americani e non avevo colleghi italiani. Solo clienti italiani, molto importanti, aziende internazionali, come Alitalia e Ferrari. Ricordo che, se prima, per farmi ricevere o ascoltare da un responsabile, impiegavo giornate intere, perché mi facevano passare attraverso tutte le segreterie possibili, dopo “Zelig”, appurato che ero proprio io, mi passavano direttamente i capi. Mi ricordo che, quando mi chiedevano se fossi quel Vernia, rispondevo “Sì sorella, sono io…" e allora mi passavano subito il responsabile! E anche le riunioni prendevano tutta un’altra piega: mi chiedevano come era Bisio e mi facevano firmare gli autografi per i figli! Tutto ciò ha rappresentato un grande vantaggio, perché mi ha aiutato ad avere dei risultati eccezionali nelle vendite!».

I tuoi capi come ti hanno scoperto?
«I miei capi mi hanno scoperto su youtube! Un mio collega tedesco – quando dici che i tedeschi sono stronzi – ha mandato loro il link. Appena scoperta questa doppia attività, mi volevano mandare via. Dopo, poiché per loro è molto importante il risultato, hanno chiamato i clienti ed hanno chiesto un feedback su di me e, vedendo che l’Italia stravedeva per me e che i risultati erano ottimi, mi hanno tenuto in scuderia e poi, quando ho deciso di andar via, mi hanno pregato di restare!».

A chi ti sei ispirato per il tuo personaggio?
«A me stesso! Ho avuto sempre una forte passione per il ballo. Ovviamente il personaggio è una esagerazione che nasce dalla mia passione! Pensa che ora sono sesto in classifica con un mio pezzo di musica house!».

L’emozione della prima volta a Zelig.
«Mi ricordo la prima volta a “Zelig”: uno shock! Quando sali sul palco, vedi davanti a te 2600 persone sedute. è una barriera umana, è un’onda che ti investe! Avevo gli occhiali, per fortuna, altrimenti si sarebbe visto il mio sguardo terrorizzato. Perché, anche se fai le prove sul palco, è il pubblico che fa la differenza: ti fa venire un’ansia incredibile. Non mi conosceva ancora nessuno e la gente mi guardava impalata. Poi è entrata la prima battuta ed è stato molto più facile per me. Ogni volta è un’emozione fortissima… non devi sbagliare in quei 4 minuti».

Il segreto del successo del tuo personaggio?
«Fa ridere perché prende un po’ tutte le fasce d’età. I bambini lo amano perché è un pupazzo colorato, molto ingenuo. è proprio la sua demenzialità che fa simpatia a tutti. è un personaggio che hai voglia di compatire, ti fa tenerezza. E quindi ti fa ridere con temi non così alti o difficili e la risata è liberatoria!».

Jonny si rende conto di quanto sta succedendo in Italia?
«Al personaggio non gliene frega assolutamente niente… E lasciamolo libero così. Qualcuno mi ha detto di farlo parlare di politica, dal momento che è un personaggio a cui si concede tutto. Io non sono d’accordo: il mio personaggio è fuori dal mondo. Se cominciamo a far anche satira, a Jonny Groove gli togli la sua purezza! Sinceramente non ne posso più di comici che parlano di Berlusconi, sembra che i comici non abbiano altro di cui parlare, se non di Berlusconi, della Gelmini… Penso che c’è tanto altro di cui parlare!».

Parlami del tuo ultimo spettacolo, “Essiamonoi Revolution” dove il vero protagonista è il fratello di Jonny Groove, Giovanni.
«Non esiste più lo scontro tra fratelli: Jonny è presente nello spettacolo solo per un 10%, perché ormai è troppo impegnato a barcamenarsi in questa sua nuova vita da sedicente vip e a comportarsi come nemmeno una star di Hollywood sarebbe in grado di fare. Mentre Jonny ci fa sbellicare dalle risate con i suoi atteggiamenti super-eclatanti, Giovanni ce ne racconta di tutti i colori, arrivando perfino a svelare tutta la verità su Jonny Groove».

Ma Giovanni nella vita ha un fratello?
«Ho una sorella che fa l’avvocato ed è contentissima per me: è una delle mie maggiori fan!».

Quale è la giornata tipo di Jonny Groove?
«Si alza alle 14, fa colazione, fa una lampada, poi fa un giro al centro commerciale, compra un videogioco e va a ballare».

Ma l’idea di una famiglia?
«No, no, fratelli, non ci riesco… io vado a ballare!».





LUI CHI È?
Laureato in ingegneria elettronica col massimo dei voti, nel 2000 si trasferisce a Milano in cerca di lavoro. Qui viene assunto in una grossa società di consulenza. Si iscrive alla Scuola Teatrale di Improvvisazione Comica. Nel frattempo scrive e comincia a testare nei laboratori di cabaret milanesi le sue idee. Nel 2007, comincia a costruire Jonny Groove. Dopo i laboratori Zelig On The Road di Verona e Rimini entra nel cast di Zelig Off nel 2008 e, poi, Zelig . A marzo 2009 esce "ESSIAMONOI Compilation". Ad ottobre 2009 viene pubblicato il libro "Essiamonoi (o no?)". Alla fine del 2009 esce il singolo “Insane”. Nel 2009/2010 dà vita al tour teatrale “Essiamonoi”, seguito quest’anno dal tour “Essiamonoi Revolution”. 


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