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Il miracolo di papa wojtyla

Giovanni Paolo II non guarì dalla sua malattia, ma per sua intercessione sarebbe guarita una Suora malata come lui di Parkinson

Lun 28 Mar 2011 | di Alberico Cecchini | Speciale Giovanni Paolo II

In tema di miracoli c'è sempre da mantenere una grande cautela. Perché pochissime persone verrebbero guarite e tutte le altre no? Somma ingiustizia o amore così grande che in via del tutto eccezionale, arriva anche a sospendere le leggi naturali per indicarci in ogni modo che amare è la cosa più importante? Non è la guarigione del corpo il fine dei miracoli, ma quella dell'anima. E forse l’anima guarisce solo quando si apre a ricevere tutto l’amore che l’ha creata, che sana ogni tradimento “umano”. 
Come Wojtyla anche Suor Marie era malata di Parkinson, dal 2001. Il morbo aveva colpito tutta la parte sinistra del corpo: tremiti, rigidità, dolori, insonnia. Dal 2 aprile 2005 (giorno del decesso di Wojtyla) ha iniziato a peggiorare, non riusciva più a scrivere e a guidare la macchina, si sentiva totalmente esaurita.
Si sentiva, però, molto vicina a Giovanni Paolo II nella preghiera perché vivevano le stesse pene: «Ne ammiravo anche la forza e il coraggio che mi stimolavano a non arrendermi e ad amare questa sofferenza. Solo l’amore avrebbe dato senso a tutto questo. Era una quotidiana lotta, ma il mio unico desiderio era di viverla nella fede e di aderire con amore alla volontà del Padre». 
All’annuncio del decesso di Giovanni Paolo II sentì di perdere l’unico amico che la capiva e le dava la forza di tirare avanti, però «in quei giorni avvertivo la sensazione di un grande vuoto, ma avevo anche la certezza della Sua presenza viva». 
Il 13 maggio, ricorrenza della Nostra Signora di Fatima, c'è l’annuncio ufficiale dell’avvio della Causa di Beatificazione e tutte le suore dell'ordine di Suor Marie Simon Pierre di tutte le comunità francesi e africane chiedono l’intercessione di Giovanni Paolo II per la guarigione della loro “sorella”. Pregano incessantemente, senza stancarsi, fino alla notizia dell’avvenuta guarigione. 
Suor Marie si sente accompagnata da questo brano del Vangelo: «Se credi, vedrai la Gloria di Dio». Il 2 giugno, di pomeriggio, la superiora la conforta dicendole che Wojtyla «non ha ancora detto l'ultima parola» e le chiede di scrivere le parole “Giovanni Paolo II”: sono le ore 17,00. A stento riesce a scrivere e la calligrafia è illeggibile.
Dopo le 21 sente il desiderio di scrivere. Stavolta la calligrafia è chiaramente leggibile: sorprendente! Erano passati esattamente due mesi dalla morte di Giovanni Paolo II. 
«Mi sveglio alle 4,30, stupita di essere riuscita a dormire. Mi alzo improvvisamente dal letto: il mio corpo non è più indolenzito, nessuna rigidità e interiormente non sono più la stessa. 
Poi, una chiamata interiore e il forte impulso di andare a pregare davanti al Santissimo Sacramento. Provai una profonda pace e senso di benessere; un’esperienza troppo grande, un mistero, difficile da spiegare a parole... mi resi conto che, mentre camminavo, il mio braccio sinistro dondolava, non rimaneva immobile lungo il corpo. Notavo anche una leggerezza e un’agilità fisica da tempo a me sconosciute. Durante la celebrazione eucaristica sono ricolma di gioia e di pace: è il 3 giugno, festa del Sacro Cuore di Gesù. All’uscita della Santa Messa sono sicura di essere guarita… la mia mano non trema più».
La guarigione è inspiegabile, forse l'amore della suora ispirato da quel Papa ha permesso il miracolo. Ma il miracolo più grande resta la capacità di questo uomo così mite di suscitare in miliardi di persone, anche non cattoliche, un desiderio così profondo di amore verso il prossimo.

 



Le profezie e la mano di Maria
Uomo pieno di Fede e Pontefice profetico, Karol Wojtyla fu anche oggetto di profezie. Sperimentò sempre un intenso legame con la Madre di Dio, divenuto ancora più forte dopo essere miracolosamente sopravvissuto all’attentato di Ali Agcà il 13 maggio 1981, ricorrenza della Madonna di Fatima. Il Papa stesso dichiarò: «Fu una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola e il Papa agonizzante si fermò sulla soglia della morte». Dopo aver incontrato Suor Lucia, l’anziana religiosa unica sopravvissuta dei tre bambini ai quali Maria apparve a Fatima nel 1917, fece pubblicare il “terzo segreto” delle profezie rilevate dalla Madonna, che riguardava proprio il suo attentato. Ancora una volta nel giorno della Madonna di Fatima, ma nel 2005, il successore Benedetto XVI annunciò l’avvio della sua Causa di Beatificazione.

 

 
 
 


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