acquaesapone Speciale Giovanni Paolo II
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Testimoni˛ la certezza che il bene vince il male

Il primo maggio 2011 Giovanni Paolo II sarÓ proclamato beato, nel giorno della Festa della Divina Misericordia, da lui stesso istituita

Mar 29 Mar 2011 | di Giuseppe Stabile | Speciale Giovanni Paolo II
Foto di 3

Per comprendere come si è arrivati alla beatificazione di Giovanni Paolo II siamo andati direttamente alla fonte, incontrando il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. 

Eminenza, quali sono state le caratteristiche peculiari della figura di Giovanni Paolo II?
«È stato un uomo che ha vissuto i fondamentali della vita cristiana e battesimale, con una fede che riusciva a spostare le montagne e ad abbattere i regimi, paragonabile a quella di Abramo e della Madonna. Il Papa ha testimoniato all’umanità la fiducia assoluta nella presenza e provvidenza di Dio nella storia, trasmettendo la certezza che il bene vince il male. Ovunque nel mondo ha testimoniato la Carità ad un livello che tecnicamente definiamo eroico, tale cioè da suscitare stupore e ammirazione.

Contemporaneamente ha conservato sempre la sua semplicità, riuscendo ad elevarsi pur stando in mezzo alla gente; fin da ragazzo ha vissuto una normalità sana e santa, anche nella sua passione sportiva. Inoltre è stato un Pontefice profondamente missionario che ha colpito tutta l’umanità, anche nel periodo della sua malattia: quando morì, il mondo intero si fermò in preghiera. Ringraziamo Dio per tutto questo».

Come è stato possibile arrivare così velocemente alla sua beatificazione?
«Benedetto XVI, andando incontro al messaggio dello Spirito Santo manifestato attraverso la vox populi che voleva “Santo Subito” il suo predecessore, ha abrogato i cinque anni generalmente necessari per l’inizio di un eventuale processo di beatificazione, che è potuto così iniziare immediatamente dopo la  morte del Papa polacco. Tutte le tappe previste sono state però seguite con grande scrupolo, applicando la legislazione riformata dallo stesso Pontefice nel 1983. Anzi, abbiamo fatto delle sedute supplementari per elaborare al meglio la grande mole di informazioni che avevamo». 

Nel corso delle indagini è emerso un aspetto nuovo o inaspettato dell’esistenza di Karol Wojtyla?
«Non posso rispondere in modo dettagliato a questa domanda, ma su di lui c’è una documentazione vastissima. Dobbiamo infatti tener presente che negli anni vissuti in Polonia, Wojtyla è stato un giovane sacerdote e un vescovo molto attivo: dunque, il regime comunista lo controllava in ogni aspetto dell’esistenza, 24 ore su 24. D’altra parte, non ci sono certo segreti di tutto quello che ha fatto dopo la sua elezione a Sommo Pontefice. Dopo aver accertato le virtù eroiche di Karol Wojtyla grazie all’ottimo lavoro dei postulatori, ci siamo concentrati sullo scrupoloso esame, anche scientifico, del miracolo della guarigione dal morbo di Parkinson della suora francese Marie Simon Pierre Normand».

Che relazione ha avuto con Giovanni Paolo II?
«Come teologo sono stato spesso interpellato dal Pontefice e successivamente, come Segretario della Congregazione della Dottrina della Fede, lo incontravo almeno una volta al mese. Nel 2003 fu lui stesso ad ordinarmi durante la sua ultima cerimonia di consacrazione episcopale e mi regalò personalmente un anello con il suo stemma al quale tengo molto. Durante i nostri colloqui mi stupiva sempre per la sua grande capacità di accoglienza e di ascolto; a pranzo, invece, era più espansivo, diventava familiare ed amichevole. In ogni occasione si esprimeva con una grande sapienza».

Nel suo nuovo libro sulla Madonna, lei dedica un capitolo all’amore di Wojtyla per Maria. Cosa ha significato per il Pontefice questo legame?
«Giovanni Paolo II è stato un Papa Mariano che ha sempre venerato la Madonna, ma fu particolarmente segnato dal Sigillo di Fatima; quando sfuggì all’attentato del 13 maggio del 1981 disse: “Maria mi ha fatto rientrare nella vita”. Da quel momento Wojtyla impostò tutto il suo apostolato sotto il segno della Madre di Dio e fece tre viaggi a Fatima: dopo aver incontrato Suor Lucia (l’unica sopravvissuta dei tre bambini ai quali apparve Maria nel 1917, ndr) non ebbe paura di far pubblicare il “terzo segreto” che rappresentava una conferma profetica della sua storia come Papa».

Dopo la rivelazione dei “segreti” delle apparizioni mariane di Fatima ci furono molte polemiche e ancora oggi continuano illazioni su presunte parti ancora nascoste .«Io ho visto e toccato materialmente l’intera documentazione delle apparizioni di Fatima e, come dichiarò anche il Cardinale Bertone, posso assicurare che è stata pubblicata interamente! Purtroppo oggi in Italia l’informazione è molto scaduta: polemiche e pettegolezzi regnano anche in televisione, che propone spesso programmi inguardabili. Abbiamo bisogno di buone notizie e di autenticità: per questo sono contento che ci sia una rivista come la vostra. In fondo i santi sono persone semplici, proprio acqua e sapone». 

Teologo e studioso dei santi
Il Cardinale Angelo Amato è nato a Molfetta (Bari) l'8 giugno 1938. Di formazione salesiana, è stato ordinato sacerdote a 29 anni ed ha studiato anche in Grecia e negli Stati Uniti. Teologo di riconosciuta  fama, oltre che Prefetto della Congregazione dei Santi, è Accademico Onorario alla Pontificia Accademia di Teologia e Consigliere alla Pontificia Accademia Mariana Internazionale. Ha pubblicato numerose opere con la Libreria Editrice Vaticana, tra le quali segnaliamo quelle edite nel 2010, “I Santi nella Chiesa” e “Il celibato di Gesù”, mentre sono in uscita “I santi si specchiano in Cristo” e “Maria la Theotokos”. Appassionato di calcio, è tifoso del Milan e del Bari.


Condividi su: