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Claudio Bisio: Amo questo Paese

(Anche se ogni tanto non mi ci riconosco)

Mar 29 Mar 2011 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Claudio Bisio è una di quelle persone in grado di ridare il buonumore: basta guardare le sue espressioni, ascoltare le sue freddure, seguire gli episodi delle pubblicità delle quali è protagonista, vederlo recitare in qualche commedia al cinema. Arguto, intelligente, mai volgare, dopo l’ennesimo successo di critica e pubblico ottenuto al cinema con “Benvenuti al Sud”, “Maschi contro femmine” e “Femmine contro maschi”, in tv da gennaio ha sempre vinto la battaglia degli ascolti con l’edizione 2011 di “Zelig”, che lo ha visto per la prima volta affiancato da una straordinaria Paola Cortellesi.

Cosa ha rappresentato questa new entry?
«L’arrivo di Paola Cortellesi ha rappresentato un grande cambiamento! Paola è un’attrice e una comica, una artista completa: il nostro rapporto sul palco è stato una bella novità. A parte ciò, ogni anno “Zelig” ha proposto piccoli e grandi cambiamenti, ma ha sempre mantenuto il suo cuore: ed è stato così anche quest’anno: il pubblico ha premiato ampiamente noi e i comici!».

Abbiamo letto della sua volontà di apportare dei cambiamenti al programma, rendendolo itinerante, e dell’idea di abbandonarlo del tutto.
«Il programma è nato con me. Su quel palco sono me stesso e faccio fatica a immaginare altri al posto mio. Ma certo è possibile che io lasci Zelig...».

Come ha coltivato la sua vis comica? è qualcosa di innato o frutto di studio e lavoro?
«Qualche cosa nel dna ci deve pur essere! Forse dipende dal mio modo di osservare la vita e di guardare gli altri e se stessi, ma poi ci vuole studio e lavoro. Diciamo che ho coltivato e “innaffiato” attraverso letture, film, visite nei cabaret e nei teatri piccoli e grandi».

Perché è così complicato in Italia fare satira, rispetto agli altri Paesi?
«Credo che fare della buona satira sia complicato un po’ ovunque: al potere non piace mai essere deriso sul serio. Credo però si tratti di un problema di democrazia: ci sono Paesi dove la tradizione democratica ha radici più profonde delle nostre e dove quindi la libertà d’espressione è un principio saldamente inviolabile. Ci sono però Paesi nei quali fare satira è impossibile, anzi molto pericoloso!».

Quanto è importante il cinema, il teatro e un certo tipo di tv nella crescita di un Paese?
«Sono importanti, ma prima di tutto viene l’istruzione!».

E quanto è difficile oggi crescere una famiglia in Italia?
«Molto, soprattutto per una donna».

Lei è padre di due figli: quanto è impegnativo fare i genitori?
«Tantissimo, soprattutto perché i valori che cerco di trasmettere – in primis, rispetto e onestà – sembrano essere ormai fuori dal tempo…».

Spazzatura, alluvioni, frane, terremoti e crisi di governo: ha mai pensato di lasciare l’Italia?
«Sobillato da mia moglie - che amerebbe vivere senza fissa dimora - alcune volte ho pensato che mi piacerebbe cambiare aria. Ma io amo questo Paese, anche se ogni tanto non mi ci riconosco…».

Maschi contro femmine: perché è così complicato il rapporto tra uomini e donne?
«Yin e Yang, sole e luna, notte e giorno, dolce e salato… Siamo diversi ma complementari, ogni tanto funziona, ogni tanto no!».

"Benvenuti al sud": ha avuto mai la visione del sud del suo personaggio?
«No, non sono così ottuso!».

A cosa non rinuncerebbe mai?
«Alla mia libertà».

 


I SUOI FILM
Claudio Bisio, diplomatosi alla Civica scuola d'arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano, è attore, scrittore, cantante, presentatore tv. Tra i suoi film maggiori ricordiamo “Sogno di una notte d'estate”, “Turné”, “Mediterraneo”, “Puerto Escondido”, “Nirvana” di Gabriele Salvatores, “Scemo di guerra” di Dino Risi, “La Tregua” di Francesco Rosi, “I picari” di Mario Monicelli; “Strana la vita” e “I cammelli” di Giuseppe Bertolucci, “Manuale d'amore 2” di Giovanni Veronesi, “Ex” di Fausto Brizzi, “Benvenuti al Sud” di Luca Miniero, Maschi contro femmine” e “Femmine contro maschi” di Fausto Brizzi. Nel 2011 sarà nelle sale con “Benvenuti al Nord” di Luca Miniero.


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