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Polemiche sul Nucleare

Nonostante le preoccupazioni, il governo vuole ristrutturare ed espandere le centrali

Ven 22 Apr 2011 | di da Londra - Serena Marchionni | Londra
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La tragedia che ha colpito il Giappone ha scosso il mondo e ha riaperto nuovi interrogativi sull’impiego dell’energia nucleare. In Gran Bretagna, le notizie relative al terremoto e al conseguente disastro nelle centrali atomiche giapponesi hanno scatenato immediatamente un’ondata di polemiche in merito agli impianti esistenti sul territorio inglese e a quelli progettati per un futuro prossimo. Attualmente,  in Gran Bretagna, esistono nove centrali nucleari con 15 reattori. Lo sviluppo di nuovi impianti nucleari era stato abbandonato negli anni ’70 e ripreso nel 2006 attraverso un cambio di rotta nel governo. Successivamente, si è iniziato a parlare di una maggiore sicurezza dei nuovi impianti e per questo il governo inglese ha previsto la ristrutturazione ed espansione di otto centrali elettronucleari sul territorio nazionale entro il 2025.
Ma gli attivisti ambientali hanno deciso di ingaggiare una lotta contro i piani governativi di espansione nucleare nel Regno Unito. Ed hanno perciò intentato una causa legale.  

Le ragioni degli ambientalisti 
Gli inglesi sono molto sensibili quando si parla di energia pulita e di inquinamento, quindi gli eventi recenti che hanno coinvolto il Giappone  non hanno fatto altro che alimentare certe preoccupazioni. Il loro è il paese al mondo che custodisce la maggiore quantità di scorie di plutonio civile, un centinaio di tonnellate circaL’ambientalista Rory Walker ritiene che il Ministro Huhne, approvando il piano di ampliamento delle centrali nucleari, non ha valutato attentamente i rischi per la salute. Ad otto potenziali siti del Regno Unito, incluso Heysham nel Lancashire, sono stati assegnati nuovi reattori. Il governo dal canto su ha dichiarato che ogni decisione è stata attentamente ponderata, senza convincere le associazioni che danni seguono con attenzione il nucleare e la fallimentare esperienza atomica nel Regno Unito. Nel 1999 l’Ispettorato delle installazioni nucleari scoprì che falsificavano documenti sul combustibile atomico a Sellafield, dove nel 2006 fuoriuscita di 83.000 litri di materiale radioattivo. Il quotidiano britannico The Independent ha pubblicato un dossier esclusivo dal titolo “La bomba nucleare a orologeria del Regno Unito”.

La risposta del governo
Il Dipartimento dell’Energia ha però rigettato l’azione legale ambientalista e un portavoce ha sottolineato il fatto che ogni decisione è stata presa nell’interesse della popolazione. Il governo ha chiesto al responsabile delle operazioni nucleari, Mike Weightman, di presentare un report delle implicazioni del disastro giapponese in modo che l’industria nucleare britannica sia al corrente e pronta a nuove possibili soluzioni. In merito agli eventi di Fukushima, Chris Huhne,  Ministro britannico per l’Energia e il cambiamento climatico, ha riconosciuto che catastrofe in Giappone ha gettato un’ombra sulla rinascita dell’industria nucleare nel mondo, confermando quanto da tempo vanno dicendo eminenti esperti. Secondo l’entourage del Ministro, la Gran Bretagna è in grado di ridurre le emissioni di anidride carbonica dell’80% entro il 2050 senza altri impianti nucleari, ma attraverso l’impiego massiccio delle energie rinnovabili.

Il futuro è l’energia eolica, impianti off shore a go-go
La Gran Bretagna possiede uno straordinario potenziale eolico e con un impiego massiccio di pale a vento soddisferebbe l’attuale domanda di energia. Il governo inglese ha programmato già dal 2010 un importante stanziamento per la costruzione di impianti eolici, soprattutto offshore. Gli inglesi sono già primi al mondo con una produzione offshore, cioè in mare aperto, da 1.3 gigawatt sebbene anche l’eolico terrestre abbia la sua importanza. Il portavoce del ministero dell’energia ha sottolineato che gli impianti eolici costituiranno il maggior veicolo per l’energia elettrica britannica. Il piano di espansione prevede l’installazione di ulteriori 14 gigawatt di impianti offshore entro il 2020, un progetto grandioso che dovrebbe anche contribuire al miglioramento dell’economia britannica, creando migliaia di posti di lavoro. Per la gioia della gente: il 75% degli intervistati - rileva un sondaggio di Friends of the Earth, ritengono che si debba puntare su fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Mentre solo meno del 10% pensano che sia una priorità investire nell’atomo.            


 


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