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Zittiamo i fantocci!

‘Un bel tacer non fu mai scritto’

Lun 23 Mag 2011 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Nel rispetto dei lettori, disturbato dalle troppe chiacchiere in giro e per paura di farne anch’io, nello scorso numero ho scritto solo due righe: cercare di rimanere una persona autentica mi dona silenziosa gioia. I complimenti che ho ricevuto!

I mass media sono invasi da persone pronte a vendere le proprie parole a chi paga di più. Manipolare, difendere interessi, attaccare, senza più vero scambio, in televendite più o meno mascherate. Uno spettacolo desolante.

Il dialogo fra sordi e lo scontro sono i nuovi stili di comunicazione, non solo sui media, ma anche per strada e su internet. Sintomi di chiusura, di paura del diverso o dello sconosciuto, che talvolta purtroppo avverto anche in me.

Non adeguiamoci mai a tanto: ci rovina la salute, ci toglie serenità, mortifica il nostro spontaneo bisogno di relazioni rispettose. Per non farci frullare dal ciclone di parole possiamo selezionare le nostre relazioni, ascoltarci di più, stare in mezzo alla natura da soli e disconnetterci più spesso da tv, radio, telefono, pc. Sarà come essere già in vacanza.

Tutta questa peraltro fantastica tecnologia rischia di sconnetterci da noi stessi. Prima di parlare, allora, è meglio se verifico di essere connesso con me stesso: anima, mente, corpo. Altrimenti ripeto solo parole inutili, comunque troppe. Come, pardon, già ho fatto qui.


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