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Mare pulito per legge

Nel 2011 il 95% della costa italiana risulta eccellente... Cosa è cambiato?

Lun 23 Mag 2011 | di Stefano Cortelletti | Ambiente
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Il mare italiano si avvia verso l'eccellenza: oltre il 95% della costa è stata definita eccellente in termini di balneabilità. Gran parte delle spiagge che lo scorso anno erano off limits causa inquinamento, per questa stagione estiva non solo sono diventate balneabili, ma addirittura “eccellenti”.

Perché è migliorata di colpo la qualità del mare italiano? È entrata in vigore la nuova Direttiva comunitaria sulla gestione della qualità delle acque di balneazione, che individua solo due indicatori di contaminazione fecale di provata rilevanza sanitaria, contrariamente al vecchio sistema nel quale i parametri da ricercare erano ben 19, inclusi quelli chimico-fisici. E così, secondo uno schema ormai noto, se non puoi adeguarti alla legge, è meglio cambiare la legge. La rivoluzione prevede che le acque di balneazione siano classificate secondo quattro classi di qualità: eccellente, buona, sufficiente e scarsa, sulla base delle densità degli indicatori microbiologici. Per quanto riguarda i cianobatteri, le macro-alghe potenzialmente tossiche, il fitoplancton marino, residui bituminosi delle petroliere e materiali quali vetro, plastica, gomma o altri rifiuti, qualora si individui un rischio per la salute, la direttiva Ue indica che «si dovranno adottare provvedimenti di gestione adeguati per prevenire l’esposizione, includendo l’informazione ai cittadini». Ma attenzione, perché l'Unione Europea è perentoria: «Tali parametri non verranno comunque considerati ai fini della classificazione».

L'UE prevede che entro il 2015 tutte le zone balneabili ricevano giudizio “sufficiente”. Dunque devono sparire le zone a indice “scarso”. Forse basterà togliere qualche altro parametro? La sensazione è che si voglia rendere l’inuqinamento non dimostrabile o molto complicato da verificare. I campionamenti e le analisi vengono realizzati solo 5 mesi l’anno (da maggio a settembre). E se un campione d’acqua marina risulta fuorilegge? Tranquilli: secondo la nuova normativa non scatta subito il divieto di balneazione, ma occorre che l’inquinamento riscontrato sia confermato da analisi successive. La novità si chiama “inquinamento temporaneo”. Nel frattempo, ci si fa il bagno in acque contaminate... ma norma di legge.

Infine, gli stabilimenti balneari dovranno obbligatoriamente esporre la tabella di valutazione della balneabilità, dove si noterà che la costa romagnola ed il litorale laziale risultano eccellenti tanto quanto la costa Smeralda. Occhio, però: un mare balneabile non significa un mare non inquinato. Fate attenzione.

 

LIGURIA AL PRIMO POSTO
Sono 233 le spiagge italiane quest'anno con la Bandiera Blu, 2 in più rispetto al 2010. Un riconoscimento internazionale assegnato dalla Fee, la Fondazione per l'educazione ambientale. Oltre a individuare le acque più cristalline d'Italia, la Bandiera Blu premia le località marine e lacustri che assicurano servizi e rispetto per l'ambiente. A primeggiare è la Liguria con 17 bandiere blu, seguono a pari merito Toscana e Marche con 16 litorali premiati. Le new entry sono: Amendolara in Calabria, Gardone Riviera in Lombardia, Fasano in Puglia, Oristano e Castelsardo in Sardegna, Ispica e Lipari (bandiera blu per la prima volta) in Sicilia. Rientrano quest'anno Scanno in Abruzzo, Misano Adriatico in Emilia Romagna, Otranto in Puglia e Quartu Sant'Elena in Sardegna. Escono dalla classifica Gaeta nel Lazio, e Castellaneta e Castro in Puglia.


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