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A piccoli passi verso la Costiera

Le perle del mediterraneo, amalfi e positano, viste dalle magiche vette dei monti lattari

Lun 23 Mag 2011 | di Laura Alteri | Bella Italia
Foto di 9

Basta l’arrivo delle prime temperature calde e la vita in città ci regala tutto lo stress possibile ed immaginabile. È il primo passo per liberare la fantasia già fin dai primi giorni di giugno e, sognando il relax delle vacanze di agosto al mare, ci immaginiamo a preparare la valigia, piena di costumi e cappelli di paglia, direzione le meravigliose spiagge di Amalfi. Ma perché limitarsi a desiderare questi luoghi magici per mesi, torturandosi insensatamente? Non occorre aspettare l’estate per vivere queste mete celebri, magari da un’altra prospettiva, anzi è proprio il mese di giugno il più adatto per le escursioni e le lunghe passeggiate immersi nella natura verde e rigogliosa dei Monti Lattari, la catena montuosa che attraversa l’intera Penisola Sorrentina, con Positano ed Amalfi ai suoi piedi e Sorrento alle sue spalle, e che si tuffa poi nel mar Tirreno al cospetto dei faraglioni di Capri. Per una volta almeno vi consigliamo di guardare tutte queste perle del Mediterraneo col naso all’ingiù.

Siete pronti? Preparate un paio di scarpe comode e la macchina fotografica, perché i paesaggi che vedremo saranno davvero mozzafiato. E non dimenticatevi il costume da bagno perché non mancherà l’occasione di un tuffo nelle acque limpide della “divina costiera”.

SENTIERO DEGLI DEI
Partiamo dal sentiero più famoso, il Sentiero degli Dei che conduce da Agerola, piccolo e delizioso paese in provincia di Napoli a 600 mt sul livello del mare, fino alle limpide acque della “perla del Tirreno”, Positano. Il percorso si dipana per 3 km e si parte dalla piazza P. Capasso di Bomerano, frazione di Agerola. Da qui si percorre il pittoresco sentiero attraverso il quale si può ammirare la Grotta del Biscotto, così chiamata per la particolare conformazione geologica della roccia, parecchio simile al pane a biscotti, tipica produzione artigianale del posto; ancora, ammireremo secolari case rupestri incastonate nella roccia e, una volta superata la località Colle La Serra, cammineremo a mezz’aria, con Positano sotto i nostri piedi, sempre più vicina ed i faraglioni sempre incollati ai nostri occhi, a farci da stella polare. Il sentiero termina a Nocelle, frazione di Positano; con un’impegnativa scalinata raggiungiamo la spiaggia di Arienzo, la meno affollata e turistica. Non riusciremo a tenere il conto, percorrendo questo sentiero, delle numerose varietà che la ricca flora della macchia mediterranea regala al nostro sguardo: cisto, dente di leone, orchidee selvatiche, mentuccia, erica, biancospino, leccio, ontano ed anche, nel periodo in cui giungono a maturazione, corbezzolo e mirto.

IL SENTIERO DELLA VALLE DELLE FERRIERE
Siamo ancora ad Agerola: da qui, spostandosi all’altra frazione di San Lazzaro, percorrendo un ideale ferro di cavallo, alla cui forma assomiglia la superficie di questo paese, si può raggiungere anche Amalfi, altro gioiello campano. L’appuntamento è questa volta in piazza Generale Avitabile: da qui si parte e ci si arrampica in pochi minuti, percorrendo un’antica mulattiera, sul Monte Murillo. Per vista ed olfatto è una nuova epifania, dominiamo i paesaggi stupendi della costiera amalfitana e contemporaneamente gli odori di natura selvatica e dei boschi di castagno. Dopo un’ora abbondante di cammino, si giunge alla sorgente dell’Acquolella, da dove parte la discesa, verso la riserva naturale della Valle delle Ferriere, superata la quale si arriva ad Amalfi. Ma non avrete nessuna fretta di arrivarci. Per strada ammirerete l’abitato di Ravello e le antiche cartiere che tanto hanno reso celebre la carta di Amalfi; ancora ammirerete nel corso d’acqua che attraversa la Valle delle Ferriere, due autentiche rarità: la salamandra con gli occhiali, che nuota attorno ai vostri piedi, e la rara felce “woodwardia radicans”, così atipica grazie alle spore riproduttive situate nella parte inferiore della foglia, che cadono ed autoalimentano la specie all’infinito.

SENTIERO DI PUNTA CAMPANELLA
Se non avete le gambe troppo stanche e gli occhi sazi di spettacolari visioni naturali, potete affrontare il sentiero di Punta Campanella che si dirama per 5 km e porta da Massa Lubrense a Punta Campanella, l’estrema propaggine della penisola sorrentina, che si affaccia sul mare di fronte all’isola di Capri. Il percorso inizia a Termini, frazione di Massa Lubrense, si continua per Mitigliano da cui si può osservare Capri e il golfo di Napoli. Si scende fino a Punta Campanella per poi risalire verso Monte San Costanzo (480m) da cui si possono osservare Napoli, Salerno, Positano, Praiano e Sorrento. Il sentiero parte su una strada asfaltata e prosegue su una stradina che si snoda per una zona abitata, si passeggia così tra le case. Poi si sale la scalinata che va dritta verso la sella tra le due cime, incontrando tratti di tornanti asfaltati. Dalla sella si prosegue fino a raggiungere la chiesa, dedicata a S. Costanzo.

SANT’ANGELO A TRE PIZZI
È arrivato il momento di arrampicarsi sulle cime da record del Sant’Angelo a Tre Pizzi (le più alte in Europa vicino al mare). La vetta più elevata, il Monte Molare (1444 metri), è già visibile dall’autostrada Napoli-Salerno per la sua singolare forma che ricorda fortemente un dente molare, appunto. Dal centro di Castellammare di Stabia in pochi minuti, grazie alla funivia del Faito, si raggiunge quota 1092 metri e dal piazzale antistante la stazione superiore si apre un sentiero facile che conduce alla chiesa di S. Michele Arcangelo. Superata la sorgente dell’Acqua Santa, dove vegetano il caprifoglio di Stabia e l’erba unta amalfitana, si giunge in circa un’ora alla base del Monte Molare: da qui si prosegue per la Croce della Conocchia, il Campo del Pero e la stazione della Funivia. In un unico sguardo abbraccerete Positano, Sorrento, il Vesuvio, il Golfo di Napoli e quello di Salerno, Posillipo ed Amalfi. Incredibile ad immaginarsi, facile a viverla, questa esperienza. Per informazioni Pro Loco Agerola 0818791064.

 

FURORE: IL PAESE DIPINTO
Furore, o “il paese che non c’è”, si snoda lungo i fianchi della montagna a strapiombo sul mare, lungo la strada statale che conduce da Agerola ad Amalfi, con le sue case che si affacciano sul baratro del mare insieme ad appezzamenti di terreno coltivati. È una perla Furore, un piccolo tesoro che custodisce tradizione e storia, con vigne e giardini tra i suoi tornanti che si tuffano a mare. E durante la passeggiata puoi ammirare i muri, tutti colorati, del “paese dipinto”. Muri che raccontano la storia del paese, le tradizioni ed i miti, con colori che ricordano quelli del paesaggio sottostante. Muri d’autore, dove l’arte trasuda insieme alla bellezza. Bellezza che Furore conserva nei suoi secoli di storia: fondata dai Romani in fuga dai Barbari, usata come roccaforte inespugnabile e proprio qui, dal Fiordo di Furore, partì la storia della Repubblica Amalfitana. I Romani utilizzavano il Fiordo come porto naturale, nel quale fiorenti erano i traffici commerciali. Il nome Furore nacque per via della particolare furia del mare nei giorni di tempesta. Oggi il ponte che domina quest’insenatura naturale, circa 20 metri sul livello del mare, è il punto in cui si svolge, a luglio, il Furore Marmeeting, affascinante gara internazionale di tuffi dalle grandi altezze. Per informazioni Pro Loco Furore: 089874100.
 


AGEROLA, IL PAESE DEL FIORDILATTE E DEL PROVOLONE DEL MONACO
Agerola, nel cuore dei Monti Lattari, è un perfetto connubio tra natura e cibo. Infatti è qui, nel bel mezzo del paesaggio montano, che si è sviluppata una tradizione casearia leggendaria. Già dai tempi dei romani, il latte agerolese veniva esaltato per la sua squisitezza dal medico Galeno. Inizia così una importante tradizione casearia: il Provolone del Monaco, prodotto Dop, il morbido e succoso fior di latte, il caciocavallo e le ricotte. Un elogio ai formaggi e al palato. E ad accompagnare i formaggi Agerola offre anche il pane e i taralli, fiori all’occhiello della tradizione culinaria agerolese. Memorabili anche i salumi, ricercati da Carlo D’Angiò per i suoi pranzi reali, così gustosi con il finocchietto selvatico ed il pepe.

 

IL CINEMA SBARCA A FURORE…
Proprio a Furore, nello splendido scenario del Fiordo, fu girato negli anni ’40 il film di Roberto Rossellini “L’Amore” con Anna Magnani come protagonista. I due, al tempo legati anche sentimentalmente, consumavano la loro storia d’amore proprio sulla Costa d’Amalfi, tra Maiori e Furore. E proprio al regista e all’attrice furono intitolate due scalinate del borgo dei pescatori del Fiordo.


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