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Muoviti muoviti!

Italiani, popolo di sportivi: diminuiscono i sedentari e non per ‘colpa’ della prova costume

Lun 06 Giu 2011 | di Stefano Cortelletti | A&S SPORT
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Un popolo di santi, poeti, navigatori e, da quest'anno, anche di sportivi. Gli italiani hanno alzato il loro fondoschiena dalla poltrona, mollato il telecomando e si sono rimessi in moto per tornare in forma. I risultati della ricerca “I numeri dello Sport – La pratica sportiva in Italia” elaborata dal Coni e dall'Istat parlano chiaro: il numero dei sedentari in Italia è sceso del 2,3%. In sostanza, nel 2010 c’è stato oltre 1 milione e 200 mila in più di persone, rispetto al 2009, che hanno deciso di dare una svolta “fisica” alla loro vita.

Secondo l'Istat, il 22,8% pratica con continuità, il 10,2% lo fa saltuariamente, il 28,2% si limita a qualche attività. E i sedentari, come detto, sono scesi fino a 38,3%, ossia 22 milioni e 323 mila persone che dicono di non praticare alcun tipo di attività fisica. La popolazione sportiva, in maggioranza maschile (127 donne inattive ogni 100 uomini), aumenta: in totale i tesserati sono oltre 4.391.000 secondo i dati riferiti al 2009. A questo dobbiamo aggiungere il boom di iscrizioni a palestre e piscine, che non comportano la necessità di doversi affiliare a qualche federazione sportiva. E non si tratta di affrontare la fatidica prova costume per l'estate: siamo di fronte ad un cambiamento epocale per il Belpaese. Tra i 6 e i 14 anni, un bambino su due fa sport. Più si cresce, più la percentuale scende: tra i 18 e i 19 anni, solo il 37% pratica attività sportiva: difficile trattenere l'adolescente in una palestra, piscina o campo da gioco.

CHI CI CONDIZIONA?
Come scelgono gli italiani la disciplina da praticare? Non certo una bella struttura sportiva vicino casa, ma la voglia e la curiosità di cimentarsi nello sport del proprio campione preferito: non è un caso che, nei mesi successivi ai Giochi Olimpici, le discipline dove l'Italia ha vinto medaglie registrino un massiccio incremento di iscritti e praticanti. Le Federazioni, in particolare, nel 2010 hanno registrato un incremento del 4,6 dei tesseramenti rispetto al 2008, quando si sono svolte le Olimpiadi di Pechino. I risultati ottenuti dagli azzurri ai Giochi si sono trasformati in un volano prezioso per alcune discipline, come il pugilato (40% in più di iscritti) o la scherma (+27% dopo l'impresa di Valentina Vezzali).

TOGLIETECI TUTTO... MA NON IL CALCIO
Eppure, agli italiani toglietegli tutto, ma non il calcio. Il pallone si conferma il re degli sport, con 1.125.440 tesserati (il 26,9% del totale degli atleti) ma inizia a soffrire della concorrenza di discipline come pallavolo, pallacanestro, tennis e pesca sportiva, che in totale convogliano il 53% degli atleti italiani. Dieci anni fa, il 50% del tesseramento veniva invece coperto solo da calcio, caccia, basket, pesca sportiva e attività subacquee. Gli sport minori sono in continua crescita: chi si sarebbe aspettato di trovare il badminton e lo sci nautico ai primi posti della classifica delle società con maggior incremento di iscritti negli ultimi anni?

AD OGNI REGIONE IL SUO SPORT
Le cinque regioni dove si pratica maggiore attività sportiva sono Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Marche, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. Agli ultimi posti troviamo Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Campania. E le città più attive? Anche in questo caso dobbiamo andare al nord: Milano ha 315 mila atleti contro i 280 mila di Roma e i 117 mila di Napoli, ma quanto al numero di società sportive Roma è imbattibile (3.940 società sportive contro le 3.275 di Milano e le 1.944 di Napoli).
Non è solo l'economia, insomma, a dividere il Paese.
 


5 MILIONI DI NUOTATORI
Dopo il calcio, il nuoto è la disciplina maggiormente praticata dagli italiani. «I praticanti, inclusi quelli stagionali, sono quasi 5 milioni – spiega Paolo Barelli, Senatore della Repubblica e Presidente della Federazione Italiana Nuoto -. Un milione di iscritti solo nelle scuole federali, senza contare le discipline acquatiche come acquagym o idrobyke, corsi per i brevetti aumentati del 30% e 15 milioni di italiani in grado di fare oltre 15 metri a nuoto nei vari stili». Barelli imputa il successo del nuoto a due fattori: «Prima di tutto è uno sport completo, adatto ad ogni età, ma non bisogna sottovalutare l'impulso dato dai nostri campioni». Ma per continuare a sfornare fuoriclasse servono strutture idonee. «Confidiamo in un ricambio generazionale, è difficile fare pronostici sulle Olimpiadi di Londra del prossimo anno».

 

L’IMPORTANTE È MUOVERSI
“Provate la canoa, non l'abbandonerete più”. Il campionissimo Antonio Rossi, più volte oro olimpico ed oggi assessore allo sport della provincia di Lecco, sa bene che la sua disciplina conta meno iscritti delle associazioni bocciofile, ma «i nostri risultati hanno contribuito alla popolarità di questo sport, che dunque negli ultimi anni ha registrato anche un incremento degli iscritti». Per superare lo strapotere del calcio c'è bisogno, secondo Rossi, di «aumentare la cultura sportiva, portando lo sport nelle scuole». Che sia calcio, canoa o badminton, l'importante è muoversi: «Ragazzi, provate a cimentarvi in qualsiasi disciplina. Vi auguro di innamorarvi dello sport come ho fatto io».


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