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13) Il coraggio di vivere

A tutte le mamme e i papà per i quali i figli sono una benedizione

Gio 23 Giu 2011 | di Daniela Cassano | concorso iPad

Gabriele ha 20 giorni e non sa che deve avere coraggio. Lo sa la sua mamma, che è forte e ha sempre lottato per sé e per lui. Lo cercava da anni e lo ha avuto.
Un viaggio lungo 9 mesi, una strada solo in salita, consumata tra le corsie di ospedali e le lacrime, le paure e lo sconforto di tante minacce d’aborto.
Quante notti insonni a stringere nei pugni un paio di scarpine blu, senza sapere se le avrebbe mai indossate. Notti di disperazione e singhiozzi, di preghiere a denti stretti “non andare via”.
E poi un vagito strozzato, la vita che stava scivolando via, portando nel baratro madre e figlio. Infine il miracolo, la vita che respira e inizia ad ingranare.
Gabriele è nato e ha vinto.
È nato e dorme tranquillo nella sua culla, una testolina stropicciata e tanti capelli neri, 1.4 kg di tenerezza e il pugno stretto in segno di vittoria.
Dorme aggrappato ai sogni di tante cose che farà da grande e sua mamma piange ancora, di gioia per quel miracolo che la cerca e ogni tanto le sorride e di dolore perché Gabriele sta male.
È nato e deve già trovare il coraggio di vivere, la forza di mantenersi in equilibrio, di non farsi travolgere dalle intemperie che si abbatteranno su di lui.
Valeria lo ha portato con sé per mesi, l’ha sentito crescere nella sua pancia, ha sorriso anche se stravolta dall’ennesima nausea mattutina. Già lo vedeva muovere i primi passi, correre e sbucciarsi le ginocchia, piangere per i capricci, imparare ad andare in bici, da solo.
Valeria vuole davvero vederlo così. Piange ma non si arrende, lo tiene stretto a sé e gli sussurra “coraggio, non smettere di lottare” e Giulio le bacia la fronte: “è tuo figlio, ha il tuo coraggio”.
C’è chi i figli li mette al mondo senza volerli, li cresce dentro di sé e poi li butta via, come una scarpa rotta o un vestito smesso.
C’è chi darebbe la vita per vederli diventare grandi, per vederli felici.
A Valeria e Giulio che combattono ogni giorno per la vita del proprio figlio, un atto d’amore che richiede coraggio.
Per tutte le mamme e i papà per i quali i figli sono una benedizione e non uno sbaglio.
E a tutti i Gabriele che combattono e ce la fanno, perché crescendo capiscano e trasmettano agli altri quanto sia prezioso il dono della vita.
 

 
 
 
 

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