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Barbara Alberti: in tv eroi dell’ ignoranza...

Ma l’Italia è fatta da tanta gente in gamba che lavora in silenzio

Gio 28 Lug 2011 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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I suoi personaggi sono creature in rivolta, come lei. Le sue donne hanno la forza e la debolezza di noi donne. I suoi libri raccontano l’Italia, le sue contraddizioni, i suoi limiti, il suo coraggio. Barbara Alberti ha da poco ripubblicato, per la Castelvecchi, “Buonanotte Angelo”, un libro di straordinaria attualità, nonostante sia del 1985.

«Dopo 25 anni dalla sua stesura, non è cambiato nulla! Nel libro parlo di problemi tra genitori e figli, di bambini obesi davanti alla tv… Il protagonista, Angelo, prende le mosse da mio figlio che aveva 8 anni, allora, era grassissimo e non riuscivamo a farlo dimagrire. Evidentemente noi genitori non riuscivamo a colmare quell’ansia che lo spingeva a mangiare. Ho molto sofferto di questa cosa. E in fondo torna nel libro, perché in letteratura ci si peggiora cercando di esorcizzare paure, timori, problemi».

Nel libro si parla di questo bambino, obeso, davanti alla tv: molto attuale.
«I bambini sono rincoglioniti davanti alla tv. Poi c’è la selezione naturale e c’è chi, nonostante la tv, riesce ad uscirne. Si può imparare anche stando in un lager nazista, in fondo. Infatti, nel libro, il bambino alla fine tiene in scacco tutti quanti e usa la tv come una favola morale per i suoi genitori».

Nel libro si percepisce il forte senso di colpa della madre: perché le madri vivono con questa sensazione?
«Il primo senso di colpa nasce dal fatto che uno vi mette al mondo! Poi ce ne sono tanti altri: c’è il senso di colpa dovuto al fatto che una donna che lavora da qualche parte deve togliere e levare. E, come si fa, ne manca sempre un pezzo. Quando mi domandano “come fa a conciliare lavoro e famiglia?”. Io rispondo: “alla meno peggio!”. In realtà oggi sono nonna. Comunque il problema è che siamo state investite di troppi compiti e per “Ubris” (termine che in greco indica la tracotanza - ndr) cerchiamo di fare tutto. Le donne non dormono e, per fare qualsiasi cosa, dobbiamo usare la notte, anche per leggere un libro e farci la ceretta! Nel libro c’è una frase secondo me stupenda: quando la madre sente il figlio da dietro i muri dice “lo amerò domani”… perché - e questo è un altro atto di “ubris” - noi pensiamo sempre di avere tempo e invece poi il tempo scade e quello che è perso non si recupera!».

La scrittura per Barbara Alberti cosa rappresenta?
«A me piace scrivere e stupirmi. Ma credo che siamo tutti dei coglioni nella vita, anche chi scrive benissimo! Io scrivo per questo, è il mio riscatto rispetto ai miei limiti. La carica profetica viene dalla grande concentrazione. Quando sei lì, nel momento creativo, chiami a te dei doni e delle voci. Se scrivessi ragionevolmente, scriverei grandissime stupidate!».

Donne che si dividono tra famiglia, vita privata e lavoro: è possibile trovare una soluzione?
«Il problema è nelle leggi che non esistono. Siamo abbandonate a noi stesse. Ci tolgono l’assistenza per gli anziani. E a chi toccano? Alle donne. Gli asili sono per i ricchi. E a chi toccano? Alle donne. Non c’è una struttura sociale che ci aiuta. Si buttano a mare i giovani e le donne! Non è un Paese per donne. Nove su 10 devono rinunciare alla maternità».

Si potrebbe tornare al “patriarcato”…
«Le soluzioni non sono nel passato. Bisogna fare in modo che qualcosa si muova. Non siamo organizzate, questo è il problema, e mi meraviglio che non siamo ancora sprofondati con questa Italia. Evidentemente gli italiani sono migliori dell’Italia. Ma appena c’è uno squillo di tromba, siamo scesi in piazza in un milione (la scrittrice si riferisce alla manifestazione dello scorso 13 febbraio a Roma che ha portato in piazza 1milione di persone - ndr)!».

Andrebbe via da questa Italia?
«Sono troppo vecchia per scappar via… ma neanche i miei due figli lo hanno voluto fare, pur avendo avuto prospettive ottime di lavoro. Bisogna cercare di fare una rivoluzione dall’interno!».

Solo notizie negative?
«No! C’è tanta gente in gamba. Di positivo è che ciò di cui parliamo è ciò che emerge, è ciò che appare. E poi c’è il resto. Soprattutto andando in provincia, vedo che c’è una resistenza sotterranea a questo rincoglionimento, vedo gente a milioni soprattutto donne che lavorano gratis, che fanno degli sforzi per tenere viva la cultura… C’è una grandissima realtà che si muove. Sbaglieremmo pensando che i nostri politici ci rappresentano. E tra i personaggi pubblici esiste una mappa di coraggiosi straordinari».

Solo colpa della tv?
«La tv è solo una scatola, i soldi sono carta… bisogna vedere come li si usa. In questo momento, nell’era berlusconiana, la tv è stata usata sia nella rete nazionale che in quelle Mediaset come un piano di rincoglionimento graduale e come trionfo della volgarità. Anni fa ho commentato i reality e mi sono divertita: ero in diretta e potevo dire ciò che mi pareva! Poi non ho potuto più farlo, perché ci sono delle logiche perverse, che sono peggiorate… Me ne sono andata dalla Talpa in cui rappresentavano l’Africa come se fossero dei selvaggi… dove invitavano tronisti che vincevano sugli scrittori. In tv creano questi eroi dell’ignoranza e, nonostante tu sia uno scrittore con qualcosa da dire, non riesci più ad essere superiore al contesto».

Donna per le donne, madre, nonna, profetessa, alle donne cosa sente di dire?
«Cambiate età ogni giorno. Siate nonne a quindici anni, fidanzate a ottanta, ma non siate mai quello che gli altri vogliono (da “Riprendetevi la faccia”, anno 2010 - ndr)».

 

LA GUARDIANA DEL FARO
Nata in Umbria nel 1943, nella sua produzione, tesa a combattere un'immagine perdente del femminile, si affiancano opere diverse: “Memorie malvagie” (1976) “Vangelo secondo Maria” (1979), “Il signore è servito” (1983), “Povera bambina” (1988), “Parliamo d'amore” (1989), “Delirio”, “Gianna Nannini da Siena”, del 1991, e “Il promesso sposo” (1994). Del 1998 è “La donna è un animale stravagante davvero: ottanta ritratti ingiusti e capricciosi”. Nel 2003 ha pubblicato “Gelosa di Majakovskij”, "Il principe volante”; nel 2006 “Il ritorno dei mariti”. Del 2010 è il libro “Riprendetevi la faccia”. Nel 2011 ha ripubblicato, per la Castelvecchi “Buonanotte Angelo”. Ha una rubrica settimanale, "La posta di Barbara Alberti", su “Il Fatto Quotidiano”. Conduce “La guardiana del faro” su Radio 24.


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