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il boom delle mamme a tutti i costi

In Italia abbiamo il tasso di natalità più basso d’Europa, ma in tanti sono disposti a tutto pur di diventare genitori quando i capelli diventano grigi...

Gio 28 Lug 2011 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli

Si rotolano nella sabbia facendo la lotta, i miei due piccoli selvaggi. Tra poco uno dei due esagererà e mi toccherà fermarli, ma per ora ridono e si divertono. Guardo i miei figli e penso come sarebbe stata la mia vita non dico senza di loro, ma se semplicemente li avessi avuti in età più avanzata. Vantaggi e svantaggi sono facili da immaginare. Il tema della fatica, ad esempio: i bambini sono pieni di energia e accudirli richiede uno sforzo mentale, ma anche un notevole impegno fisico. Come mi sentirei a non riuscire a prenderli in braccio? Naturalmente avrei recuperato tempo libero e indipendenza in alcuni anni della mia vita, durante i quali due insaziabili sanguisughe di attenzioni mi hanno dato tanto, ma anche chiesto tanto.

Sono solo ipotesi, pensarci è solo un esercizio ozioso, tanto indietro non si torna. I pensieri si sono innescati spontaneamente, osservando la mia vicina d’ombrellone, che ha un bambino piccolo e almeno dieci anni più di me. Ogni vicenda fa storia a sé, specie quando si va su scelte privatissime come queste. Ma è vero che la condizione che vive questa bella donna abbronzata, tanto presa dal suo pargolo di almeno 40 anni più giovane, è sempre più comune. E mi fa pensare che alle tante assurdità del nostro Paese s’è aggiunta anche questa: siamo tra le nazioni meno prolifiche al mondo. Nel 2010 sono nati oltre 6.000 bambini in meno che nel 2009, segno che perfino il maggior tasso di natalità tra le famiglie immigrate non riesce a compensare il continuo calo di nascite tra gli italiani. La diminuzione del tasso di natalità è un fenomeno consolidato in tutto l’Occidente, ma l’Italia è in fondo alla classifica anche nel confronto con gli altri Paesi europei. Non solo: il picco di fecondità, cioè l’età in cui si fanno più figli, era di 24 anni negli anni ‘70, dice l’Istat. Nel 2005 si era spostato a 33 anni. Si fanno pochi figli e chi li fa, li concepisce sempre più tardi. Allo stesso tempo, aumenta la pressione per ricorrere a tecniche sempre più sofisticate di fecondazione artificiale anche tra mamme di età molto avanzata. Ha fatto discutere l’esempio del Veneto, che ha incluso il trattamento di fecondazione assistita tra quelli coperti dal Servizio sanitario pubblico per mamme fino a 50 anni di età.

Non sono una sociologa, ma mi sorprende che questo fenomeno non venga analizzato più seriamente, che non diventi oggetto di un dibattito pubblico. Qualcuno dovrebbe chiedersi perché facciamo sempre meno figli soprattutto da giovani e siamo pronti a incredibili sacrifici per restare incinte in età che una volta erano più appropriate a essere nonne che mamme. è innegabile: girata la boa della giovinezza, ci sono tante persone che vogliono essere mamme a tutti i costi. La cronaca lo conferma: viaggi della speranza in Paesi in cui ci sono regole più permissive, ricorso a tecniche genetiche sempre più ardite, si è sentito perfino di madri che prestano l’utero alle figlie. All’estero è stato raccontato anche qualche caso di bambini nati dopo la morte di uno dei due genitori, grazie alla conservazione degli spermatozoi del genitore quand’era in vita. Non voglio sindacare queste scelte, ma vorrei saperne di più. La spiegazione che mi dò è che, allungandosi la vita e aumentando il benessere, vogliamo goderci una giovinezza più spensierata e avere poi comunque il tempo di fare tutto. Ma credo che ci sia anche un problema specifico, italiano, di scarsa attenzione dello Stato per la condizione della maternità. Conosco molta gente che, di fronte all’idea di fare figli, sente di vivere una condizione economica troppo incerta e di non avere appoggio sufficiente per poter allevare i figli. A partire dal problema più semplice: se non si hanno nonni disponibili e vicini, a chi li lascio i figli? Sono solo scuse, paure ingiustificate. Io credo di no, penso che si potrebbe fare di più per le mamme giovani. Nel rispetto delle scelte individuali, ovviamente.

 


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