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15) Dall’acne si guarisce dalla mediocrità no

I social network ci rimettono in contatto con il nostro passato scolastico che, spesso, vorremmo dimenticare

Ven 29 Lug 2011 | di Sandra Giuliana Granata | concorso iPad

Se avete un account su Facebook o Twitter, niente di più facile che, appena entrati nel mondo dei social network, siate andati alla ricerca dei compagni di scuola. Se, poi, sono passati diversi anni dai tempi del liceo e avete avuto la fortuna di far parte di un gruppo ben affiatato, probabilmente non vedevate l’ora di rivedere le persone con cui avete passato gli anni più belli. Ma cosa succede se a quei tempi avevate più cose in comune con Charles Bukowski che con Giselle Budchen e siete ragazze (per i maschi i difetti fisici non sono quasi mai un problema)? Tuffarvi nel passato e riallacciare certi rapporti potrebbe non interessarvi affatto. Probabilmente oggi siete trentenni realizzate, non sarete diventate cigni, ma siete anatre graziose e avete imparato a star bene nelle vostre penne, eppure gli atti di quello che oggi viene definito “bullismo” continuano a riaffiorare nella vostra mente come un penoso ricordo. Magari vi fermate a domandarvi se anche i vostri figli usano nei confronti dei ragazzini più timidi un linguaggio riprovevole... Sbirciate comunque con curiosità i profili degli ex compagni di scuola: notate fotografie in cui campeggiano bambini graziosi, affettuosi fidanzati e fate richieste d’amicizia a quelli che ricordate con simpatia. Finalmente vi imbattete in lui, quello che vi tormentava dicendovi oscenità di cui ancora adesso ignorate il significato, il primo della classe, la prova vivente che una mente brillante e un cuore profondamente stupido possono albergare nella stessa persona. Scambiate qualche chiacchiera in posta col bullo ante litteram che, pur rispondendo cortesemente a un messaggio, non accetta – come previsto – la vostra richiesta d’amicizia. Se vi illudete che abbia provato anche lontanamente il rimorso per le volgarità che vi diceva negli anni del Ginnasio, siete povere ingenue: non le ricorda nemmeno! La caratteristica che accomuna molti bulli di ieri e di oggi è quella di sentirsi autorizzati dalla bruttezza e dalla timidezza delle loro vittime a ferirle senza farsi alcuno scrupolo. Tendono a considerarle goffi mostriciattoli a cui non è dovuta nessuna forma di rispetto. Non scrivete più al bullo e tirate un sospiro di sollievo, perché potete lasciarvelo alle spalle, sicure che quell’esperienza vi ha reso migliori dato che vi ha insegnato a non far mai male di proposito a nessun essere vivente. Se, però, frequentate ancora la scuola dell’obbligo e per voi l’incubo rappresentato dai bulli è un problema che siete costrette ad affrontare ogni giorno, consolatevi con questa riflessione: dall’acne e dall’insicurezza prima o poi si guarisce, dalla mediocrità d’animo, per quel che abbiamo potuto appurare, no.

 
 
 
 

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