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Il prato è servito

Verdi tappeti erbosi, il modo migliore per rinfrescare e rendere elegante qualsiasi ambiente esterno, anche su tetti e pareti

Ven 29 Lug 2011 | di Patrizia Santo | Ambiente
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Chi l'ha detto che bel prato significa soltanto campo da golf o ville sontuose come Versailles? Il verde naturale di un bel tappeto erboso è una pennellata di natura che arricchisce qualunque spazio, specialmente in città, è il colore della speranza, rasserena e ti fa respirare solo a guardarlo.
Dal giardinetto di casa al parco pubblico, dallo spartitraffico alla piazza, un manto intessuto di fili vivi è senz'altro meglio di qualunque altro strato che copre il terreno, oltre ad avere indubbia utilità.

ELEGANTISSIMO IN OGNI AMBIENTE
Oltre all’indiscutibile eleganza conferita da un prato, sono molto concreti i vantaggi offerti dai tappeti erbosi a qualunque edificio e contesto urbano. Che sia una villa, un palazzo, una fabbrica o una delle rotatorie tanto in voga, ne guadagna in bellezza e magari anche in valore economico grazie a queste superfici di verde vivo, che impreziosce con semplicità e grande impatto.

ECOLOGICO, SOPRATTUTTO IN CITTà
Al valore estetico si unisce poi un grande valore ecologico. Il suolo nelle nostre città e periferie si sta infatti sempre più impermeabilizzando, foderato da strade, parcheggi ed edifici, con grossi problemi di assorbimento delle piogge che finiscono per intasare le condotte e corsi d’acqua provocando allagamenti ed esondazioni. Rispetto ad asfalto, cemento, mattonelle e altre coperture, un bel prato lascia passare l'acqua e la filtra ripulendola, depura l’aria assorbendo l’anidride carbonica e abbattendo le polveri, assorbe rumori e pollini e persino l’elettrosmog, aiuta a non far arroventare vie ed edifici aiutando il clima e soprattutto regalandoci una sana frescura. «Potenzialità dimostratesi davvero incredibili», spiega l’architetto Riccardo Lorenzi dell’Università di Pisa.
Una vera e propria funzione ecologica e di ingegneria naturalistica, dunque, quella svolta dai tappeti verdi. Attuabile ovunque. Il loro fresco fascino, infatti, non conosce più confini e dall'Italia arrivano le soluzioni più geniali, innovative e pratiche per godersi manti erbosi davvero dappertutto, non solo in terra. Persino su tetti, balconi e in verticale.

IL MADE IN ITALY INNOVA I PRATI
«Il prato si può far crescere in tutti i posti: vi sono infatti molti tipi di erbe estremamente differenti tra loro e adatte a qualunque situazione, anche nelle condizioni più impensabili», spiega il re del prato italiano Gianfranco Bindi, pioniere del settore, grande sperimentatore.
Ha brevettato a livello europeo dei sistemi esclusivi per realizzare il prato precoltivato, ossia delle “pellicce” di erba pronte che ti portano a domicilio e ti posano dove vuoi. È lui che s'è inventato un modo esclusivo, totalmente made in Italy, per realizzare e curare il prato sui tetti e addirittura sulle pareti. Non a caso a lui è affidata la cura dello stadio Olimpico a Roma. Mette prati persino sulle navi da crociera...

I CONSIGLI DELL’ESPERTO
«La cosa principale da sapere è che ci sono due tipi fondamentali di erbe: le microterme e le macroterme. Le prime vanno bene per i climi nordici, alle temperature fresche (tra i 15 e i 25 gradi) e in estate soffrono il caldo, le seconde sono ottime per i climi caldi (l’ideale per esse è tra i 27 e i 35 gradi). In Italia si possono utilizzare varietà di entrambe le specie», spiega Bindi.
Con la sua azienda (www.bindisecondo.it) sono stati i primi ad importare le macroterme agli inizi degli anni '90, varietà più forti e che sarebbero divenute il futuro dei manti erbosi.
«Queste varietà resistono meglio al caldo, alla siccità, alle malattie, al calpestio, all’usura, alla salinità e ad altri stress. Alcune crescono benissimo persino a pochi metri dal mare. A Portoferraio, sull'isola d'Elba, il prato di Paspalum Vaginatum, che abbiamo messo 8 anni fa, è ancora lì sulla battigia. Ma vi sono macroterme resistenti anche al freddo e all'ombra, come la Zoysia Japonica». Ogni ambiente ha la sua erba: sole, ombra, caldo, freddo, montagna, mare, giardino, città, a terra e per aria... Altro consiglio prezioso: attenzione ai prati pronti preparati su terreni argillosi, rischiano di non durare. Meglio quelli provenienti da terreni sabbiosi e ben drenati. «Molti sanno fare l'erba – dice Bindi –, non tutti sanno fare il prato». Ma di sicuro piace a tutti.

 

PRATO LAVATO
La tradizione del giardinaggio italiano si arricchisce di innovazioni esclusive: il prato lavato è una trovata geniale che si presta a tutti i tipi di situazione. Praticamente, una volta coltivato in terra, il manto erboso viene lavato con un macchinario (inventato e brevettato da Gianfranco Bindi) che spruzza acqua sulle radici e toglie completamente la terra. Le “pellicce” di erba, estremamente leggere, sono così pronte per qualunque superficie, perfette per campi e giardini, tetti, pareti, balconi. Le nude radici attecchiscono prima e meglio, senza l’inconveniente di eventuali semi di specie infestanti.
 


PRATO SU TETTO E PARETI
Bello, particolare, utile e amico dell'ambiente. Il prato sul tetto e sulle pareti è una vera e propria biotecnologia mozzafiato. Regola la temperatura, aiutando a tenere il fresco d'estate e il caldo in inverno, e fa risparmiare. «Questi prati da tetto e parete, realizzati con erba macroterma Zoysia Tenuifolia, sono praticamente un cappotto termico e riducono anche il consumo di acqua per l'irrigazione e l'uso di fertilizzanti, grazie ad un sistema di irrigazione a circuito chiuso. E poi richiedono una manutenzione quasi nulla», dice Gianfranco Bindi che li ha messi a punto, con una speciale macchina unica al mondo che “lava e strizza” l’erba, rendendola più leggera e perfetta per queste superfici. Un modo delizioso ed efficiente per non lasciare tutti quei brutti tetti con la guaina o il cemento scoperto che d'estate si infuocano. Con il prato sul tetto e sulle pareti si riduce di molto anche l’uso del climatizzatore e quindi si consuma meno elettricità. Oltre a stare al fresco, abbracciati da un manto di bellissimo verde che non andrà mai riverniciato né intonacato. C'è chi se lo mette persino in balcone. E per tosarlo? «Guardi quel prato sui nostri uffici: è lì da 3 anni e non lo abbiamo mai tagliato!», assicura l'inventore.

 

MACROTERME, PIÙ VERDI E RESISTENTI
Alcune erbe macroterme (quelle che stanno bene nei climi temperati) hanno una resistenza incredibilmente superiore alle microterme (che vivono meglio nelle zone fredde). Le macroterme migliori sono quelle moltiplicate per stolone (rametto laterale della piantina) e non per seme. Hanno un colore più fitto e compatto. Inoltre, l'erba va in “letargo” in inverno e scolorisce, ma per le macroterme da stolone questo periodo di dormienza dura di meno: le foglie ingialliscono solo tre mesi (da metà dicembre-gennaio a marzo-aprile), mentre quelle da seme “dormono” e quindi restano ingiallite da novembre ad aprile. Inoltre il surriscaldamento del pianeta in atto rende ancora più indicate le macroterme, anche in situazioni estreme: più fa caldo e più stanno bene, sono capaci di resistere senz'acqua anche un paio di mesi grazie a radici profonde fino a due metri. Alcune si sviluppano bene anche oltre i 42 gradi di temperatura. Richiedono meno acqua, meno fertilizzanti e fitofarmaci e si ammalano meno.


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