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Occhio al franchising (1)

Aprire la propria attività in Franchising può essere una buona idea, ma…

Mar 23 Ago 2011 | di Massimo Gallus | Soldi

Ogni anno assistiamo a nuove aperture commerciali nelle grandi città, ma anche nei piccoli paesi di provincia e nei centri commerciali. Pochi mesi e poi chiudono. Oggi è difficile improvvisarsi commercianti, la competizione è dura, occorre esperienza nel settore e molta apertura alle novità. Una buona soluzione potrebbe essere quella di aprire un punto vendita affiliandosi a un’insegna che tira. Ma comunque è bene sottolineare che nessuno può dare garanzie di successo. Alcune indagini di mercato evidenziano che il 92% dei punti vendita in franchising è ancora aperto dopo sei anni: questo dimostra che un marchio conosciuto dalla massa facilita l’acquisto del prodotto e quindi la longevità dell’attività commerciale.
Oggi in Italia esistono 869 insegne di franchisor per oltre 50 mila punti vendita con 180 mila occupati ed un giro d’affari che supera i 20 miliardi di euro.
Il 25 maggio del 2004 entrava in vigore la legge sul franchising, la così detta Legge 129/04, che regolamenta l’affiliazione commerciale in Italia, eliminando molti abusi. Che però possono comunque ancora verificarsi in varie forme: infatti la capacità contrattuale del piccolo imprenditore non sarà mai uguale a quella dell’insegna e sia lo stile imprenditoriale che la correttezza commerciale possono essere di ogni tipo. Quindi occhio al franchising, nel senso di prenderlo seriamente in considerazione, ma anche nel senso di essere particolarmente oculati per non scegliere catene commerciali che possono rivelarsi trappole.
Per chi vuole affiliarsi a una rete di Franchising non è facile scegliere l’idea giusta: sicuramente bisogna conoscere quali settori merceologici sono in crescita, cercare dati anche contattando le associazioni di categoria, a cui chiedere anche tutte le informazioni che si devono avere dal Franchisor per essere meglio tutelati prima della firma del contratto.
La formula del Franchising è presente in molti settori tra cui: abbigliamento, accessori, beauty, fast food, articoli per la casa, servizi legali, distributori automatici, parafarmacia, gioiellerie, servizi postali, arredo. Non tutte le catene commerciali sono franchising, solo una piccola parte, l’insegna Acqua & Sapone per esempio non lo è.
Molti Franchisor concedono facilitazioni con la formula del conto vendita: la merce sugli scaffali, di proprietà del franchisor, è saldata dall’affiliato dopo la vendita al cliente. Tutte le attività che riguardano la vendita di servizi richiedono un investimento più ridotto e le pratiche burocratiche sono più semplici.
La scelta di aprire un’attività in franchising è l’ideale per una persona “alle prime armi”, che non ha esperienza nel settore della vendita. Aprendo in franchising, tutto è studiato e collaudato nel tempo. Niente, o quasi, è lasciato al caso: dall’arredamento alla formazione del personale. Per conoscere meglio il franchising è utile visitare qualche fiera specifica, oltre alla ricerca sul web. A Milano nel mese di ottobre c’è “Franchising & Trade” e ad aprile a Roma c’è “Roma Expo Franchising”. Per conoscere ancora meglio i pro e i contro di un franchisor, prima di firmare un accordo che vi vincolerà per molti anni, è importantissimo fare un bel giro in più di una città per chiedere informazioni a chi prima di voi ha scelto di affiliarsi a quel marchio.
Le reti da qualche anno a questa parte tendono a diventare internazionali, approdando sul mercato estero. I Paesi più appetibili sono quelli dell’Europa dell’Est. Per quanto riguarda l’Italia, la maggiore concentrazione di attività in franchising si rileva in Veneto e Lombardia. Il primato negativo (ovvero minor numero di imprese in franchising) spetta alla Sardegna.         

                              



I NUMERI DEL FRANCHISING


869 le insegne di franchisor

50 mila i punti vendita

180 mila gli occupati

20 miliardi di euro il giro di affari
 


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