acquaesapone concorso iPad
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

18) Odori e rumori di una vita piccola piccola

La bellezza del vivere quotidianamente in semplicità

Mar 23 Ago 2011 | di Marcella Marcelli | concorso iPad

 

Il ticchettio del rasoio sul lavandino è sempre stato un suono rassicurante, fin dall’infanzia, quando mio padre si alzava, prestissimo, per farsi la barba: lo è ancora con mio marito ed un giorno, forse, lo sarà anche quando mio figlio di sette anni crescerà ed io sarò lì ad ascoltare le sue prime abitudini di uomo.
Almeno spero: le certezze, nella vita, sono un lusso che pochi possono permettersi. Io ho imparato a godermi i minuti che odo e respiro.
Poi, l’aroma di caffè d’orzo e caffè buono si miscela con l’odore dei maritozzi che si gonfiano in forno e insieme invadono l’appartamento senza pretese in un palazzo vecchiotto dove viviamo da quando è nato Eric. Quindi, accompagnati dalla confusione dei ragazzi che si affrettano a trovare stratagemmi per sopravvivere a un’altra, troppo spesso noiosa, giornata a scuola, i trilli della campanella segnano le mie ore di lezione, animate da un entusiasmo che il tempo, invece di spegnere, ha reso più vivace. Oltre gli ostacoli di compiti e faccende domestiche c’è una stradina di periferia un po’ fuori mano che taglia campi coltivati ed incolti dove posso perdermi, mentre corro, nei suoni delle stagioni che si accordano con i colori cangianti del fogliame e del paesaggio: l’aroma intenso di acacie bianche e ginestre giallo carico, i trilli spensierati di uccelli ed il ritmico stridere dei grilli interrotti solo da qualche rara auto di passaggio, oppure l’aspro profumo della pioggia che è appena passata o lo sbriciolarsi croccante delle foglie sotto le scarpe da tennis, infine l’aria tersa e pungente di neve dei mesi più freddi. Talvolta si sente un vociare più o meno sommesso che anima le case distribuite con parsimonia qua e là, raramente si indovina il cucinato. Infine, la sera, insieme alle voci dei miei due uomini, che raccontano l’oggi sfiorito, scherzano o programmano il domani, la casa si riempie del profumo di verdure al vapore e di pizza o pane che dorano in forno. Restano poche briciole di tempo per coccolarsi, giocare o ascoltare musica prima che la stanchezza ci convinca ad andare a letto, sempre che il lavoro sia davvero finito, altrimenti, mi attardo a malincuore, consapevole dell’ipoteca sulle mie prestazioni del giorno seguente. Il ronzio dello spazzolino elettrico lascia posto al ticchettio asincrono degli orologi di sala e cucina che si ovattano nel sonno.  
 

 
 
 
 

Condividi su: