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Federica Sciarelli: continuo a dare battaglia

Crescono gli ascolti per la trasmissione di Rai3 che si occupa di scomparse, misteri e grandi inchieste

Mar 25 Ott 2011 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Ciò che vediamo il mercoledì sera è il risultato di un lavoro di inchiesta di ore, giorni, settimane. è il risultato del lavoro di un gruppo affiatato, da anni al servizio della ricerca della verità. Perché “Chi l’ha visto?” non è più solo la trasmissione che riporta a casa chi si è perso. Da tempo è diventata qualcosa di più: si occupa di misteri irrisolti, inchieste e spesso lavora in collaborazione con le Forze dell’Ordine. Alla guida la giornalista Federica Sciarelli. Prima della diretta, chiacchiera con il pubblico, rilegge gli appunti, si coordina con gli inviati e, quando si accende la telecamera, senza servirsi di un “gobbo”, procede sicura e con professionalità.  

Cominciamo dal successo di “Chi l’ha visto?”: cosa è cambiato nella sua trasmissione rispetto alle edizioni precedenti?
«Il programma continua ad occuparsi del fenomeno della scomparsa, ma da tempo, nel corso della puntata proponiamo una inchiesta importante su un fatto, che può essere una scomparsa o un mistero di cui si parla. Spesso facciamo delle grandi inchieste su temi che nessuno tratta…».

In questi ultimi mesi si sono registrati ottimi risultati per “Presa Diretta”, “Ballarò”, “Piazza Pulita” e la vostra trasmissione. Mentre i varietà fanno fatica a decollare. Cosa sta cambiando negli spettatori?
«La gente è sempre più interessata all’informazione e ai programmi che su questa si basano, sia che si tratti di politica che di cronaca, soprattutto se la cronaca viene trattata in maniera seria, senza spettacolarizzazione…».

Cosa le sta insegnando questa esperienza televisiva?
«Sono 8 edizioni  del programma e il lavoro a “Chi l’ha visto?” mi ha fatto avvicinare alla grande umanità delle persone: ho scoperto il senso civico e la voglia di aiutare che hanno i nostri telespettatori, persone che intervengono (e non solo quando siamo in diretta), telefonando - a spese proprie, perché non abbiamo un numero verde - per dare una mano a chi si è perso, ai parenti che cercano disperati, per dare testimonianza di qualche dettaglio che potrebbe diventare utile alle nostre indagini, sia che si tratti di scomparsa o di misteri».

Come nascono le puntate? Quanti siete in redazione?
«La redazione è composta da programmisti-registi, giornalisti e inviati. Il lavoro è di gruppo e spesso su una storia, se è impegnativa, ci lavorano più persone. Altrimenti, di massima, un caso viene proposto e “lavorato” da un programmista-regista che fa le prime ricerche, indagini, contattando i parenti per cercare di ricostruire la storia; poi, in collaborazione con l’inviato che, andando sul posto, raccoglie testimonianze e racconta i luoghi  anche per immagini, viene “confezionato” il servizio su un caso di scomparsa o su una storia che, dietro la scomparsa, nasconde un mistero o un fatto di violenza».

Cosa evitate nella scelta dei temi da approfondire e nell'approccio ad essi?
«Evitiamo accuratamente i casi di chi ha scelto in piena consapevolezza di andar via: non ci occupiamo dei casi di scomparsa volontaria, salvo quando c’è preoccupazione da parte dei familiari. Qui ci limitiamo a far fare gli appelli per chiedere allo scomparso di farsi vivo per rassicurare chi è in pena per lui. Massima attenzione la diamo alle scomparse di minori e persone anziane, che spesso perdono la memoria e in un momento di confusione non ritrovano la strada di casa. Sono le persone più a rischio per le quali l’intervento tempestivo è molto importante ai fini di una buona soluzione della storia».

Per quali indagini il vostro contributo è stato determinante?
«Sandra Sandri un caso di molto tempo fa per cui il programma ha dato un contributo molto importante, ma anche per il caso di Elisa Claps abbiamo fatto la nostra parte… il caso di scomparsa di Elisa era stato “trascurato” dalle cronache di tutti i media e per tanto tempo: solo “Chi l’ha visto?” è stato vicino alla famiglia Claps che si è battuta per 17 anni prima di avere la verità sulla fine di Elisa. Ma anche nel caso di Elisabetta Puppo il programma ha avuto un ruolo determinante… la polizia francese si è messa in contatto con noi cercando di dare un nome ad un corpo di donna».

Qualche mese fa è stato pubblicato il suo ultimo libro.
«“Per Elisa” (RCS), scritto con Gildo Claps, fratello di Elisa: viene raccontata la storia di Elisa e dei 18 lunghi anni passati fino al ritrovamento del corpo  in un sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza».

Vorrebbe mai cambiare genere?
«Se dovessi cambiare, tornerei al politico».

Cosa pensava del giornalismo quando ha cominciato? Cosa l'ha delusa?
«Ci sono capitata per caso e trovo che sia un lavoro… privilegiato».

Cosa la spinge ad andare avanti?
«La rabbia e il dolore delle famiglie che si rivolgono a noi, chiedendo aiuto».

Cosa non le piace di alcune critiche che a volte vengono rivolte?
«Le critiche fanno crescere. Le accetto tutte».

Questi casi condizionano la sua visione del mondo? 
«Le storie di cui ci occupiamo ti danno uno spaccato di vita che spesso non arriva sulle pagine dei giornali ed è una realtà che diversamente non vedremmo mai».

Ha mai subìto pressioni?
«Ovviamente sì, ma quando arrivano… diamo ancora più battaglia!».

Quanta energia ci vuole a far conciliare il lavoro di madre con quello così impegnativo di giornalista? 
«Sarebbe peggio fare altro…». 

 


LEI CHI È
Federica Sciarelli, nata a Roma da genitori napoletani, inizia la professione vincendo una borsa di studio per l'avviamento alla carriera giornalistica all'età di venti anni (seconda su diecimila partecipanti). Il suo primo lavoro stabile è all'Ufficio Informazioni Parlamentari dove rimane per quattro anni. La carriera giornalistica inizia al TG3, sotto la direzione di Sandro Curzi. Viene assegnata alla Redazione politica dove rimarrà fino all'esperienza in Rete. Segue i maggiori partiti politici, i lavori parlamentari, poi diventa inviata al seguito del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, quindi di Oscar Luigi Scalfaro. Conduce l'edizione del TG 3 delle 22,30 Roma-New York. Successivamente passa alla conduzione del TG 3 delle ore 19. Smette di fare l'inviata, inizia un lavoro in Redazione. Passa anche alla conduzione di "Primo Piano", l'approfondimento del telegiornale. Ha scritto: "Tre bravi ragazzi", dagli atti del processo dell'omicidio del Circeo; "Con il sangue agli occhi", sulla Banda della Magliana; “Il mostro innocente”, la verità su Girolimoni. Nel 2011 ha pubblicato “Per Elisa” scritto con Gildo Claps, fratello di Elisa. Da settembre conduce per l’ottavo anno “Chi l’ha visto?”.


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