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Sesso felice se c’è amore

La vera gioia si vive solo quando l’anima è piena d’amore

Mar 01 Nov 2011 | di Francesco Buda | Attualità
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Dare e avere. Do ut des, per dirla con gli antichi romani. Del resto oggi gli attacchi alla persona sono peggio che nell'epoca del violento, spregiudicato e guerrafondaio impero della città eterna. Darsi fisicamente in cambio di favori e promozioni, per fare soldi e carriera viene proposto come un mezzo tra i tanti per farsi strada. Il sesso è sempre più in vetrina, un gadget in tasca a tutti. Un giocattolo con le batterie scariche, ma sempre pronto all'uso, in tutte le salse, per tutti gli scopi e a tutti i costi. Potremmo chiamarla “prostituzione allargata”, incentrata su rapporti senza quel qualcosa che per natura è alla base di ogni persona: l'amore. 

SESSO PER SUPERARE ESAMI
Bacchettoni? Moralisti? Abbiamo scelto di scrivere questo articolo dopo aver letto la seguente notizia: la metà degli studenti neodiplomati si dichiarano disposti ad offrire prestazioni sessuali per avere una raccomandazione all'università. Il dato emerge dalla recentissima inchiesta del sito Universinet.it su un campione di oltre 16mila giovani tra i 18 e i 20 anni alle prese coi test di ammissione agli atenei italiani. Una gioventù di escort e gigolò? «Questi risultati non hanno il valore scientifico di un sondaggio in senso stretto – spiega ad Acqua & Sapone Paolo Genovese, direttore editoriale del sito che ha curato l'indagine -, ma sono comunque significativi, perché indicano una tendenza nel corso degli anni. Certo, c'è una dimensione goliardica, per cui i ragazzi si fanno più “forti” su internet, davanti a uno schermo. Prima queste cose non le dichiaravano nemmeno sotto stretto anonimato. Abbiamo utilizzato lo stesso metodo e le stesse domande nel corso degli anni e il dato è cresciuto costantemente», chiarisce Genovese. Si è passati da uno su 6 nel 2008 ad una media di uno su due di quest'anno: hanno affermato che opterebbero per la scorciatoia a luci rosse il 57% delle ragazze e il 39% dei ragazzi. Solo 4 anni fa dichiarava la disponibilità a fare sesso per ottenere “aiutini” accademici il 16% degli studenti intervistati. Nel 2009 erano il 29% e l'anno scorso il 39%. Probabilmente nella realtà sono di meno i giovanotti e le signorine che si darebbero al prof, ma resta il fatto che è in costante aumento questa propensione. E di fronte a questa notizia, non ce la sentiamo di restare in silenzio e non dire una cosa molto semplice: il sesso è sacro. Perché la persona è sacra, nasce dall'amore e merita di vivere relazioni autentiche e di godere rispettando sé e l'altro. Il piacere è molto meno della felicità, che viene dall'amarsi, che è prima della morale, è nella nostra natura: senz'amore stiamo male. Anche se ci ingozziamo di piaceri ed emozioni, che scollegati dall'anima finiscono per svuotarci e renderci dipendenti, lasciandoci affamati. 

MORALISMO ALLA ROVESCIA
“Ma che male c'è? Tanto oramai funziona così dappertutto. Perché non adeguarsi e passare per fesso? Se lo fa chi è importante, perché non posso farlo anche io?”. Sicuro che tutto va bene, purché abbia un prezzo, il libero mercato può annoverare tra i beni in vendita anche il corpo. Ma così, prima del corpo, è l'anima che si perde, l'identità, la forza di farcela coi propri talenti e di avere scambi al livello della nostra dignità. L'esercito dei mollaccioni al potere, stampa, cinema, tv, internet suggeriscono e istigano invece l'esatto contrario. Un po' alla volta hanno instillato gocce di mediocrità, di velenosa debolezza. Guai a dire che così non va. C'è un bigottismo al contrario. Si dice escort pur di non chiamare prostituzione tale commercio. Una sorta di pudore ribaltato per cui, se dici come stanno le cose, sei un bacchettone. Ma occorre dirlo: se non ami che sesso puoi fare? Non è il romanticismo, ma la realtà di come siamo fatti: veniamo dall'amore e in esso sussiste il sesso. Uno che si svende o si abbuffa di ciò che gli piace solo perché gli piace, non ama, cioè non si rispetta e non rispetta, si fa male. 

VIVA IL SESSO FORTE
«Abbiamo fatto anche interviste sul campo, all'università, e discussioni sul forum del nostro sito – aggiunge il direttore di Universinet.it – ed emerge che nella tendenza alla crescente disponibilità di andare a letto con qualcuno pur di superare la prova d'esame abbia contato molto quel che è passato sui media: se si dice che il modo per accedere a un miglioramento di status sociale, se si fa carriera vendendosi e se anche la selezione politica si fa in camera da letto, passa l'idea che va bene così, che tutto sommato è una opzione tra le altre possibili. Anche una certa tv, tipo quella dei reality, dove vince chi è più spregiudicato e il modello di femmina è quello di chi va a letto con più uomini e il maschio quello che fa sesso con più donne, porta messaggi in sordina che si insinuano forse pure più di tanti articoli di giornale sui tanti scandali nelle istituzioni. Abbiamo fatto a settembre un'altra ricerca, chiedendo agli universitari se conoscono colleghi studenti che usano il proprio corpo per arrotondare o pagarsi gli studi, circa il 5% dice di sì. Il corpo diventa un bene di consumo. Se passa questo messaggio, ed è passato, lo hanno sdoganato, che il sistema Italia funziona solo se sei disposto a prostituirti, perché di questo si tratta e non voglio fare il vecchio parruccone, togliamo i sogni ai nostri ragazzi. In un certo senso è un crimine: “Furto di sogni”». Anzi peggio: istigazione alla perdita d'identità. 

LA GIOIA DEL SESSO È NELL’AMORE
Se uno fa sesso per potere, per soldi e favori, come scorciatoia per fare carriera, fuori da uno scambio profondo con l'altro, non ama. Il sesso è sacro. Dobbiamo dircelo: il sesso è così bello e importante che merita rispetto. E il rispetto viene dall'amore. Che uno ci creda o no, è così. Andare a letto senza questa linfa vitale, svuota anziché riempire. Può soddisfare una voglia momentanea, ma resta la fame più profonda che non si accontenta dello zuccherino. A dircelo è la realtà. A nessuno, qui tra noi “civilizzati”, è impedito di fare sesso come e quando vuole. Eppure quanti davvero sono gioiosi, appagati dentro? Quanto siamo felici davvero? Cioè, quanto ci amiamo? Non a caso si dice “fare l'amore”. È tutto collegato: il sesso è una gioia e dà vera gioia solo se è nell'amore e per l'amore. Cioè se la mia anima è piena di amore. Se gode l'anima, gode anche il corpo. Senza amore è come muoversi senza sapere dove si va e uno finisce per perdersi. È come voler viaggiare senza benzina, o far crescere una pianta senza innaffiarla. Meritiamo di amarci per avere piena soddisfazione anche sessuale. Fuori dall'amore la sessualità soffre e rimane ingannata. 

Può pure dare piacere, ma resta staccata dalla gioia vera, quella che ti resta dentro nel profondo. Il sesso fuori dall'amore diventa un calpestarsi, dentro di sé e l'un l'altro. Il piacere corporale senz'anima, solo sulla carne, è un falso lievito, dà pagnottelle magari ben calde e profumate, ma che non nutrono in profondità.      

 


Il corpo delle donne
Come viene trattata la donna nella tv italiana? In 24 minuti il documentario “Il corpo delle donne” mostra il quadro della desolante rappresentazione del gentilsesso esibito prevalentemente come oggetto sessuale sul piccolo schermo. Video su www.ilcorpodelledonne.net


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