acquaesapone Interviste Esclusive
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Alessandra Sensini: una vita con il vento

41 anni, si prepara alla sua sesta Olimpiade e ai mondiali in Australia

Gio 01 Dic 2011 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 4

Diplomata in ragioneria all'Istituto Tecnico Commerciale di Grosseto, ha nuotato, giocato a pallavolo, si è cimentata nella corsa campestre e nel basket. Poi un giorno, si è fatta convincere ed è salita su una tavola da windsurf e, da quel momento, non è più scesa, mietendo successi, prima in Italia e poi nel mondo! Oggi, a 41 anni, Alessandra Sensini si accinge a partecipare alle Olimpiadi 2012. In attesa di vederla a Londra, dal 3 all’11 dicembre, sarà ai mondiali di Perth (Australia).

"Per colpa di chi" è nata la passione per il mare?
«Avevo 13 anni quando mio padre ha visto per la prima volta sulle nostre coste la pratica del windsurf e ha sùbito comprato delle tavole per me e le mie sorelle. Da quel momento non ho più smesso».

Che ricordi ha della sua fanciullezza? 
«I più bei ricordi sono sicuramente legati alle vacanze estive. Io e la mia famiglia andavamo in barca sempre nel mese di agosto, a Marina di Grosseto. Giravamo tutte le isole dell’arcipelago toscano e per 15 giorni eravamo come in crociera. Lì è nata veramente la mia passione per il mare».

Come ha vissuto lo sport e i sacrifici ad esso legati nel periodo adolescenziale?
«All’inizio è stata dura, perché a 15 anni ho iniziato a viaggiare da sola, anche all’estero. Trascorrevo tutto il tempo con i ragazzi che avevano la mia stessa passione ed ero la loro mascotte. Poi, quello è diventato il mio mondo. Ho fatto molti sacrifici, ma mi sono da sempre sentita fortunata, perché facevo il lavoro che mi piaceva e mi divertivo anche molto».

Cosa le dicevano i compagni?
«Quando raccontavo le mie avventure in mare, i miei compagni e amici di Grosseto rimanevano sempre a bocca aperta. Ero l’unica a poter raccontare esperienze così eccitanti».

I suoi genitori come l'hanno accompagnata?
«Mi sono sempre stati vicini e ho sentito la loro presenza anche quando ero fuori casa per molto tempo. Mi hanno sempre motivata e sostenuta in ogni occasione». 

Hanno mai provato a trattenerla nella bottega di famiglia?
«Fin da piccola, quando ho cominciato a fare nuoto e atletica, mio padre mi ha sostenuta molto: lui amava che noi ragazze praticassimo sport. Già da allora c’era il desiderio di sostenerci a vicenda, cosa che poi è continuata per tutta la vita. Ed è quello stesso spirito che ha portato sempre la mia famiglia a seguirmi alle Olimpiadi». 

È l'unica ad aver seguito questa passione?
«A mio padre è sempre piaciuto moltissimo il mare e amava fare immersioni. Così ha trasmesso questa sua passione a me e alle mie sorelle che lo seguivamo ovunque. Sono l’unica, però, che è diventata sportiva professionista, pur condividendo tutti la passione per lo sport».

Ha mai pensato di abbandonare?
«Quando vinci, il mondo ti sorride. Ma non è sempre così. Allora capita che anche un bronzo alle Olimpiadi - come quello conquistato ad Atene nel 2004 - abbia il sapore della sconfitta. Solo per un attimo dopo quell’esperienza avevo deciso di mollare tutto. Alla fine ha prevalso la mia voglia di ricominciare e la mia passione per il mare e per l’andare a vela». 

... E che sapore ha la sconfitta?
«Puoi perdere ma essere in pace con la tua coscienza, perché sai di avercela messa tutta e hai tirato fuori tutte le tue qualità migliori. Ma quando, al contrario, sei consapevole di non essere riuscita a dare il massimo, ti devi fermare e fare una riflessione». 

La prima vittoria: quali ricordi?
«La mia prima vera vittoria è stata quella nel 1985 ai Campionati Italiani Assoluti, juniores. Subito dopo la Federazione mi ha convocato per i Campionati mondiali femminili». 

Come sta preparando Londra 2012?
«Sono in buona forma fisica e questo vuol dire molto. Ho superato bene le qualificazioni olimpiche. Sarà dura, perché ci sono molte avversarie forti, ma sto lavorando molto e conto di dare il massimo».

Cosa risponde a chi dice che l'età è un limite?
«Penso che chi fa sport si mantenga giovane sia nella forma fisica che - soprattutto - in quella mentale. E più in generale sono le passioni che ci fanno sentire bene e che ci aiutano a rimanere giovani e a non porci dei limiti».

Ai giovani che si avvicinano a questo sport cosa vuole consigliare? 
«Bisogna ricordarsi che il voler diventare un atleta deve essere una scelta intima e profonda. Quindi, prima di essere un velista o un windsurfista, devi volere essere un atleta. Non è solo una questione di allenamento, ma devi dedicare allo sport tutto. E poi è fondamentale imparare a conoscersi, crescere e condurre una vita sana e regolare per poi poter ottenere il massimo dei risultati nei momenti più difficili».                  

Quest’anno ha pubblicato il libro "Una Vita con il vento": a lei cosa dice il vento?
«Il vento per me è tutto, è indispensabile per lo sport che faccio, ma è anche fonte di energie. Mi piace quello un po’ scorbutico e che bisogna domare, come il libeccio. Quando sono sola con il vento e il mare non ho più preoccupazioni o pensieri negativi, ma vivo una condizione di pace e serenità assoluta che riesco a trovare solo in quei momenti per me unici e speciali».

Ha dei rimpianti rispetto alla sua vita?
«Sono consapevole di aver dedicato tutta la mia vita allo sport, trascurando un po’ la sfera privata, ma sono molto soddisfatta delle mie scelte, che rifarei senza alcun dubbio».

Dove ha cercato la forza nei momenti di “sconfitta”?
«Nella mia passione per il mare e per lo sport, attraverso i quali ho trovato sempre nuove motivazioni per ripartire e vivere nuove sfide».

Ha già pensato al dopo Olimpiadi 2012?
«Sinceramente ora sono molto concentrata in vista di questo importante appuntamento. Voglio pensare solo a questo obiettivo senza fare progetti troppo a lungo termine. Poi ci sono i progetti con la Federvela di cui dal 2009 sono Vicepresidente e tante altre occasioni. So solo che non mi annoierò. Questo è certo!».

Quale è l'impresa più difficile ed estrema che ha compiuto nella sua vita?
«è sempre quella che devo ancora intraprendere... Ora è Londra 2012»

 


30 ANNI DI MARE
Nata a Grosseto nel gennaio del 1970, nel 1987 si classifica terza ai Campionati del Mondo Giovanili. Partecipa alle Olimpiadi di Barcellona 1992. Quattro anni dopo, ad Atlanta, si classifica terza. Alle Olimpiadi di Sydney 2000 vince la medaglia d'oro. Il Presidente Ciampi la nomina Commendatore con Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Dopo aver vinto i campionati mondiali di windsurf nel 2000, nel 2004 ad Atene vince un bronzo. Nel 2006 ad Auckland (Nuova Zelanda) si laurea campionessa mondiale nella classe RSX, che ha sostituito la Mistral. In Cina porta a casa una medaglia d'argento. A dicembre parteciperà ai mondiali di Perth, in Australia, e nel 2012 prenderà parte alla sua sesta Olimpiade. A gennaio ha pubblicato “Una Vita con il Vento”, libro con il quale ripercorre la sua carriera.


Condividi su:
Galleria Immagini